venerdì, Maggio 7

Risorgimento

L’ultima guerra del Risorgimento
Risorgimento, Storia

L’ultima guerra del Risorgimento

Alla vigilia della Terza Guerra d'Indipendenza l'esercito italiano con il suoi 250.000 effettivi era circa il quadruplo di quello sardo-piemontese che aveva combattuto nel 1859. Gli effettivi si erano gonfiati con diverse divisioni appartenenti agli ex stati, grandi e piccoli, pre unitari e ad alcune migliaia di garibaldini assimilati nel Regio Esercito. La struttura di comando era però ancora per i due terzi in mano ai sardi e ai piemontesi e l'amalgama nella truppa era molto lontano da una condizione accettabile. In particolare gli ex borbonici e gli ex garibaldini erano visti con sospetto dalla vecchia casta militare sabauda. La paura verso questi ultimi era tale che in preparazione della guerra furono costituiti soltanto due centri per l'arruolamento, a Como e a Bari. In quest...
Gli antefatti della Terza Guerra di Indipendenza
Risorgimento, Storia

Gli antefatti della Terza Guerra di Indipendenza

Intorno alla metà del Diciannovesimo secolo il grande impero multietnico austro-ungarico che si estendeva dal Mar Baltico all'Adriatico si trovava minacciato dalle aspirazioni irredentiste a nord del piccolo e bellicoso stato prussiano ed a sud, dal Piemonte che rivendicava lembi non marginali del territorio italiano sotto dominazione austriaca. Questa comunanza di interessi aveva spinto Cavour ad un cauto avvicinamento alla Prussia. Purtroppo l'improvvisa scomparsa del "grande tessitore" e la mancanza di una personalità di alto profilo che potesse raccogliere la sua eredità aveva impantanato la ricerca di una possibile alleanza. La Prussia era guidata da un'altra figura leggendaria dell'epoca, il cancelliere Otto von Bismarck, statista cinico, astuto e spregiudicato...
Il rapporto  tra  Stato  e Chiesa all’indomani dell’unità d’Italia
Risorgimento, Storia

Il rapporto tra Stato e Chiesa all’indomani dell’unità d’Italia

Molto prima che i bersaglieri assaltassero Porta Pia nel 1870, la relazione tra lo Stato e la Chiesa cattolica, all'indomani della proclamazione del Regno d'Italia si era fatta incandescente. Tutto era iniziato con le leggi Siccardi numero 1013 del 9 aprile 1850 e numero 1037 del 5 giugno 1850: esse abolirono i privilegi goduti fino ad allora dal clero cattolico, allineando la legislazione piemontese a quella di altri stati europei. Il promotore di queste leggi, presentate con l'avallo del Re, era il Ministro della Giustizia e degli Affari religiosi, Domenico Siccardi, all'epoca quarantottenne. Siccardi aveva tentato di negoziare per tutto il 1849 una modifica del Concordato che regolava i rapporti tra il Regno di Sardegna e la Chiesa Cattolica, ma l'intransigenza ...
Firenze, capitale d’Italia
Risorgimento

Firenze, capitale d’Italia

I primi anni dell'unità italiana furono molto complicati. Nel meridione d'Italia imperversava quella che i Savoia preferivano etichettare come guerra al brigantaggio e che invece era pericolosamente simile ad una vera e propria guerra civile. L'arresto di Garibaldi per i fatti di Aspromonte aveva messo il paese in fibrillazione. Urbano Rattazzi travolto dalle manifestazioni popolari era stato costretto a dimettersi. E sullo sfondo, irrisolta, c'era sempre la questione romana. Vittorio Emanuele al posto del dimissionario Rattazzi nomina Presidente del Consiglio Luigi Carlo Farini che entra in carica l'8 dicembre 1862, all'età di 50 anni. Pur non essendo piemontese, Farini aveva una lunga frequentazione con l'establishment sabaudo e pertanto godeva della fiducia de...
Lincoln e Garibaldi, un what if mancato della Storia
Risorgimento, Storia

Lincoln e Garibaldi, un what if mancato della Storia

Dopo l'impresa dei Mille, Giuseppe Garibaldi eletto deputato a Napoli, l'8 aprile 1861 farà il suo esordio in Parlamento nel corso di una seduta infuocata, dove in camicia rossa e poncho, terrà un duro j'accuse al governo, per poi ritirarsi nell'amata isola di Caprera. Un certa storiografia ha cercato di dipingere l'auto esilio dell'Eroe dei Due Mondi, quasi come quello di un novello Cincinnato. Garibaldi curvo sul suo orto, intento soltanto ad occuparsi di agricoltura e della sua piccola tenuta. Le cose non stavano esattamente così. Caprera era un crocevia frequentatissimo di fedelissimi garibaldini, rivoluzionari di mezza Europa ed uomini politici insospettabili. Ed in questo contesto che si sviluppa una pagina di storia poco conosciuta all'interno dell'epopea garibaldina....