• 31 Luglio 2022 18:00

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Per tutta la vita (e oltre)

DiDante Iagrossi

Lug 31, 2022

Hachiko, cane Akita giapponese, protagonista del film omonimo con Richard Gere, nel 1925, ogni mattina accompagnava un professore universitario al treno, per andare ad insegnare nell’Università di una città vicina. Quando però lui morì senza fare più ritorno, restò comunque ad aspettarlo per circa 10 anni alla stazione, incurante del cattivo tempo, nella speranza di vederlo tornare. Durante il secondo conflitto mondiale, Fido, pointer inglese di Luco del Mugello (Firenze), attendeva ancora il ritorno del padrone, dopo che lui restò ucciso per un bombardamento.

Bobby, terrier di un guardiano notturno di Edimburgo (1850), dopo la morte del padrone, ne vegliò tutti i giorni la tomba per ben 14 anni. In questi ultimi tempi, in Sardegna il cane Fulmine esce dal suo recinto, percorre due km, per entrare nel cimitero di Badesi, in provincia di Sassari, e sostare presso la tomba del suo amato padrone Alessandro. Un pastore tedesco femmina incinta addirittura si è scavata in terra la sua tana, dove ha partorito i cuccioli, per stare accanto alla tomba del padrone. In seguito è stata adottata coi piccoli e vive in una casa vera.

Questi e tanti altri fatti dimostrano in modo incontrovertibile l’attaccamento affettivo e la fedeltà assoluta dei cani nei confronti di coloro che per tanto tempo li hanno assistiti: legami indissolubili, che vanno oltre l’interesse utilitaristico per il cibo da ricevere.

In questo i cani si distinguono da tutti gli altri animali, gatti compresi. Ma da dove deriva la fedeltà straordinaria dei cani?

Innanzitutto, pare ormai assodato, con l’uso di nuove tecnologie e indagini genetiche, che il cane derivi dal lupo grigio. Forse esemplari di questa specie cominciarono a entrare in territori umani, a cibarsi di avanzi di cibo, lanciando anche segnali di allarme contro altri animali. Allora, già 33.000 anni, fa le donne cominciarono ad accudire coi figli anche cuccioli di lupo, forse anche allattandoli. In seguito alcuni vennero utilizzati per caccia, guardia e guida di greggi.

Le società di lupi, in natura, sono di carattere essenzialmente familiare, con padre, madre e 5 o 6 figli. Dopo un paio di anni questi in genere lasciano il nucleo di origine per crearsene uno proprio. Però in certe particolari situazioni, come certe condizioni ambientali, disponibilità di prede, loro dimensioni, possono restare in famiglia, con generazioni successive di fratelli. Quindi, contrariamente a quanto si pensasse finora, il rapporto del “padrone” col cane, secondo molti studiosi è forse di tipo “padre-figlio”, piuttosto di “capobranco” e sottomesso. Insomma, coadiuvato da un olfatto molto fine, un misto vigoroso di riconoscenza ed affetto, un rapporto quasi filiale che si crea e che resta nel tempo, per l’intero percorso di vita ed anche oltre. Secondo David Morettini, tornano alla tomba non per piangere, ma per passare ancora del tempo, in riposo, accanto alla persona amata. Forse non accettono o riconoscono la mancanza fisica.

Ogni tanto vengono resi noti episodi di vero e proprio sacrificio. Un indiano, mentre dormiva, è stato avvicinato da una tigre, fuggita da un vicino parco nazionale. Allora la sua cagnolina Jachy ha fronteggiato coraggiosamente la tigre, permettendogli di fuggire e dare l’allarme. Nel frattempo però Jackye è stata sbranata e portata via. A Washington un cane, Rex, ha affrontato senza paura due ladri entrati in casa, dando tempo al padrone sedicenne di nascondersi in un armadio e chiedere soccorsi. Alla fine si è buttato contro i malviventi, che gli hanno sparato al collo, ginocchio e zampa. Per fortuna le ferite pur gravi non erano mortali e si è salvato. Nel Montenegro, è successo addirittura che un cane randagio ha morso e messo in fuga un uomo che voleva strappare la borsa ad una donna incontrata casualmente.

In un mondo in cui legami familiari amicizie ed amori hanno a volte durate assai limitate, anche per motivi economici e non gravi, i cani ci insegnano il valore fondamentale della difesa ad oltranza, della fedeltà, dell’ appartenenza e dedizione incondizionata, nella vita ed anche molto al di là di essa.

Testo di approfondimento:

“I cani non mentono sull’amore” di J.M.Masson (Cairoeditore)

(Foto da Pinterest)

VIDEO (2020):

1Natale Seremia

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Dante Iagrossi

LAUREATO IN FISICA, DOCENTE DI MATEMATICA E SCIENZE ALLE MEDIE, ORA IN PENSIONE, SI E' APPASSIONATO SOPRATTUTTO ALLA BIOLOGIA E PROBLEMATICHE AMBIENTALI. HA SCRITTO VARI ARTICOLI DIVULGATIVI, ALCUNI PUBBLICATI IN RETE, DOPO LA LETTURA DI SAGGI E RICERCHE SCIENTIFICHE.  IL RACCORDO TRA SCUOLA E RICERCA NON E' FACILE, MA SI PUO' TENTARE

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