• 31 Agosto 2022 19:50

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Gli astronomi scozzesi sono riusciti ad osservare quello che sembra essere la galassia più distante mai osservata prima. Questo è stato reso possibile da Webb. L’immagine catturata dal telescopio è una macchia rossa situata a 35 miliardi di anni luce. L’oggetto individuato possiede l’aspetto di com’era appena 235 milioni di anni dopo il Big Bang.

Si tratta di un risultato preliminare, per questo avrà bisogno di uno studio di follow-up per la conferma. Il team dell’Università di Edimburgo è comunque entusiasta del meraviglioso risultato ottenuto con Webb.

Callum Donnan, uno studente di dottorato in astrofisica presso l’Istituto di astronomia dell’università, ha spiegato che: “Stiamo usando un telescopio che è stato progettato per fare esattamente questo genere di cose, ed è sorprendente”.

James Webb

James Webb è il successore da 10 miliardi di dollari del telescopio spaziale Hubble, uno strumento creato per individuare le prime stelle e le galassie che si sono formate nell’universo di 13,8 miliardi di anni fa. Questi sono degli oggetti estremamente deboli. Nonostante ciò, il nuovo osservatorio è stato progettato specificamente per riuscire a captare il loro bagliore attraverso la luce infrarossa.

I ricercatori, da quando Webb ha cominciato le operazioni scientifiche alla fine di giugno, hanno individuato attraverso le sue immagini degli oggetti situati sempre più lontani. Gli astronomi, se il telescopio riuscirà a raggiungere le prestazioni progettate, potrebbero osservare degli oggetti che esistevano circa 100 milioni di anni dopo il Big Bang.

Redshift, un termine utilizzato dagli astronomi per le distanze nel cosmo, è una misura che descrive il modo in cui la luce, proveniente da un oggetto, viene “allungata” dall’espansione dell’universo a lunghezze d’onda verso il rosso. Più risulta essere vicino al rosso lo spostamento più la galassia è distante e più è antica per quanto riguarda la storia cosmica. Negli ultimi giorni un flusso sempre più alto si è spostato verso il rosso, riportando così dei valori sempre più elevati, dati riportati su arxiv.

La ricerca

In 24 ore è stato osservato quanto velocemente le cose possano cambiare. Il team di Edimburgo ha scelto il suo obiettivo da un’indagine, ad ampio campo del cielo, che Webb sta attualmente conducendo, la Cosmic Evolution Early Release Science (CEERS) Survey.

Il team che gestisce l’indagine, ha presentato il suo candidato, situato molto lontano, denominato CEERSJ141946.35+525632.8. La Galassia di Maisie, in onore della figlia di un astronomo, ha uno spostamento verso il rosso di 14,3. Questo significa che è stato visto in un periodo risalente a circa 280 milioni di anni dopo il Big Bang.

I primi candidati, che sono stati sottoposti alle osservazioni di Webb, devono ancora essere esaminati con uno spettroscopico in maniera dettagliata. Si tratta di un processo che taglia la luce proveniente da una galassia, per rivelarne i colori che la compongono, ossia i suoi spettri. Quest’ultimi forniranno una visione chiara di come la luce, originariamente emessa a lunghezze d’onda visibili, sia stata allungata nell’infrarosso nel corso della storia cosmica.

Conclusioni

La teoria riporta che le primissime stelle erano alimentate solo da idrogeno, elio e una piccola quantità di litio, gli elementi creati nel Big Bang. Secondo gli astronomi gli atomi più pesanti, come i metalli venivano forgiati da delle stelle pioniere e nei loro discendenti.

Callum Donnan, ha dichiarato che: “Possiamo guardare i colori della nostra galassia in senso lato, e risulta essere piuttosto blu, il che suggerisce che si tratta di una giovane popolazione stellare. Ma non è abbastanza blu da essere composta da stelle prive di metalli”.

Secondo gli esperti Webb saprà fare molte cose davvero interessanti, ma cambierà davvero completamente il modo in cui vediamo l’Universo? I libri di testo, secondo i ricercatori, verranno riscritti anche solo sui dati che abbiamo ottenuto nella prima settimana.

L’Universo continua ad espandersi. Con il passare del tempo la luce degli oggetti impiega molto più tempo per raggiungerci, perché si sono allontanati notevolmente. Le loro posizioni oggi sono molto, molto più lontane rispetto a quando la luce fu emessa per la prima volta.

FONTE:

https://www.bbc.com/news/science-environment-62311562

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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