venerdì, Maggio 7

Neuroscienze

Fare un pisolino di 30 minuti fa bene al cervello
Neuroscienze, Salute ed alimentazione, Scienza

Fare un pisolino di 30 minuti fa bene al cervello

Secondo una nuova ricerca un breve pisolino pomeridiano fatto quattro volte a settimana crea moltissimi benefici, tra cui troviamo un miglioramento della memoria, un maggiore orientamento e un agevolazione dell'agilità mentale, soprattutto in soggetti over 60. Per chi non è piacevole poter fare un breve riposino dopo pranzo. Non dovete sentirvi pigri o in colpa, anzi tutt'altro, perché secondo la ricerca, che è stata pubblicata su General Psychiatry, ad un breve riposo pomeridiano è stato correlato un miglioramento della consapevolezza di noi stessi nello spazio, ad una miglior fluenza verbale e memoria operativa. Fare spesso dei brevi pisolini La nuova ricerca, che si è basata su più di duemila volontari cinesi ultrasessantenni, ha scoperto che le performance cognitive migl...
Quali sono gli effetti dell’orecchio assoluto sul cervello?
Neuroscienze, Scienza

Quali sono gli effetti dell’orecchio assoluto sul cervello?

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, suggerisce che il cervello dei musicisti ha connessioni strutturali e funzionali più forti rispetto a quelli dei non musicisti, indipendentemente dall'innata capacità di intonazione. Anni di formazione musicale modellano il cervello in modi significativi.  Una minoranza di musicisti, tra cui annoveriamo Mozart e Michael Jackson, possiede l’orecchio assoluto. I musicisti con l’orecchio assoluto, hanno una corteccia uditiva significativamente più grande in grado di rappresentare toni distinti senza una nota di riferimento. Ma ancora non si sa chiaramente come questa capacità possa influenzare il cervello. Una domanda che ha affascinato neuroscienziati, psicologi e musicologi per molto tempo è come la musicalità e l'...
Il cervello “ricicla” i neuroni per riuscire a leggere
Neuroscienze, Scienza

Il cervello “ricicla” i neuroni per riuscire a leggere

Il cervello umano non ha ancora avuto il tempo necessario per poter sviluppare una specifica area riguardante la capacità di lettura. Infatti, il cervello per riuscire a riconoscere le lettere e le parole mentre leggiamo, riutilizza i neuroni che in realtà si sono evoluti per poter elaborare altre tipologie di stimoli visivi. La scoperta è stata fatta dai ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, Sissa, di Trieste, che grazie allo studio svolto, anche attraverso dei test su dei volontari, che è stato pubblicato su Current Biology, sta gettando le basi per poter creare dei risvolti fondamentali da dedicare all'intelligenza artificiale. I ricercatori Yamil Vidal e Davide Crepaldi, chiariscono che: “Il linguaggio scritto è stato creato dall'uomo circa 5.000 ...
Intelligenza artificiale utilizzata per diagnosticare in anticipo le demenze
Medicina, Neuroscienze

Intelligenza artificiale utilizzata per diagnosticare in anticipo le demenze

Secondo il Word Economic Forum la robotica e l'intelligenza artificiale rientrano tra le venti tecnologie emergenti per quanto riguarda la quarta rivoluzione industriale, tutte destinate a cambiare il mondo nei prossimi anni, compresa la sanità. Ed è proprio in questo ambito che rientra lo studio di Paolo Bosco, ricercatore dell’Irccs Fondazione Stella Maris, che ha ottenuto un finanziamento di ben 450 mila euro, da utilizzare nell'ambito della ricerca del ministero della Salute dedicata ai giovani ricercatori. Lo scopo della ricerca è quello di verificare che l'utilizzo dell'intelligenza artificiale possa agevolare una diagnosi più precisa sulle demenze che colpiscono gli anziani, trovando così non soltanto nuove terapie personalizzate, ma anche per comprendere quale sia il ruo...
Ecco come il cervello umano percepisce i movimenti nello spazio
Medicina, Neuroscienze, Scienza

Ecco come il cervello umano percepisce i movimenti nello spazio

Lo studio, che è stato svolto dai ricercatori dell'Università della California a Los Angeles, l'UCLA, ha coinvolto un gruppo di partecipanti che soffriva di epilessia resistente ai farmaci, con un'età compresa tra i 31 ed i 52 anni. I soggetti sono stati muniti di una serie di elettrodi in grado di controllare le crisi. Inoltre, hanno indossato degli zaini speciali, appositamente ideati per poter analizzare e monitorare costantemente le loro onde cerebrali, mentre si spostavano all'interno di una stanza completamente vuota alla ricerca di un punto nascosto. Lo studio effettuato è stato condotto per “poter comprendere meglio come il nostro cervello possa registrare le informazioni derivate dalla realtà spaziale e come le onde fluiscono secondo uno schema distinto. Questo st...