• 9 Agosto 2022 0:51

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La pietra di Caen

La maggior parte dei grandi edifici pubblici o privati nel corso della storia sono stati edificati accanto ai luoghi di produzione del materiale necessario per la loro costruzione. Solo nei casi di palazzi particolarmente preziosi si faceva ricorso a materiale più sofisticato e costoso che proveniva da luoghi lontani come il marmo di Carrara o delle isole greche.

Esempi di queste eccezione sono il Partenone, la cui edificazione durò nove anni per l’esigenza di approvvigionarsi del marmo del Pentelico (un monte a nord est di Atene) e di Paros (a 95 miglia marine dal Pireo). Anche la villa di Adriano, nei pressi di Roma, sfoggia marmi preziosi, così come certe stanze del Vaticano.

A parte quindi alcune eccezioni, il materiale più usato per la costruzione di edifici sacri e civici era la pietra. Nelle cave da cui veniva estratta per molto tempo lavoravano in condizioni disumane schiavi o individui che per sostentare se stessi e la propria famiglia avevano soltanto la forza delle loro braccia.

Costruire con la pietra richiedeva però non soltanto una manovalanza numerosa in grado di offrire muscoli a buon mercato, essa doveva essere affiancata anche da decine di scalpellini e operai specializzati in grado di realizzare finiture eleganti e soluzioni tecniche all’altezza dei maestosi edifici che si andavano realizzando. Dai luoghi di estrazione della pietra (cave) a quelli dove si realizzava l’edificio si aprivano una serie di seri e complessi problemi logistici, tanto che la Chiesa nel Medioevo da disposizioni precise: occorre edificare chiese e conventi vicino ai luoghi dove i materiali di costruzione sono abbondanti e facilmente reperibili.

Tra i centri più importanti di estrazione della pietra in Francia c’erano le regioni intorno a Caen, l’attuale dipartimento dell’Oise e il bacino di Parigi, la pietra ivi estratta presentava la medesima struttura geologica e queste cave fornirono materiale per l’edificazione di un grande numero di chiese e cattedrali non soltanto in Francia.

Caen la perla della Normandia

Le cave di Caen erano già attive in epoca gallo-romana, vi si estraeva una pietra calcarea giallo-crema, a grana fine formatasi in lagune di acque poco profonde circa 167 milioni di anni fa. La pietra omogenea era quindi adatta alla scultura. L’estrazione fu praticamente abbandonata dopo la caduta dell’impero romano d’occidente, per riprendere con grande vigore già a partire dal XI secolo.

A partire dal 1066 la pietra di Caen iniziò ad essere esportata in Inghilterra seguendo il corso del fiume Orne, le pietre poi vengono imbarcate su navi che attraversano la Manica per continuare la navigazione sui fiumi inglesi. Numerose abbazie e edifici pubblici britannici sono così edificati con la pietra di Caen: la Torre di Londra, il Tower Bridge, la cattedrale di Saint Paul, Westminster, Buckingham Palace, il college di Eaton. La stessa pietra viene impiegata nella costruzione del Palazzo reale di Bruxelles, della cattedrale di Colonia e di San Patrizio a New York, soltanto per citare le realizzazioni architettoniche più importanti fatte con questo materiale.

Buckingam Palace

Invece dalle cave intorno a Parigi e della regione dell’Oise veniva ricavata una pietra più tenera che servirà a costruire il Louvre, l’Hôtel de Ville e altri palazzi della capitale francese. Per il trasporto delle pietre si ricorreva anche qui ai fiumi, oppure a carri trainati da pariglie di asini. L’intenso sfruttamento di queste cave, dopo numerosi secoli, porterà progressivamente all’esaurimento della produzione tanto che Jean-Marie Colbert, il grande modernizzatore delle finanze pubbliche francesi nel 1678 ordinò un inventario delle cave ancora in attività. Quelle esaurite furono abbandonate o utilizzate per produzioni agricole. Ancora oggi, certi formaggi e vini della Loira e dello Champagne vi sono spesso lasciati a invecchiare e molti funghi bianchi commestibili sono coltivati nelle vecchie cave.

Fonti:

alcune voci di Wikipedia

wikiita.com

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Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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