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NASA programma di far vivere gli astronauti sulla Luna entro questo decennio

NASA programma di far vivere gli astronauti sulla Luna entro questo decennio. Gli astronauti potrebbero dover rimanere sul nostro satellite anche per lunghi periodi, secondo quanto riportato da un funzionario della NASA.

Howard Hu, capo del programma di velivoli spaziali lunari Orion per l’agenzia, ha spiegato che: “Occorre creare degli habitat, costruzioni necessarie per poter supportare le missioni scientifiche”. Secondo il ricercatore il lancio del razzo Artemis, uno strumento che ha trasportato la Orion, effettuato lo scorso mercoledì 16 novembre è stato “un evento storico per i voli spaziali”.

Il volo del razzo Artemis fa parte di una missione della NASA, che ha come obiettivo primario quello di riportare gli astronauti sulla Luna. La capsula Orion, per questa prima missione, è senza equipaggio, ma è stata dotata di un “manichino” che registrerà gli impatti del volo sul corpo umano. Il volo effettuato mercoledì era stato preceduto da altri tentativi, bloccati a causa di problemi tecnici durante il conto alla rovescia.

Howard Hu, ha sottolineato che: “Guardare Artemis decollare è stata una sensazione incredibile, un sogno. Questo è il primo passo, portato a termine, che ci proietta verso l’esplorazione dello spazio profondo a lungo termine, non solo per gli Stati Uniti ma per il mondo”.

Il ricercatore continua affermando che: “Penso che questo sia un evento storico per la NASA, ma lo è per tutte le persone che amano il volo spaziale umano e l’esplorazione dello spazio profondo. Stiamo tornando sulla Luna, stiamo lavorando per un programma sostenibile e questo è il velivolo che trasporterà le persone che ci riporteranno di nuovo sulla Luna”.

Se l’attuale volo Artemis avrà successo, il prossimo sarà con un equipaggio, a cui seguirà un terzo volo in cui gli astronauti dovranno atterrare di nuovo sulla Luna, un evento che non avveniva da 50 anni, più precisamente da dicembre del 1972, una missione portata a termine dall’Apollo 17.

La missione Artemis

L’attuale missione sta procedendo come programmato, con tutti i sistemi funzionanti. Il team della missione ha effettuato con successo l’accensione dei motori di Orion, ieri lunedì 21 novembre, una manovra che porterà la capsula su un’orbita distante del Luna.

Howard Hu, ha ammesso che: “Osservare la missione dalla Terra non era diverso dall’essere un genitore ansioso. Vedere le immagini e i video che tornano da Orion dà davvero quell’eccitazione e la sensazione di wow, stiamo tornando sulla Luna”.

Una delle fasi più critiche della missione Artemis I sarà riuscire a riportare il modulo Orion in sicurezza sulla Terra. Lo strumento dovrà rientrare nell’atmosfera del pianeta ad una velocità di 38.000 km/h (24.000 mph), equivalenti a 32 volte la velocità del suono. Lo scudo sul lato inferiore sarà sottoposto a temperature che si avvicineranno ai 3.000°C.

Conclusioni

Una volta testata la sicurezza dei componenti e dei sistemi di Artemis, il piano successivo sarà quello di far vivere gli astronauti sulla Luna, secondo Howard Hu un evento che avverrà in questo decennio. Tra gli obbiettivi principali di ritornare sulla Luna c’è quello di scoprire se c’è acqua al polo sud del nostro satellite, un elemento che potrebbe essere convertito per fornire un carburante per i velivoli, che si spingeranno molto più in profondità nello spazio, come ad esempio su Marte.

Howard Hu, conclude spiegando che: “Invieremo gli astronauti in superficie e ci vivranno sopra per fare scienza. Sarà davvero molto importante per noi comprendere cosa c’è oltre la nostra orbita terrestre, informazioni che ci permetteranno di fare il grande passo su Marte. Le missioni Artemis ci consentiranno di avere una piattaforma e un sistema di trasporto sostenibili, che ci permeteranno di imparare come operare in quell’ambiente dello spazio profondo”. Il rientro della capsula di Orion sulla Terra è previsto per l’11 dicembre.

FONTE:

https://www.bbc.com/news/uk-63688229

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