La leva dei prezzi per salvaguardare la salute umana

Secondo un recente studio statunitense sarebbe sufficiente aumentare i prezzi di “alimenti” potenzialmente dannosi per la salute umana e diminuirli, invece, per gli “alimenti buoni” per salvare migliaia di vite l’anno.
I ricercatori hanno analizzato i consumi di frutta, verdura, cereali integrali e frutta secca, gli alimenti ‘buoni’, e di carne rossa e lavorata e bevande zuccherate, elaborando due diverse proiezioni. In una il prezzo dei primi è stato abbassato del 10%, mentre quello dei secondi è stato alzato della stessa misura, mentre nel secondo scenario la variazione è stata del 30%.
I risultati di queste simulazioni sono stati significativi: nel primo caso si eviterebbero negli Stati Uniti circa 23.000 decessi l’anno con i maggiori benefici per ictus e diabete, nella seconda proiezione le vite salvate salirebbero a circa 60.000.
La “terapia dei prezzi” sui prodotti alimentari inoltre avrebbe un impatto molto più marcato sui ceti meno abbienti che hanno fra l’altro maggiori problemi ad accedere a cure adeguate negli Stati Uniti.

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