sabato, Novembre 19
Shadow

L’amore nella letteratura e nella vita reale del Basso Medioevo

Agli inizi del Duecento inizia ad affermarsi il concetto di “amor cortese”. Si tratta di una definizione creata dal critico francese Gaston Paris nel 1883 per indicare la concezione filosofica, letteraria e sentimentale dell’amore, all’epoca dei trovatori delle corti provenzali, basata sull’idea che solo chi ama possiede un cuore nobile.

Si tratta quindi di una passione sublimata per la donna che trova espressioni nelle poesie e nelle canzoni dell’epoca. Tra le origini di questa nuova concezione amorosa è indubbio che sia presente anche una reazione contro l’oppressiva dottrina della Chiesa e della sua morale sulle relazioni erotico-sentimentali tra uomo e donna.

Le caratteristiche fondamentali dell’amor cortese sono:

  • il culto della donna, vista come un essere quasi irraggiungibile
  • l’inferiorità dell’uomo rispetto alla donna amata
  • l’amore inappagato, l’amante nonostante la sensualità dei suoi sentimenti, non chiede niente in cambio della sua assoluta devozione
  • l’amore adulterino, laddove si teorizza che all’interno del vincolo matrimoniale, spesso correlato a ragioni dinastiche o economiche, non possa albergare il “vero amore”
  • il conflitto tra la donna e la religione, che investe sia la giustificazione dell’amore adulterino ma soprattutto l’idealizzazione della donna che sfiora quasi la “divinizzazione” in naturale contrasto con Dio

La Chiesa reagisce riconfermando la sua morale sulle relazioni tra i sessi e affermando che l’amore è sentimento di cui il buon cristiano farà bene a diffidare ed è follia che può compromettere la salvezza delle anime. Se per i poeti occitanici e gli stilnovisti l’amore si presenta con questi tratti di forte idealizzazione che mettono in secondo piano gli appetiti carnali, storia diversa è per i romanzieri della Francia settentrionale. Questi presentano l’amore come sentimento non disgiunto dal piacere e non disdegnano di rappresentarlo in modo crudo e carnale.

I trovatori, insomma, rinnovano radicalmente l’amore, i romanzieri invece promuovono letterariamente e socialmente la donna, dando vita a una prima forma di letteratura femminista. Nella seconda metà del Duecento nei romanzi la donna assume un aspetto diverso, non è più una meta irraggiungibile e il matrimonio torna ad essere una possibile conclusione del sentimento amoroso. In queste composizioni l’amore nasce quasi esclusivamente dall’attrazione fisica piuttosto che da qualità e sentimenti dei due amanti. La donna bella è però, inevitabilmente, anche buona, secondo una concezione mutuata dalla filosofia platonica.

Questo modo di concepire la bellezza muliebre però inizierà a cambiare tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento. La bellezza femminile inizia ad assurgere il ritratto della “bellezza del diavolo”, le sue armi di seduzione sono associate al vizio e all’adescamento. Anche i canoni della bellezza femminile nel Duecento sono piuttosto canonici nella letteratura dell’epoca. In Chrétien de Troyes (1135-1190) e nei suoi imitatori abbondano descrizioni di fanciulle dai fianchi stretti ma flessuosi che si indovinano sotto il panneggio leggero dell’abito, il collo «bianco più della neve», gli occhi azzurri, i capelli biondi e ricciuti che «alla luce del giorno risplendono più dell’oro». Gli occhi sono vivi e ridenti, le labbra sottili e vermiglie, il viso ovale, il naso alto e regolare. Il fisico deve essere slanciato ed esile e i seni piccoli come un frutto.

Nel Trecento inizia ad affermarsi invece un canone di bellezza che privilegia le donne dalla forme prosperose «che meglio si offrono al gioco del letto», secondo quanto riferisce Gerbert de Montreuil ne La continuation de Perceval, uno dei diversi seguiti del poema originario scritto da Chrétien de Troyes. La letteratura cortese insiste nella descrizione del corpo femminile, oggetto del culto amoroso.

Anzitutto la donna elegante deve depilarsi in modo anche doloroso e se resterà ustionata poco male; si attribuirà questo incidente ad una domestica sbadata che ha versato troppa acqua calda per le abluzioni della signora. Un’altra componente della seduzione è l’odore che deve essere buono ed invitante, evitando per quanto possibile gli effluvi della traspirazione. I capelli dovranno essere profumati con il muschio, i chiodi di garofano, la noce moscata e il cardamomo (ancora una volta si sottolinea l’importanza delle spezie nella società medievale). Una cura particolare deve essere riservata all’alito (e questo vale sia per l’uomo che per la donna), soprattutto dopo abbondanti libagioni l’alito greve deve essere contrastato ingerendo anice, finocchio e cumino.

Assalonne, l’amante felice del Conte du Meunier di Chaucer, si lava di buon mattino, si pettina e mastica cardamomo e liquerizia. Le donne devono profumare preferibilmente di cannella. Le fonti letterarie poi parlano spesso del bagno come rituale preparatorio al convegno amoroso, anche se la Chiesa non lo reputa una pratica lecita. La società del Basso Medioevo ha in larga misura perso la centralità della funzione dei bagni e delle terme, importantissima nell’antichità e anche per buona parte dell’Alto Medioevo.

In conclusione l’amor cortese basato sull’attrazione fisica, si alimenta senza dubbio di sentimenti spirituali ma, dopo molte parole, complimenti e considerazioni moraleggianti, si completa con la congiunzione dei due corpi, anche se i poeti provenzali sembrano privilegiare il desiderio, insomma l’attesa dell’atto vero e proprio, piuttosto che l’amplesso degli amanti. I romanzieri del Nord sono invece molto più prosaici e alludono apertamente al compimento carnale delle passioni. Nel Livre d’Artus dell’ultima parte del Duecento, si dice senza mezzi termini, con un linguaggio simile a quello della letteratura erotica moderna che il protagonista porta a letto la sua amante, le mette una mano sulle mammelle e sul ventre, maneggiando le sue carni tenere e bianche.

Non va però dimenticato che i cantori dell’amor cortese scrivevano per un pubblico limitato, costituito da nobili, ricchi mercanti e per quella limitata fascia della popolazione, il cui censo, consentiva un’adeguata istruzione. Altre fonti come cronache, vite dei santi, atti notarili e scritture private dipingono una vita reale, nella maggioranza della popolazione ben diversa. I matrimoni erano prevalentemente combinati e l’amore spesso non era contemplato come prerequisito di queste unioni. Le donne si sposavano in tenerissima età e nei contratti matrimoniali quello che conta sono i soldi, le terre e il bestiame.

Sottoposte a numerosi parti la mortalità femminile era molto alta e i vedovi si sposavano anche due o tre volte. Abbondavano anche i matrimoni segreti al punto tale che la Chiesa con Papa Innocenzo III nel concilio lateranense del 1215 sarà costretta a prendere severi provvedimenti per rendere obbligatorie le pubblicazioni prematrimoniali. Non si trattava esclusivamente di una scelta moralistica, le unioni segrete avevano pesanti implicazioni nella vita delle famiglie e nel rapporto feudale, innescando pericolose controversie economiche e sociali.

La fedeltà matrimoniale nel Basso Medioevo non era un valore particolarmente seguito e l’adulterio era pratica consolidata in tutti i ceti sociali. Questa mentalità si traduceva in un numero elevatissimo di figli illegittimi, che potevano trovare un’adeguata posizione nel mondo soltanto se espressione dell’alta aristocrazia. Se figli di un re o di un papa sono rispettati e ben provvisti di terre e titolo: uno dei figli di Alessandro VI è il duca di Gandia, un altro, il famoso Valentino, assomma beni e poteri in Italia e in Francia. Guglielmo Spadalunga, figlio bastardo di Enrico II Plantageneto e della sua favorita, la bella Rosamunda, diviene conte di Salisbury e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Concludiamo questo breve escursus, sull’amore tra letteratura e realtà, sottolineando che il pudore era un sentimento comune soprattutto tra le classi dirigenti, ma indirizzato prevalentemente all’universo femminile. Ancora una volta la nudità del corpo della donna è considerata non soltanto come manifestazione di lascivia ma anche di corruzione morale. Nella sfera corporale quindi si concentrano il male, la corruzione, la malattia e sul corpo si abbattono i castighi purificatori del peccato e della colpa.

Fonti:

alcune voci di Wikipedia

Il Medioevo giorno per giorno di A. Gatto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: