La prima volta del calcio scommesse

Il calcio in Italia non è soltanto lo sport nazionale. E’ l’ultima fede rimasta. Si può smettere di votare un partito, diventare atei o convertirsi ad un’altra religione, divorziare dalla moglie o dal marito con il quale si convive da venti anni e più ma la “fede” per la squadra del cuore è un fatto indissolubile, che resiste a qualsiasi delusione ed avversità.

Persino a rendersi conto che il gioco più amato non è cosi pulito e leale come ci piacerebbe credere.

Il drappo sugli occhi ancora “ingenui” di oltre quindici milioni di tifosi fu disvelato per la prima volta una domenica di fine inverno del 23 marzo 1980.

Allora ancora più di oggi lo stadio era il tempio di un rito che si tramandava per generazioni. Si cresceva e si maturavano ricordi indelebili di quelle domeniche passate con il padre, panino con il salame per pranzo e la speranza di vedere i novelli eroi mitologici sconfiggere nell’agone di quel prato verde smeraldo i nemici, magari quelli più insidiosi ed eterni, nei derby.

Allora il calcio se non eri allo stadio lo vivevi nel secondo grande rito degli italiani, “Tutto il calcio minuto per minuto”, uomini allo stadio, uomini “costretti” alla gita fuori porta o al pranzo domenicale con i parenti, uomini in turno di lavoro: tutti con la radiolina incollata alle orecchie nella speranza che “Scusa Ameri…..” fosse l’introduzione al racconto di un goal segnato dalla squadra del cuore.

E sono propri i radiocronisti Rai di “Tutto il calcio minuto per minuto” che si accorgono di qualcosa che non va. A bordo campo ci sono strane manovre della polizia, con camionette che si spostano e poliziotti che prendono posizione.
Lo annunciano ai radioascoltatori con la prudenza tipica del giornalista RAI.
Poche ore dopo i telegiornali annunceranno che giocatori famosi come il promettente Paolo Rossi del Perugia, Albertosi portiere del Milan e della Nazionale, Wilson e Giordano della Lazio ed altri sono stati arrestati ed incarcerati a Regina Coeli.

L’accusa è di aver venduto otto partite nella stagione 1979-80 a quel giro di scommesse clandestine di cui si parla da tempo e che pare abbia introiti equivalenti a quelli del legale Totocalcio.
Anche il Presidente del Milan Felice Colombo è indagato.
A tirare le fila delle scommesse clandestine sono stati due faccendieri romani Massimo Cruciani ed Alvaro Trinca.
Uno dei testimoni dell’accusa sarà Montesi, giovane ala sinistra della Lazio che non esiterà a difendere la sua dignità e quella del calcio pulito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.