• 26 Luglio 2022 19:37

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Individuato il sito dell’impatto del razzo sulla Luna. Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA è riuscito a localizzare il luogo dell’impatto del razzo. I ricercatori avevano visto che il corpo di un razzo su dirigeva verso la Luna alla fine dell’anno scorso, finendo così per collidere sul nostro satellite.

L’impatto del corpo del razzo è avvenuto lo scorso 4 marzo. Il Lunar Reconnaissance Orbiter, successivamente, ha individuato il punto d’impatto, luogo in cui si è creato un cratere risultante.

LROC NAC M1407760984R; immagine ingrandita 3x; Crediti: NASA/Goddard/Arizona State University

Il luogo d’impatto

Il luogo d’impatto in realtà è caratterizzato da due crateri, uno orientale, che presenta un diametro di 18 metri, sovrapposto ad uno occidentale di 16 metri di diametro.

Il cratere si è formato in un’area complessa situata esattamente a 5.226 gradi nord, 234.486 gradi est, 1.863 metri di altitudine, un luogo in cui l’impatto dell’ejecta dall’evento del bacino Orientale sovrasta il degradato bordo nord-est del bacino di Hertzsprung, con una dimensione di 536 chilometri di diametro.

Un corpo di un razzo, lo scorso 4 marzo, ha impattato sulla Luna, nei pressi del cratere Hertzsprung. L’impatto a quindi creato un doppio cratere largo circa 28 metri nella zona più lunga.

Il doppio cratere è una formazione del tutto inaspettata, una conformazione che potrebbe indicare che il corpo del razzo presentava delle grandi masse a ciascuna estremità. Generalmente un razzo ormai alla deriva ha una massa concentrata all’estremità del motore, mentre il resto del razzo è formato principalmente da un serbatoio di carburante vuoto.

La conformazione del corpo, essendo al momento ancora incerta la provenienza, potrebbe fornire informazioni sull’origine del razzo.

Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA è riuscito a localizzare il luogo dell'impatto del razzo
Il nuovo cratere non è visibile in questa vista, ma la sua posizione è indicata dalla freccia bianca. Mosaico LROC WAC, larghezza 110 chilometri. Crediti: NASA/Goddard/Arizona State University

Altri crateri da impatto

Nessun altro impatto di un corpo di un razzo sulla Luna ha mai creato doppi crateri. I quattro crateri formati dall’Apollo SIV-B avevano un profilo alquanto irregolare (Apollo 13, 14, 15, 17) ed erano molto più grandi, più ampi di 35 metri di ciascuno dei doppi crateri.

Crediti: NASA/Goddard/Arizona State University

Le quattro immagini mostrano i crateri formati dagli impatti degli stadi Apollo SIV-B: i diametri dei crateri variano da 35 a 40 metri nella dimensione più lunga.

Conclusioni

LRO, lanciato il 18 giugno del 2009, ha raccolto un tesoro di dati con i suoi sette potenti strumenti, dando così un contributo inestimabile sulla nostra conoscenza della Luna.

La NASA tornerà presto sulla Luna con i suoi partner commerciali e internazionali per poter espandere la presenza umana nello spazio, fornendo così nuove conoscenze e opportunità.

FONTE:

https://www.nasa.gov/feature/goddard/2022/nasas-lunar-reconnaissance-orbiter-spots-rocket-impact-site-on-moon

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.