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LICIACube vola verso gli asteroidi

LICIACube vola verso gli asteroidi. La missione DART, che ha come scopo quello di deviare un asteroide, verrà ripresa dalla sonda LICIACube. Questo strumento farà da testimone per l’evento, registrando tutto quello che accadrà. Secondo i ricercatori riuscire a comprendere gli effetti dell’impatto sarà fondamentale per riuscire a progettare un efficace sistema di difesa planetaria.

Nel momento in cui la sonda spaziale DART della NASA si schianterà contro l’asteroide Dimorphos, un evento fissato per il 26 settembre, avrà con sé un testimone. Il cubesat italiano assisterà all’innovativo esperimento in tempo reale.

Il LICIACube

Il LICIACube, acronimo di Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids, è un micro-satellite di 14 chilogrammi che è stato trasportato da DART, acronimo di Double Asteroid Redirection Test. La missione ha come obiettivo il sistema di asteroidi binari Didymos-Dimorphos.

DART ha rilasciato il cubesat l’11 settembre alle 19:14 EDT (2314 GMT), 15 giorni prima dell’evento di deviazione, fornendo così il tempo necessario al LICIACube, di assumere una posizione sicura per poter osservare la collisione di DART con Dimorphos.

L’impatto è un esperimento unico nel suo genere, una missione progettata per alterare l’orbita di una roccia spaziale. Questo sarà un test cruciale per poter comprendere un concetto di difesa planetaria, informazioni che potrebbero un giorno salvare la vita di milioni di persone sulla Terra.

Elena Mazzotta Epifani, co-investigatore della missione LICIACube, ha dichiarato che: “LICIACube è stato rilasciato da uno dei pannelli esterni di DART e sarà guidato, frenando e ruotando, per iniziare il suo viaggio autonomo verso Dimorphos. Il cubesat punterà le sue telecamere verso il sistema di asteroidi, ma anche verso DART, e probabilmente ne scatterà alcune foto”.

Unico testimone

LICIACube, che è stato dotato di due telecamere ottiche, seguirà DART verso Dimorphos per poi stabilizzarsi ad una distanza di sicurezza di 1.000 chilometri, da dove monitorerà la sonda spaziale che colpirà la roccia il prossimo 26 settembre. Elena Mazzotta Epifani, ha specificato che: “L’impatto di DART apparirà come un aumento della luminosità del bersaglio. Le immagini di Dimorphos verranno poi confrontate con quelle precedenti all’evento”.

Dimorphos e Didymos, al momento dell’impatto, saranno a circa 11 milioni di km dalla Terra. Gli astronomi non saranno in grado di vedere l’impatto, ma potranno osservare da vicino il sistema nelle settimane successive, così da poter determinare se l’orbita di 12 ore del Dimorphos, un oggetto di largo 170 metri, e Didymos largo 800 m, avrà accelerato come programmato.

I ricercatori calcoleranno la deviazione misurando gli intervalli tra i periodi di breve oscuramento, eventi che si verificano quando i due asteroidi si eclissano a vicenda. Il LICIACube, subito dopo lo schianto di DART, contro Dimorphos, si avvicinerà per ispezionare la scena.

La sonda eseguirà un “sorvolo veloce”, di circa 3 minuti, dopo l’impatto di DART, ad una distanza minima di circa 55 km dalla superficie di Dimorphos. Questo sarà l’approccio più vicino secondo quanto riferito da Elena Mazzotta Epifani. La ricercatrice ha spiegato che: “L’acquisizione dell’immagine da parte delle due telecamere di bordo sarà quasi continua per circa 10 minuti e sarà dedicata all’impatto del bersaglio e ai lati non colpiti, nonché al pennacchio prodotto dall’impatto di DART”.

Il LICIACube non è solo la prima missione nello spazio profondo per l’Italia, ma è anche la prima completamente progettata, realizzata e gestita nel nostro paese.

Conclusioni

Al momento non si sa nulla di Dimorphos, per questo riuscire a comprendere in profondità gli effetti dell’impatto di DART su Dimorphos è fondamentale, poiché un giorno potrebbe essere necessario un sistema simile per deviare una roccia in rotta di collisione con la Terra.

Il team della missione OSIRIS-REx della NASA, che ha fatto atterrare la sonda sull’asteroide Bennu ad ottobre del 2020, ha sperimentato in prima persona le insidie di queste incognite. La superficie dell’asteroide, inaspettatamente, ha quasi inghiottito la sonda spaziale. Le immagini catturate da DART prima dell’impatto e successivamente da LICIACube, saranno le prime viste dettagliate di Dimorphos che gli astronomi potranno osservare.

Elena Mazzotta Epifani, ha specificato che: “Conosciamo le proprietà della superficie di Didymos, grazie alle misurazioni spettroscopiche e fotometriche effettuate dalla Terra, ma non sappiamo quasi nulla di Dimorphos, per le sue dimensioni ridotte. Da modelli teorici sulla formazione di asteroidi binari presumiamo che Dimorphos sia molto simile a Didymos, ma non sappiamo praticamente nulla del grado di coesione dei materiali di superficie, della distribuzione dimensionale dei detriti superficiali e così via”.

I ricercatori ritengono che Dimorphos sia un cosiddetto “asteroide di macerie” come lo è anche Bennu. Quindi è un conglomerato di massi e terra che si è staccato in passato dall’asteroide principale Didymos e che ora è tenuto insieme solo dalla forza di gravità. Poiché l’asteroide è piuttosto piccolo, questa forza è piuttosto debole.

Gli astronomi dovranno quindi attendere l’impatto che DART avrà con l’asteroide, per comprendere quanta materia lancerà nello spazio e l’ampiezza del cratere che lascerà dietro di sé. Tra le informazioni che verranno raccolte ci saranno le analisi delle proprietà fisiche di un asteroide binario, scoprendo così la natura, la sua formazione ed evoluzione.

L’Agenzia Spaziale Italiana, che sovrintende la missione LICIACube, attualmente sta valutando di estendere la missione per condurre altri studi sul sistema di asteroidi binari Didymos-Dimorphos. L’estensione della missione sarà confermata successivamente all’impatto del 26 settembre.

FONTE:

https://www.space.com/liciacube-readies-to-observe-dart-hit-asteroid

FONTE IMMAGINI:

https://www.media.inaf.it/2022/09/12/go-liciacube-go/

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