Il bolide del 30 maggio

Alle 23.09 di martedi 30 maggio un bolide ha solcato i cieli del Centro Italia destando stupore ed ammirazione per la vividezza della scia verdastra emessa. Ma cosa abbiamo visto esattamente, al di la di speculazioni e vulgata popolare? Abbiamo corso realmente un pericolo?
Questi oggetti, detti meteore, sono frammenti di comete o asteroidi che il nostro pianeta incontra periodicamente durante il suo movimento di rotazione. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di detriti non più grandi di poche decine di centimetri, per nostra fortuna, che entrano nell’atmosfera ad una velocità altissima che puo’ oscillare tra gli 11 ed i 70 km al secondo. In questa fase assumono il nome di metereoidi. L’impatto con l’atmosfera terrestre provoca un forte attrito con le molecole d’aria, la temperatura del corpo raggiunge i 2500 K e la sua materia comincia a sublimare, ovvero passare dallo stato solido a quello gassoso.
Proseguendo nella sua caduta verso il suolo terrestre il meteroide avvia un processo noto come ablazione: comincia a perdere progressivamente massa, lasciando dietro di sé gocce di materia fusa.
Al momento dell’impatto sul terreno il meteroide è praticamente polverizzato ed i frammenti spesso sono piccoli come l’unghia di una mano. Questi frammenti sparsi spesso su enormi estensioni di superficie terrestre sono chiamati meteoriti.
Sono chiamati bolidi, dal greco bolis proiettile, quei metereoidi che emettono scie luminose particolarmente vivide, come è stato l’evento dello scorso 30 maggio.
I bolidi, al contrario della quasi totalità delle meteore comuni, possono presentare, oltre al colore bianco, anche altri colori ben percepibili: i principali sono il verde smeraldo, il rosso, l’azzurro elettrico e l’arancione; possono presentare diametri nettamente percepibili, con nuclei oltre a 1° di diametro.
Durante la loro apparizione, che può durare fino a oltre 10 s, con casi documentati fino a 101 s (bolide del 10 agosto 1972 apparso sopra gli Stati Uniti[1]), possono presentare flare (esplosioni), frammentazioni e avere traiettorie non rettilinee. La variazione della luminosità durante l’apparizione è legata alla composizione e struttura del corpo cosmico, chiamato meteoroide, che dà origine al bolide.
I bolidi possono dare origine a rumori, in genere simili a tuoni lontani, a salve d’artiglieria, a esplosioni di mine di cava.
Normalmente l’esigua dimensione di questi oggetti celesti (pochi centimetri) non costituisce alcun rischio per il pianeta. Ovviamente dimensioni più importanti di questi oggetti possono risultare pericolosi e financo devastanti.
Il 15 febbraio 2013, nella regione a sud degli Urali, in Russia, alle ore 9:13 locali, un meteoroide di circa 15 metri di diametro e una massa di 10.000 tonnellate ha colpito l’atmosfera alla velocità di 54.000 km/h , circa 44 volte la velocità del suono, e si è frantumato sopra la città di Čeljabinsk.
L’esplosione, di energia pari a circa 500 chilotoni, ha prodotto un’onda d’urto che ha distrutto tutte le finestre della città (i cui frammenti hanno colpito e ferito oltre 1000 persone), e causato, probabilmente, il collasso della copertura di una fabbrica di zinco.

Per questo motivo sia la Nasa, che le altre agenzie spaziali, hanno programmi di monitoraggio per cercare di prevedere in anticipo incroci pericolosi soprattutto con meteore di dimensioni tali da essere oggettivamente pericolose.

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