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La scoperta delle onde gravitazionali

Le onde gravitazionali sono oscillazioni dello spaziotempo, il tessuto dell’universo. La loro esistenza fu prevista da Einstein nel 1916 pochi mesi dopo la pubblicazione della Teoria della Relatività Generale. Nessuno però le considerò credibili per decenni tanto che lo stesso Einstein iniziò a dubitare della loro esistenza ritenendole un prodotto artificiale dei suoi calcoli.
Sarà grazie ad una donna, la matematica francese Yvonne Choquet-Bruhat, nel 1951, che il più grande fisico di tutti i tempi, fu rassicurato. La scienziata dimostrò matematicamente l’esattezza dell’esistenza delle onde gravitazionali.
Da allora parti’ la caccia alla loro individuazione.
1,3 miliardi di anni fa, in una galassia distante 1,3 miliardi di anni luce due buchi neri dalla massa di 26 e 39 volte quella del nostro Sole (e con un raggio rispettivamente di 88 e 110 chilometri) si avvicinarono fra loro in una rotazione a spirale fino a fondersi ad una velocità pari a metà di quella della luce.
Nei circa 20 millesecondi di durata della collisione persero l’equivalente di 3 masse solari di energia.
Una quantità di energia colossale pari a 50 volte la somma dell’energia di tutte le stelle presenti nell’universo visibile. Secondo la Relatività Generale di Einstein e la sua celeberrima formula E=mc2
questa energia non fu trasformata in luce bensi’ in onde gravitazionali inarrestabili e destinate a raggiungere la Terra 1,3 miliardi di anni dopo.
Ed è ciò che hanno fatto alle 9.50.45 UTC del 14 settembre 2015.
Nessuno le avrebbe captate se non fosse stato per lo straordinario lavoro del fisico tedesco Rainer Weiss e dei fisici americani Ronald Grever e Kip Thorne che hanno dedicato decenni alla progettazione e costruzione del LIGO (Large Interferometer Wawe Gravitational Observatory) l’apparato americano che le ha rilevate.
Non è difficile prevedere che questi tre scienziati saranno nei prossimi anni credibili candidati alla vincita del Nobel.

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