Divi del cinema e Tex

E’ noto come il “papà” di Tex, Gian Luigi Bonelli avrebbe voluto che Aurelio Galleppini si ispirasse a Gary Cooper (1901-1961) indimenticabile protagonista di moltissimi western tra cui il celeberrimo “Mezzogiorno di fuoco” (1952) per dare vita al Ranger più famoso del West.
Galep però assecondò soltanto parzialmente i desiderata di Bonelli ed il suo Tex a detta di molti non è altro che una sorta di autoritratto del disegnatore.
Quando a Galep iniziarono ad affiancarsi nuovi disegnatori anche la complessione fisica di Tex muterà, il viso si farà più squadrato e duro e il corpo da snello acquisirà peso e muscoli, tanto che il Tex illustrato da Claudio Villa assomiglia non poco al divo hollywoodiano reso immortale proprio dai suoi western, John Wayne (1907-1979).
Citare i capolavori western di John Wayne sarebbe troppo lungo ma non possiamo passare ad altro senza un doveroso omaggio almeno ad “Ombre Rosse” (1939) e “Sentieri selvaggi” (1956).
I volti dei divi del cinema americano sono stati “saccheggiati” in moltissimi casi dai disegnatori della saga bonelliana, a volte con esiti spettacolari.
Juan Valverde, il cattivo della storia che si sviluppa dal numero 328 al 330 è Vincent Price (1911-1993) quasi in “fotografia”. Peccato che Price deve la sua fama più ai film horror che al western ma il suo volto inquietante ben si presta a questo “scippo”.
Lee Van Cleef (1925-1989) presta il volto al bandito del n. 357, l’attore statunitense deve la sua celebrità ai western del nostro Sergio Leone.
Un attore tedesco invece è utilizzato dal disegnatore di turno per il cattivo del n. 373, si tratta di Klaus Kinski (1926-1991), indimenticato interprete di “Auguirre furore di Dio” e “Fitzcarraldo”.
Nel numero 385 poi il volto dello sceriffo appartiene ad un altro dei grandissimi interpreti del western Robert Mitchum (1917-1997).
Tra i suoi innumerevoli film dedicati alla frontiera americana vale la pena di ricordare “La magnifica preda”, 1954 con la divina Marylin Monroe e “ElDorado”,1966 remake di “Un dollaro d’onore” in cui Mitchum ebbe la parte dello sceriffo ubriacone che aiuta John Wayne, parte che nel film originario era stata di Dean Martin.
Insomma gli incroci tra i volti dei divi di Hollywood almeno fino al numero 400 sono stati tanti, a volte evidenti e quasi dichiarati, altri appena accennati e tanti altri probabilmente attendono che qualche lettore più smaliziato li individui.

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