Il progetto di Stephen Hawking per l’esplorazione spaziale

Si chiama Breakthrough Starshot, il progetto ideato dal celebre astrofisico britannico ed appoggiato dal magnate russo Yiuri Milner, ma anche da Mark Zuckernberg e numerosi altri investitori e scienziati di tutto il mondo.
L’idea è quella di produrre e lanciare delle nano sonde, ad una velocità pari a circa il 20% di quella della luce verso le stelle (ed i pianeti) più prossimi, sfruttando una vela solare non più spessa di qualche centinaio di atomi e del peso misurabile in grammi, grazie ai risultati dei progressi che si stanno compiendo nell’ambito delle nanotecnologie e dei metamateriali, sempre più sottili e resistenti.

Per questo avveneristico progetto sono già stati stanziati 100 milioni di dollari e la prima fase, ovvero la progettazione di questa nano sonda non più grande di un francobollo e dotata di tutte le strumentazioni necessarie per la ricerca richiederà diversi anni.

L’obiettivo numero uno di Breakthrough Starshot è Alpha Centauri, la stella più prossima alla Terra da cui dista 4,37 anni luce e che con gli attuali strumenti di propulsione sarebbe raggiunta in non meno di 30.000 anni!

Con le nano sonde, concepite dalla potenza visionaria di Hawking, invece si dovrebbe raggiungere Alpha Centauri “soltanto” in una ventina d’anni.

Ma dato per scontato che si riesca a miniaturizzare una sonda spaziale alle dimensioni di un francobollo e al peso di un foglio di carta, e supponendo di poterla accelerare fino a una velocità attorno al 20-25 per cento di quella della luce grazie a un sistema a vela con propulsione laser, e supponendo ancora che tutto fili liscio fino al sistema solare più vicino, ovvero Alpha Centauri, come si potrebbe rallentare a sufficienza questa elevatissima velocità per far entrare in orbita la sonda e quindi ricavare le informazioni ed i dati scientifici che sarebbero al centro della missione?
Secondo la proposta di un fisico della Goethe Universität di Francoforte questa importante decelerazione si potrebbe ottenere grazie all’impiego di vele magnetiche. La vela magnetica è, in verità, contemporaneamente un metodo di propulsione e freno spaziale: l’idea è quella di servirsi di un campo magnetico statico per deflettere le particelle cariche emesse da una stella e impartire una quantità di moto a un veicolo spaziale. Quindi per “frenare” si utilizzerebbe questa propulsione come controspinta permettendo alla sonda di non mancare l’orbita intorno alla stella.
Il sistema potrebbe funzionare da freno spaziale per veicoli anche di massa considerevole (il limite stimato è 1500 chilogrammi), ma il viaggio richiederebbe tempi enormemente superiori. Diversamente per le piccole sonde della flotta Breakthrough Starshot funzionalità e tempi di viaggio sarebbero compatibili con una generazione terrestre e permetterebbero di effettuare un enorme salto nell’ambito dell’esplorazione spaziale.

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