La rapina del secolo

La sera di sabato 23 marzo 1984 un commando di quattro uomini armati e mascherati fa irruzione nella casa di una guardia giurata che lavora per la Brink’s Securmark, una società che garantisce e custodisce i depositi valutari di istituti di credito e finanziari ed altre grosse imprese commerciali. La Brink’s Securmark ha tra i suoi azionisti Michele Sindona.
I quattro tengono in ostaggio moglie, suocera e figli della guardia giurata (un bandito si fermerà per sorvegliarli) mentre gli altri tre trascineranno la guardia giurata che aveva le chiavi, al caveau della banca, dove disarmeranno altri due agenti e senza sparare un colpo porteranno via denaro liquido, traveller’s cheque, oro e preziosi per una cifra astronomica, che fu stimata intorno a 35-37 miliardi dell’epoca, qualcosa come oltre 40 milioni di euro di oggi (per gli autori della colossale rapina addirittura circa 50-55 miliardi).
Il cervello della banda è Antonio detto Toni Chichiarelli, falsario legato alla Banda della Magliana, è già invischiato in diversi passaggi oscuri e torbidi della vita repubblicana.
E’ lui ad esempio l’autore del falso comunicato n. 7 delle Brigate Rosse rilasciato durante il sequestro moro.
Chichiarelli dissemina la rapina di tutta una serie di “reperti” che devono far pensare ad un colpo “politico” operato se non direttamente per conto delle Brigate Rosse.
Una granata Energa, sette proiettili calibro 7,62, sette piccole catene e sette chiavi furono lasciate dai rapinatori. La bomba Energa era dello stesso tipo usata durante l’agguato al colonnello Varisco (il tenente colonnello Antonio Varisco, comandante del nucleo dei carabinieri del Tribunale di Roma, venne ucciso dalle Brigate Rosse il 13 luglio 1979) e proveniva dall’armeria di via List.
Furono lasciati anche falsi volantini di rivendicazione brigatista della rapina e le immancabili foto Polaroid scattate ai guardiani legati con, sullo sfondo, il drappo raffigurante la stella, emblema del gruppo terroristico. A differenza di quanto avvenne per il falso comunicato del Lago della Duchessa, in questa occasione gli specialisti riconobbero immediatamente come falsi sia i volantini di rivendicazione, che le fotografie.
Chichiarelli però non riuscirà a godersi l’enorme malloppo rapinato, circa sei mesi dopo, il 26 settembre mentre scende dall’auto insieme alla moglie ed alla sua bambina viene freddato da un killer, sua moglie riceve un colpo in testa ma riuscirà a sopravvivere, mentre la bambina di tre anni rimarrà illesa.
Il commando viene arrestato, cosi come due basisti della Brink’s Securmark e persino chi procurò le auto del colpo e perfino uno dei riciclatori. Dopo circa un anno della rapina del secolo una quindicina di miliardi fu recuperata dagli inquirenti.
Quello che rimaneva insoluto, tanto per cambiare, era il nome di mandanti di questa super rapina malamente camuffata da gesto politico.
Qualcuno in seguito ha ipotizzato che la Brink’s Securmark fosse il deposito dei soldi da riciclare della criminalità organizzata e dei traffici illeciti di Sindona e che questi soldi, almeno in parte, erano tornati al mittente.

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