Federico il Grande, gli anni della giovinezza

Agli inizi del Diciottesimo Secolo la Prussia era un piccolo regno regionale governato da Federico Guglielmo I°, soprannominato il “Re Sergente”. Pur avendo avuto infatti un’educazione estremamente raffinata per l’epoca (aveva imparato il francese e il latino, aveva appreso a suonare il clavicembalo e il flauto), con il tempo si era emancipato da questo modello che considerava inadatto per gli uomini ed aveva puntato tutto sul fare del piccolo regno che si estendeva dell’ex Ducato di Prussia sino alle coste del Mar Baltico, attraverso le terre degli Hohenzollern e di quelle elettorali del Margraviato di Brandeburgo, oltre alle exclavi di Cleves, Mark e Ravensberg nella Renania, uno stato fortemente militarizzato.
Quando nasce suo figlio, Federico II di Hohenzollern il 24 gennaio 1712, che successivamente sarà conosciuto come Federico il Grande, cerca di imporgli una disciplina durissima per prepararlo alla vita di un sovrano-militare come si considerava egli stesso.
Il giovane Federico aveva ben altre aspirazioni: egli infatti era intelligente e colto, amante delle letture ed egli stesso scrittore, passioni queste che vennero coltivate segretamente con l’aiuto della sorella Guglielmina e del suo precettore.
Niente a che vedere con l’austera e militaresca vita della corte berlinese. Federico stringe una grande amicizia con il paggio del Re Hans Hermann von Katte con il quale si confidava spesso sul pessimo rapporto con suo padre il Re.
Il rapporto con il padre peggiorò ulteriormente dopo una visita a Dresda, alla raffinata corte di Federico Augusto elettore di Sassonia (1728). Qui Federico viene in contatto con una corte dove modi raffinati, cultura, amore per il bello contrastano ruvidamente con la tetra, sobria e militaresca realtà prussiana.
A tal punto arriva l’esasperazione del giovane Federico che progetterà allora una fuga con destinazione Inghilterra, mettendosi d’accordo con due ufficiali del suo seguito, i tenenti Katte e Keith, e cercando di approfittare di un viaggio nella Germania meridionale che compiva insieme col padre.
La fuga però viene scoperta dal Padre che reagisce duramente, imprigiona il figlio ed il tenente Katte, mentre il tenente Keith avvertito in tempo riesce a fuggire salvandosi. Federico Guglielmo I° pensa addirittura di mettere a morte il principe ereditario e solo l’intervento dell’Imperatore Carlo VI d’Asburgo di cui era formalmente vassallo riesce a salvare Federico dall’esecuzione.
Il tenente Katte, l’amico più caro del principe, però viene condannato alla decapitazione e il Re costringe Federico ad assistere all’esecuzione del suo migliore amico nella fortezza di Kustrin dove erano imprigionati. Federico non reggerà e sviene pochi istanti prima che la scure del boia si abbatta su Katte.

Da questo momento l’odio per il padre diverrà implacabile ma allo stesso tempo Federico capisce che se vuole uscire da quella fortezza e recuperare il suo diritto di erede al trono deve accettare di cambiare atteggiamento rispetto ai desiderata del padre.

Uscendo dalla prigione di Küstrin, il 19 dicembre 1730, Federico era ormai rassegnato a una nuova vita, nello stile voluto dal genitore.

La nuova vita di Federico comincia da un incarico nella Camera dei demanî di Küstrin: vita monotona, senza passatempi, vita parsimoniosa, ché il giovane principe deve inviare i conti di cassa al re, e sa che questi non permette lo sperpero. Ma intanto, la sua funzione lo mette in grado di studiare nel vivo l’amministrazione interna del regno ed inizia ad appassionarsi sinceramente di economia, di produzione agricola, all’epoca la Prussia è un paese contadino, povero e scarsamente abitato, la capitale Berlino contava in quegli anni meno di centomila abitanti.

Nel 1732 circa tre anni dopo l’incauto tentativo di fuga, il “Re Sergente” finalmente perdona definitivamente il figlio e gli assegna il comando di un reggimento. Sempre quell’anno Federico deve sottostare ad un altro diktat del padre che lo obbliga a sposare la bruttina e non amata principessa Elisabetta Cristina di Brunswick-Bevern che sposerà il 27 giugno 1733.

Nel 1740 Federico partecipa alla sua prima campagna militare e finalmente è in grado di gestire la propria vita secondo le sue inclinazioni, si circondò di letterati e pensatori, tutti sotto l’influsso delle nuove idee che venivano dalla Francia e lesse filosofi, specialmente Wolf, e poeti, e scrisse egli stesso versi, e progettò di scrivere di metafisica. Scrisse inoltre due trattati le Considérations sur l’état préśent du corps politique de l’Europe e l’Antimachiavel. spedi quest’ultimo con una lettera piena di ammirazione ad uno dei suoi idoli François-Marie Arouet, detto Voltaire, che la pubblicò in Belgio con alcuni rimaneggiamenti nel 1740.
Nacque cosi’ un lunghissimo rapporto fatto di epistole ed incontri tra Voltaire che aveva 18 anni più di Federico ed il futuro grande condottiero di Prussia.

Per coloro che vogliono approfondire la vita straordinaria di questo monarca assoluto che renderà grande la Prussia, combattendo personalmente oltre 15 battaglie, da non perdere la biografia che gli ha dedicato Alessandro Barbero, uno dei più importanti e conosciuti storici italiani.

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