• 19 Luglio 2022 14:46

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Scoperto un buco nero dormiente fuori dalla nostra galassia. Il buco nero è stato individuato, per la prima volta, in una galassia vicina, secondo quanto riportato in un nuovo studio basato sulle osservazioni del Very Large Telescope dell’European Southern Observatory (ESO). La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Astronomy.

Il buco nero è stato localizzato utilizzando sei anni di osservazioni effettuate dallo strumento Fiber Large Array Multi Element Spectrograph (FLAMES) sul Very Large Telescope dell’ESO. Il FLAMES è uno strumento che consente agli astronomi di osservare più di cento oggetti contemporaneamente.

I buchi neri dormienti

I buchi neri dormienti di massa stellare, che si formano quando le stelle massicce raggiungono la fine della loro vita, sono particolarmente difficili da individuare, questo perché sono delle formazioni che non interagiscono molto con l’ambiente circostante. Questa tipologia di buchi neri, a differenza degli altri, non emettono alti livelli di radiazioni X.

I buchi neri dormienti, nonostante siano dei fenomeni cosmici abbastanza comuni, sono “stati rilevati raramente in modo inequivocabile al di fuori della nostra galassia”, secondo il team di ricercatori statunitensi ed europei coinvolti nella ricerca.

Il buco nero da poco localizzato, denominato VFTS 243, è almeno nove volte la massa del nostro Sole. La formazione orbita attorno ad una stella blu calda che possiede una massa 25 volte quella del Sole, una caratteristica che lo rende parte di un sistema binario.

Pablo Marchant, astronomo della KU Leuven, un’università in Belgio e coautore dello studio, ha dichiarato che: “È incredibile che non conosciamo quasi nessun buco nero dormiente, dato il modo in cui gli astronomi credono che siano caratterizzati”.

Nebulosa Tarantola della Grande Nube di Magellano

L’individuazione del buco nero

Il buco nero dormiente, una formazione che non può essere osservato direttamente, è stato individuato dagli astronomi osservando 1.000 stelle massicce, ognuna delle quali aveva un peso di almeno otto volte la massa del Sole, tutte localizzate nella regione della Nebulosa Tarantola della Grande Nube di Magellano.

La formazione è stata individuata attraverso un processo di eliminazione, secondo quanto riferito dal coautore Tomer Shenar. I ricercatori, come prima cosa, hanno identificato le stelle che facevano parte di sistemi binari, formazioni che si muovono attorno ad un compagno cosmico.

Partendo da ciò i ricercatori hanno cercato sistemi binari in cui il compagno non era visibile, e un’analisi molto attenta è riuscita a rilevare che VFTS 243 era un buco nero dormiente. Tomer Shenar, ha spiegato che: “Quello che vediamo qui è una stella, del peso di circa 25 volte la massa del nostro Sole, che si muove periodicamente, ogni 10 giorni circa, attorno a qualcosa di invisibile, che non possiamo vedere nei dati raccolti”.

Il ricercatore continua spiegando che: “L’analisi ci dice che l’oggetto deve essere almeno 9 volte più massiccio del nostro Sole. La parte principale dell’analisi è stata l’esclusione. Cosa può pesare nove masse solari e non emettere luce? Un buco nero è l’unica possibilità che ci è rimasta”. Tomer Shenar, continua spiegando che: “Potrebbero essercene molti altri di buchi neri, ma solo per questo al momento è possibile mostrare la presenza in maniera inequivocabile”.

Conclusioni

Ci sono molti ricercatori che hanno contestato l’individuazione dei buchi neri. Il documento prodotto ha reso noto che più di 10 scoperte di sistemi binari di buchi neri, individuati negli ultimi due anni, sono state contestate. I ricercatori che hanno individuato il buco nero sono tuttavia fiduciosi che la loro scoperta non si tratti di un “falso allarme”.

Tomer Shenar, conclude spiegando che: “Sappiamo quali sono le sfide e abbiamo fatto tutto il possibile per escludere tutte le altre opzioni. Il team di ricerca ha richiesto di esaminare le loro ultime scoperte. “Nella scienza, hai sempre ragione finché qualcuno non dimostra che hai torto. Non è possibile sapere che questo non accadrà mai, so solo che nessuno di noi può individuare un possibile difetto nell’analisi” secondo quanto detto da Tomer Shenar.

VIDEO:

FONTE:

https://edition.cnn.com/2022/07/18/world/dormant-black-hole-discovered-scn/index.html?fbclid=IwAR2XP26RmvQLn_dLuP-40hz1hx6A6jzc5CKgSCX1ihEeFa4B4VzBa7r-nu0

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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