• 7 Agosto 2022 0:21

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La “neve di sangue” sulle Alpi, ecco di cosa si tratta

La “neve di sangue” sulle Alpi, ecco di cosa si tratta. Che cos’è la “neve di sangue” e per quale motivo è collegata al cambiamento climatico? I ricercatori stanno analizzando attentamente il fenomeno della “neve di sangue” nelle Alpi francesi, una condizione che accelera il disgelo alpino e che sembra essere sempre più in aumento.

Eric Marechal, direttore della ricerca presso il Centro nazionale di ricerca scientifica di Grenoble, ha spiegato che: “Queste alghe sono in realtà di colore verde, ma quando si trovano nella neve accumulano una quantità di pigmento per potersi proteggere dal Sole”.

Eric Marechal ha raccolto dei campioni insieme ai suoi colleghi dal monte Le Brevent, una montagna innevata ad un’altitudine di 2.500 metri, per poterli analizzare. L’aspetto della neve di sangue potrebbe sembrare molto affascinante, ma in realtà, secondo quanto spiegato da Eric Marechal, è allarmante.

L’esperto spiega che esistono due motivi per cui è necessario analizzare queste alghe. “Il primo è perché è un’area incontaminata, il secondo è perché la zona si sta sciogliendo a vista d’occhio, per questo è urgente”.

Alberto Amato, ricercatore di ingegneria genetica presso il CEA Center de Grenoble, ritiene che i volumi di alghe stiano crescendo a causa dei cambiamenti climatici, con delle concentrazioni più elevate di anidride carbonica nell’atmosfera, una condizione che favorisce la proliferazione delle alghe.

Conclusioni

La ricerca è attualmente in corso, ma quello che è certo è che la presenza delle alghe accelera lo scioglimento della neve, poiché il suo pigmento riduce la capacità della neve di riflettere il calore del Sole.

Altri tipologie di alghe, in cui è inclusa una varietà viola, così come la fuliggine degli incendi boschivi hanno lo stesso effetto. Se le alghe riuscissero a diffondersi, la neve e lo scioglimento dei ghiacciai in tutto il mondo potrebbero aumentare.

Alberto Amato, conclude affermando che: “Più fa caldo, più alghe ci sono e più la neve si scioglie rapidamente. Questo è un circolo vizioso, per questo stiamo cercando di comprendere tutti i meccanismi per poterlo capire, in modo da poter provare a fare qualcosa al riguardo”.

I volumi di neve sono già in calo a causa dell’aumento delle temperature globali, che stanno colpendo anche la zone delle Alpi in modo sproporzionato. La proliferazione della “neve di sangue” potrebbe solo peggiorare una condizione già critica. La “neve di sangue” fu descritta, per la prima volta, da Aristotele nel III secolo a.C.. Formalmente è stata identificata, e attribuito il nome latino “Sanguina nivaloides”, solamente nel 2019.

FONTI:

https://newseu.cgtn.com/news/2022-06-26/-Snow-blood-in-the-Alps-worries-scientists-1b56SxsSsP6/index.html

https://www.weforum.org/agenda/2022/06/algae-snow-blood-climate-change-alps-research/

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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