Antoine-Laurent de Lavoisier, il padre della chimica moderna

Il “Traitè elementaire de chimie” è forse il libro di chimica più famoso mai scritto, esso rappresenta la nascita della chimica moderna. Questo trattato fu scritto nel 1789 da Antoine-Laurent de Lavoisier nato da famiglia aristocratica a Parigi il 26 agosto 1743.
Prima di diventare uno degli scienziati più famosi del suo tempo, il giovane Lavoisier, nel 1763, a soli venti anni, intraprese la via del padre, iniziando ad esercitare l’avvocatura.
La sua professione di “azzeccagarbugli” però non doveva durare molto, un giorno un amico riusci’ a trascinarlo ad una conferenza scientifica al Jardin de Roi, a Parigi, a sentire la stravagante performance di Guillaume Francois Rouelle.
Lavosier rimase affascinato dal fumo, dalle fiamme e dagli odori che accompagnavano la conferenze di Rouelle. Fu amore a prima vista ed ipso facto decise di cambiare mestiere.
Entro un anno dalla sua “fulminazione” sulla strada della scienza produsse un dotto saggio sul gesso ed uno studio geologico sull’Alsazia-Lorena.
I suoi progressi scientifici furono cosi rapidi che nel 1768 fu eletto nella prestigiosa Accademia Reale delle Scienze di Parigi.
La scienza però non era economicamente redditizia e pertanto il nostro Lavoisier per assicurarsi un futuro agiato comprò una quota della Ferme Generale, una società privata che riscuoteva le tasse per il Re. La Ferme Generale, un po’ come la nostra Equitalia, era odiata dai cittadini di Parigi e sarà purtroppo la causa del tragico epilogo della vita di Lavoisier, il quale a 28 anni si innamorava di una quattordicenne Marie-Anne Pierrette Paulze, che sposò. La brava Marie-Anne divenne nel tempo una sua collaboratrice scientifica, tradusse opere dall’inglese e illustrò i suoi libri, prendendo appunti su tutti gli esperimenti del geniale marito.
Lavoisier intui’ la presenza nell’aria di una componente che chiamò ossigeno che costituiva “un quinto dell’aria” mentre gli altri 4/5 erano costituiti da materiali inerti che egli chiamò azoto.
Una volta che Lavoisier accertò che la parte respirabile dell’aria era l’ossigeno, egli si chiese cosa accadeva all’interno del corpo quando lo inspiriamo.
Di li all’individuazione dell’anidride carbonica il passo fu breve.
Lavoisier scoprì inoltre che l’aria infiammabile di Henry Cavendish che chiamò idrogeno (dal greco “formatore d’acqua”), si combinava con l’ossigeno per produrre una rugiada che, come riportò Joseph Priestley, appariva essere acqua.
Per dieci anni lavorò alla combustione scrivendo nel 1777 un trattato dal titolo Sur la combustion en general.
Lavoisier ideò una nomenclatura chimica, ovvero un sistema di nomi che serve da base al sistema moderno. Descrisse il tutto nel suo Méthode de nomenclature chimique (Metodo di Nomenclatura Chimica, 1787). Questo sistema viene ancor oggi largamente usato, compresi i nomi di acido solforico, solfati e solfiti.
Lo scoppio della Rivoluzione ed il Regime del Terrore però furono fatali a Lavoisier. Lui ed altri proprietari della Ferme Generale furono arrestati nel 1793 con un’accusa risibile.
L’8 maggio 1794 fu processato, giudicato colpevole e ghigliottinato.
Uno scienziato che assisteva al terribile evento disse ” occorse loro solo un istante per tagliare quella testa, ma alla Francia non basterà un secolo a produrne un’altra simile”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.