• 25 Luglio 2022 17:40

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Nelle monete bizantine è raffigurata la supernova 1054?

Antiche monete bizantine sarebbero una delle pochissime fonti documentali cristiane dell’evento astronomico avvenuto nella metà del XI secolo.

Quasi 7260 anni fa, nel cuore della costellazione del Toro, una stella supergigante ha esaurito tutto il suo combustibile nucleare e dopo una fase di instabilità caratterizzata da forti contrazioni ed espansioni, esplose in una brillantissima supernova. La potentissima deflagrazione stellare, ha lasciato dietro di se una stupenda nebulosa, chiamata Nebulosa del Granchio da William Parsons negli anni ’40 dell’ottocento in quanto, negli schizzi, gli ricordava l’aspetto del crostaceo.

Al centro della nebulosa troviamo un’oggetto celeste davvero incredibile: una stella di neutroni, detta anche pulsar, che ruota su sé stessa molto velocemente (una volta ogni 33 millisecondo), emettendo così tanta energia da far brillare tutta la nebulosa nello spettro dei raggi X e gamma.

Il bagliore dell’esplosione viaggiò alla velocità della luce per 6300 anni e giunse agli occhi dei nostri antenati quando correva l’anno 1054 d.c., e per questo venne appunto nominata SN 1054. Fu all’epoca l’oggetto più brillante del firmamento, toccando un picco di magnitudine apparente di -7, quando Sirio, la stella più brillante del cielo, raggiunge solo -1,33. Tuttavia, sembrerebbe essere stata notata solo da metà del mondo alfabetizzato. Registrata principalmente in Oriente, specialmente in Cina, SN 1054 è quasi del tutto assente dalla documentazione occidentale. Tranne, probabilmente, per un sottile accenno in uno dei posti più impensabili: alcune monete di epoca bizantine.

La nebulosa del granchio in tutto il suo splendore

Questa è la nuova teoria di un gruppo multinazionale di ricercatori sull’European Journal of Science and Theology. Secondo quanto da loro scoperto, una versione speciale di una moneta coniata dall’imperatore bizantino Costantino IX mostrava due stelle contornare i due lati del capo dell’imperatore una delle quali, potenzialmente, raffigurava proprio SN 1054. Cosa incredibile in quanto, altra prova scritta dell’esistenza della supernova in altre parti del mondo cristiano, sia praticamente inesistente.

Dall’assenza di documentazione di origine cristiana alle monete bizantine

Come mai gli accademici cristiani non riportarono l’evento nelle cronache dell’epoca quando invece i loro colleghi cinesi, giapponesi, islamici e mesoamericani non ebbero alcuna difficoltà a farlo?

Per decenni, storici ed astronomi hanno dibattuto molto a riguardo per trovare una spiegazione razionale, ma la domanda rimane ad oggi senza risposta univoca. Tuttavia, il consenso generale è che gli studiosi cristiani temessero che riportare un cambiamento nei cieli perfetti e inviolabili avrebbe causato troppo trambusto all’interno della chiesa. La dottrina teologica dominante all’epoca, nel mondo cristiano, si rifaceva al pensiero tolemaico e aristotelico secondo il quale le sfere celesti erano immutabili e mettere in discussione qualsiasi parte di quella dottrina poteva portare alla scomunica o addirittura alla morte. Non molti sono stati gli studiosi che hanno avuto il coraggio di sfidare il dogma fino all’epoca dei lumi e tutti sappiamo che fine hanno fatto (ad esempio, Giordano Bruno).

Il che rende ancora più incredibile che una zecca di stato con monopolio di conio, possa avere avuto l’ardire di citare l’evento astronomico, raffigurandolo addirittura al fianco del Basileus in persona. I ricercatori hanno trovato un’edizione speciale di una moneta, nota nel gergo tecnico come moneta Costantino IX Monomachos Classe IV, che ha due stelle rispetto alla singola stella che si nota sulle altre tre classi di monete coniate durante il regno del monarca. 

Si ritiene che la Classe IV sia stata coniata tra l’estate del 1054 e la primavera del 1055 e presenta due stelle evidenti su entrambi i lati della testa del monarca. Si pensa che una delle due stelle rappresenti Venere, la Stella del Mattino, mentre si crede che la stessa testa del monarca rappresenti il ​​Sole fonte di vita. Per quanto riguarda l’altra stella, essa potrebbe rappresentare la “guest star” (come la chiamavano gli osservatori cinesi) della supernova SN 1054.

Alcune delle tecniche analitiche utilizzate sulle monete includevano un dimensionamento preciso. Notare le raffigurazioni delle due stelle cerchiate ai due lati della testa dell’imperatore.   Credito – Filipovic et al

Inoltre, la dimensione della moneta differisce leggermente tra le 36 monete di quell’annata che i ricercatori sono riusciti a trovare nei musei di tutto il mondo. I ricercatori ipotizzano anche che il cambiamento delle dimensioni della moneta potrebbe riflettere il graduale oscuramento della supernova nel cielo durante questo periodo.

Perché queste monete sono state coniate

Il motivo esatto del perché queste monete siano state coniate è tuttora avvolto nel mistero. Come la maggior parte degli accadimenti di quel periodo, è difficile distinguere i fatti dalle speculazioni.

Secondo le cronache cinesi del Sung Shi, la supernova venne registrata il 4 luglio 1054 ma si potrebbe ipotizzare che quella data rappresenti uno dei giorni di massimo splendore, quindi la prima apparizione potrebbe tranquillamente essere anticipata di una decina di giorni, intorno al 24 giugno.

Sempre secondo i cronisti cinesi, la supernova rimase visibile nel cielo anche di giorno per circa 23 giorni. Proprio in quei giorni di massima luminosità, avvenne un evento epocale per il mondo cristiano: lo Scisma d’Oriente della chiesa bizantina di rito greco da quella romana, avvenuto il 16 luglio 1054.

Risulta, pertanto, lecito chiedersi se i decisori, politico/teologici bizantini non possano aver visto un qualche segno divino da questo evento celeste, soprattutto se si considera che il compimento dello Scisma avvenne proprio in 23 giorni.

Conclusioni

È probabile che un uomo come Costantino IX Monomaco, figura prima considerata marginale elevato poi al rango di guida del ramo orientale del cristianesimo, possa aver voluto commemorare l’evento coniando una moneta immortalante la stella fautrice del suo destino.

Tuttavia nessuno ha le prove concrete che una delle due stelle raffigurate sulla moneta sia proprio SN 1054. Ma molti romantici vorrebbero pensare che un team di studiosi 1000 anni dopo abbia finalmente capito davvero perché qualcosa di così inusuale e lontano dal dogma sia stato fatto. Possiamo certamente apprezzare questa storia, anche se le basi fattuali sono ancora tutte da acclarare.  

Fonti: https://www.universetoday.com/156416/do-ancient-coins-record-the-supernova-of-1054/#more-156416

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Luca Garbin

Laurea magistrale in economia e finanze internazionale, per anni ho lavorato nel settore assicurativo, coltivando in parallelo la passione per le scienze naturali e sociali oltre che per la scrittura. Nei miei articoli cerco di far avvicinare i neofiti agli argomenti  ed intrigare gli esperti, coadiuvando uno stimolante accrescimento personale

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