Un lombrico per Marte

Uno dei problemi fondamentali di una futura colonia umana su Marte è il sostentamento alimentare della stessa. Come è noto il suolo marziano è sterile non contiene alcun composto organico ed i suoi granelli di polvere e roccia sono più ruvidi di quelli terrestri.
A queste condizioni già non favorevoli si aggiunge la temperatura media di -60 gradi centigradi ed una ridotta insolazione solare.
Eppure una collaborazione internazionale tra la Nasa ed un pool di ricercatori olandesi da anni lavora con un terreno marziano simulato proveniente da un vulcano delle Hawaii. Lo stesso che viene utilizzato per testare i rover, le sonde e le tute spaziali.
Il terreno è privo però di perclorati, composti a base di cloro che sono altamente tossici, tanto per le piante quanto per l’uomo.
Due anni fa i ricercatori sono riusciti a far crescere alcune piantine di rucola utilizzando liquami organici in particolare escrementi di maiale. Adesso sono riusciti non soltanto a far sopravvivere alcuni lombrichi ma addirittura ad assistere alla loro riproduzione.
All’interno del Food for Mars and Moon Project i ricercatori non si sono fermati alla rucola ma sono riusciti a coltivare fagiolini, ravanelli, pomodori, patate, piselli e carote nel suolo marziano simulato.
Un po’ come succede nel film The Martian forse il problema dell’alimentazione sul Pianeta Rosso non è lontano dall’essere risolto.

 

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