Parigi: un accordo sul clima nato morto

Mentre questa torrida estate impazza con la sua quarta ondata di calore che tiene costantemente il termometro oltre i 36-38 gradi centigradi le notizie sul contrasto al cambiamento climatico ed al global warming non sono incoraggianti.
Secondo due diversi studi pubblicati su Nature Climate Change gli accordi di Parigi sul clima sono già un sicuro fallimento.
C’è il 90 per cento di probabilità che entro la fine del secolo il riscaldamento globale rispetto all’inizio dell’era industriale si attesti fra i 2 °C e i 4,9 °C, mentre le speranze che sia contenuto entro gli 1,5-2 °C, come previsto dagli accordi di Parigi del 2016, sono residuali, fra il 5 e il 10 per cento.
Come se non bastasse i margini di manovra per contromisure credibili ed efficaci si stanno praticamente azzerando.
Per completare sinistramente le cattive notizie sul fronte del global warming un terzo studio ha calcolato l’eccesso di morti dovuto all’effetto del riscaldamento sull’inquinamento atmosferico. Se l’attuale andamento del riscaldamento dovesse continuare, nel 2030 ci sarebbe un eccesso di 60.000 morti e di 260.000 nel 2100.
A questi dati già di per se inquietanti andrebbero aggiunte le conseguenze sulla salute attraverso cambiamenti nello stress termico, accesso all’acqua potabile, aumento di eventi meteo estremi e diffusione di malattie infettive.

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