Storia

Hans Franck, il boia della Polonia

Inverno 1942. Una Mercedes scortata da alcune SS si ferma all’interno del ghetto di Cracovia. Brigitte Herbst, moglie di Hans Franck il Governatore della Polonia dice all’ultimogenito Niklas che ha appena quattro anni, di aspettarla in auto. Lei, la Regina della Polonia come si faceva chiamare va a fare acquisti, dei corsetti per la precisione, convinta com’è che nessuno come gli ebrei sappia fare dei prodotti di cosi alta qualità.
Il viso del bambino schiacciato contro il vetro appannato della Mercedes scorge lo spettacolo desolante e inumano della vita del ghetto di Cracovia. Gente smagrita, con lo sguardo attonito, cadaveri abbandonati per le strade, una vera bolgia dantesca che segnerà l’immaginario del bambino per il resto della sua vita.
Dai 15000 ai 20000 ebrei sono confinati in quel quartiere sovrappopolato, dove le persone tentano di sopravvivere alla meno peggio. Le epidemie di tifo non si contano più, ogni singola testa è invasa dai pidocchi. La madre di Niklas torna con le braccia cariche di gioielli, pellicce ed altri beni di valore. La testa del bambino cerca di mettere ordine nelle immagini che gli scorrono davanti e nelle parole che ha sentito in casa, pronunciate dalla bocca di Hans Franck, suo padre, soprannominato il “boia di Cracovia”. Dal 1939 la famiglia Franck, in seguito all’incarico ottenuto da Hitler, vive nel castello di Wawel, appollaiato nelle alture che circondano Cracovia.
Ci vivono come fossero dei veri e propri monarchi, nel lusso più sfrenato, con decine e decine di servitori ed una guardia affidata ai reparti delle SS di cui Franck è obergruppenführer.
Da questa sorta di reggia, Hans Franck perseguì tre obiettivi principalmente: lo sterminio degli ebrei, l’eliminazione dell’élite polacca e lo sfruttamento economico del paese per il profitto tedesco. Dal 1940 egli fu responsabile dell’assassinio di milioni di polacchi, introdusse misure anti-ebraiche e fece espellere dalla stessa Cracovia oltre 43.000 persone.
Hans Franck ha cinque figli, Niklas il più piccolo sarà l’unico nel dopoguerra a prendere decisamente le distanze dal padre, arrivando a detestarlo profondamente per il peso immane che il suo operato aveva riversato non soltanto sul popolo tedesco ma anche sulla psiche fragile di un bambino.
Sua madre Brigitte è una donna dal temperamento più forte del marito, smisuratamente ambiziosa, venale che tradirà Franck diverse volte nel corso della loro unione e che si rifiuterà di concedere il divorzio al boia di Cracovia pronunciando una celebre frase «Preferisco essere vedova piuttosto che divorziata da un ministro del Reich».
A partire dal 1942 Hans Franck, che aveva studiato legge all’Università di Monaco di Baviera e si era laureato nel 1924 all’università di Kiel in giurisprudenza ed economia politica, inizia a cadere in disgrazia. Pare che nel Partito Nazista e nello stretto entourage di Hitler diversi suoi interventi pronunciati nella aule di certe università tedesche con tema l’indipendenza della magistratura, erano stati poco apprezzati.
Ma saranno le prove del suo vasto sistema corruttivo e l’ingordigia con la quale il gerarca nazista aveva accumulato un’ingente fortuna personale a mettergli contro Himmler e Bormann e far declinare la sua fortuna. Rimarrà ancora formalmente Governatore della Polonia sino all’agosto del 1944 ma con poteri fortemente ridimensionati.
La guerra volge al peggio per la Germania nazista ed il 17 gennaio 1945 Franck abbandona il castello di Wawel per ricongiungersi con la famiglia in una località della Baviera, non prima di aver trafugato gran parte delle ingenti ricchezze accumulate in anni di saccheggio della Polonia oltre a celebrare la sua partenza con una festa sfarzosa in tutta degna di un sovrano.
Pochi mesi dopo, il 4 maggio 1945 Franck viene arrestato a Tegernsee vicino a Berchtesgaden. dai soldati americani, processato, sarà giustiziato per impiccagione a Norimberga il 16 ottobre del 1946.

Un pensiero su “Hans Franck, il boia della Polonia

  1. Esistono due tipi di criminali. Quelli in fondo onesti come Himmler che non ha mai approfittato del suo potere per arricchirsi e quelli disonesti come Franck. Dei primi, che pur restano criminali, bisogna almeno riconoscere la buona fede.

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