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Tag: disco protoplanetario

<strong>Webb cattura una clessidra infuocata</strong>

Webb cattura una clessidra infuocata

Astronomia, Scienza
Webb cattura una clessidra infuocata. La formazione è stata immortalata mentre si formavano nuove stelle. Lo strumento è riuscito a rivelare delle caratteristiche, un tempo nascoste, della protostella presente all'interno della nube oscura L1527. Webb ha fornito delle informazioni sugli inizi di formazione di una nuova stella. Queste nubi molto calde, presenti all'interno della regione di formazione stellare del Toro, sono osservabili solo attraverso la luce infrarossa. Ciò la rende un bersaglio ideale per la fotocamera a infrarossi vicini (NIRCam) di Webb. La formazione La protostella è nascosta alla vista all'interno del “collo” della clessidra. Il disco protoplanetario di taglio appare come una linea scura al centro del collo. La luce della protostella filtra sia sopra che...
Luna scomparsa spiega l’origine degli anelli di Saturno

Luna scomparsa spiega l’origine degli anelli di Saturno

Astronomia, Scienza
Luna scomparsa spiega l'origine degli anelli di Saturno. Secondo una nuova ricerca l'oggetto, ormai scomparso da molto tempo, spiegherebbe l'origine degli anelli. Saturno, con il suo asse inclinato e con i suoi spettacolari anelli, è il pianeta più appariscente del sistema solare. I ricercatori hanno affermato di avere una nuova teoria su come il gigante gassoso ha ottenuto il suo caratteristico aspetto. Gli anelli di Saturno potrebbero essere stati originati da un'antica luna ormai scomparsa. Questo secondo i ricercatori astronomici del Massachusetts Institute of Technology e dell'Università della California, Berkeley. Saturno, ad oggi, possiede ben 82 lune, secondo i calcoli condotti dalla NASA. Il team di ricerca ha quindi stabilito che Saturno potrebbe avere avuto un altra luna ...
Svolta nella storia della formazione  del sistema solare

Svolta nella storia della formazione del sistema solare

Astronomia, Scienza
Il processo che ha portato alla formazione del nostro "giardino cosmico", il Sistema Solare è tutt'ora pieno di punti interrogativi e di misteri. I modelli attuali non sono ancora in grado di spiegare compiutamente come si sia arrivati alle netta dicotomia tra pianeti rocciosi, interni e pianeti gassosi, esterni. Lo studio dell'università di Oxford Adesso uno studio pubblicato su "Science" ad opera di un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford, prospetta una soluzione convincente di questo mistero. Il modello attuale prevede che sarebbe stata la precoce formazione di Giove ad aprire un varco nel disco protoplanetario. L'ipotesi dei ricercatori di Oxford prevede che pianeti interni e pianeti esterni si siano formati in momenti ben distinti del processo di f...
La formazione dei pianeti

La formazione dei pianeti

Astronomia
https://www.youtube.com/watch?v=dQZv8o-PwTs Il processo che porta alla nascita di un pianeta è lungo e complesso e parte dalla formazione di una stella. Le stelle si formano da vaste regioni di gas e polveri chiamate nubi molecolari. La densità tipica dello spazio vuoto è di circa 1 atomo per centimetro cubo ma nelle zone più dense delle nubi molecolari si raggiungono fra 10.000 ed 1 milione di volte questo valore. Questi nuclei diventano progressivamente più densi fino a collassare sotto la loro stessa gravità "partorendo" una stella. La rotazione iniziale del nucleo che collassa e la conservazione del momento angolare formano un disco che circonda la stella appena nata. Queste aree di polveri e gas sono chiamati dischi circumstellari. Dopo pochi milioni di anni di vita dell...
Il pianeta che non dovrebbe esistere

Il pianeta che non dovrebbe esistere

Astronomia
https://www.youtube.com/watch?v=rYm2DQBahNg A 30 anni luce dalla Terra intorno ad una nana rossa GJ 3512 orbita un gigante gassoso il cui nome completo è Gliese-Jahreiß 3512b.  Questo pianeta non dovrebbe esistere almeno per quanto riguarda la più accreditata delle teorie di formazione dei pianeti gassosi – la teoria dell’accrescimento del nucleo (core accretion theory).  Ma procediamo con ordine. L’esotico esopianeta è stato scoperto nel 2019 da Juan Carlos Morales dell’UniversitàAutonoma di Barcellona, in Spagna, e colleghi di un’ampia collaborazione internazionale, di cui fanno parte anche l’Università di Roma Tor Vergata, l’Istituto nazionale diastrofisica–Osservatorio astrofisico di Torino e l’Istituto internazionale per gli alti studi ...