La memoria a lungo termine

La memoria a lungo termine del nostro cervello è un po’ come l’area dell’hard disk di un computer dove vengono stoccati tutti i dati. Tutto ciò che ricordiamo e che supera i due secondi di “vita” è alloggiato li.
Essa si divide sostanzialmente in due diverse tipologie: la memoria dichiarativa o esplicita e la memoria non dichiarativa o procedurale.
Come si intuisce dal termine la memoria esplicita è quella a cui noi, coscientemente, ci indirizziamo per ricordare un fatto o una nozione appresa nel corso della nostra vita. Ad esempio quando è finita la seconda guerra mondiale oppure quando abbiamo fatto sesso per la prima volta.
Lo stesso vale per le informazioni sensoriali se rievochiamo mentalmente un odore o una musica ricorriamo sempre alla memoria esplicita.
Lo stesso dicasi anche quando non ci sembra di aver attivato quel ricordo volontariamente. Se per esempio entriamo in una stanza dove un certo profumo ci riporta ad un preciso ricordo la percezione olfattiva attiva una richiesta al nostro cervello che dopo aver scandagliato rapidamente la memoria a breve termine se non trova una precisa occorrenza si proietta nella memoria esplicita a lungo termine rievocando il ricordo associato a quel profumo senza che noi apparentemente abbiamo fatto niente per “estrarlo” dal cassetto della nostra memoria.
Lo stoccaggio della memoria dichiarativa nel cervello interessa diverse aree, si va dal lobo frontale a quello temporale, dall’ippocampo che è l’area che trasforma gli avvenimenti in ricordi al lobo frontale che garantisce che i ricordi siano reali e non immaginari.
La memoria procedurale è quella che potremmo definire, un po’ grossolanamente, la memoria inconscia.
Facciamo un esempio. Impariamo ad andare in bicicletta tra i cinque ed i dieci anni, poi per una serie di motivi, per vent’anni non la usiamo più.
Ebbene, quando venti anni dopo la nostra ultima corsa in bicicletta, riprendiamo le due ruote ci bastano pochi minuti per dominarla come prima. Il merito è della memoria procedurale. E’ li che sono registrati gli automatismi, ovvero quei gesti che reiteriamo in stretta sequenza sempre uguali.
E’ quello che succede per esempio ai pendolari che con la loro auto imboccano la stessa strada che fanno tutti i giorni, anno dopo anno, a volte senza neppure accorgersi di averlo fatto.
Per essere registrati nella memoria procedurale i gesti devono essere ripetuti fino a creare una sorta di automatismo, allora il cervello crea, per ottimizzare l’energia, connessioni neuronali permanenti.

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