• 31 Luglio 2022 15:50

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Catturata la morte di una cometa nel Sole. I telescopi Maunakea sono riusciti a immortalare immagini, molto rare, della fine della cometa. I ricercatori, che usano i telescopi leader a livello mondiale, in cui sono inclusi diversi osservatori su Maunakea e nello spazio, hanno immortalato delle spettacolari immagini di una cometa rocciosa periodica vicino al Sole che è finita per frantumarsi. La ricerca è stata pubblicata sull’Astronomical Journal.

Questa è la prima volta che viene ripresa una cometa che si distrugge vicino al Sole. L’oggetto in questione è 323P/SOHO, una cometa già conosciuta dai ricercatori. La distruzione della cometa è stata ripresa da un telescopio terrestre. Le informazioni raccolte dalle immagini potrebbero fornire spiegazioni per quanto riguarda la scarsa presenza vicino al Sole di comete periodiche e asteroidi.

Le immagini

Un team di ricerca, tra cui è presente Man-To Hui, un ex ricercatore dell’Istituto di astronomia dell’Università delle Hawaii (IfA), e l’astronomo dell’IfA David Tholen, per poter comprendere meglio questi oggetti hanno osservato la cometa 323P/SOHO con più telescopi su Maunakea, tra cui il telescopio Subaru, Canada-Francia-Hawaii-Telescope (CFHT) e Gemini North, e Lowell Discovery Telescope in Arizona e Hubble Space Telescope.

Il team di ricerca ha così scoperto che la cometa 323P/SOHO era cambiata notevolmente durante il suo passaggio ravvicinato dal Sole. I ricercatori ritengono che l’intensa radiazione solare abbia causato la rottura in parti della cometa a causa della frattura termica, in un modo molto simile a come si rompono i cubetti di ghiaccio quando ci si versa sopra una bevanda calda.

Il meccanismo osservato, di perdita di massa della cometa, potrebbe fornire una spiegazione di ciò che succede agli oggetti situati vicino al Sole e per quale motivo ne sono rimasti pochi. Il team di ricerca ha inoltre scoperto che la cometa possedeva una rapida rotazione corrispondente a poco più di mezz’ora per rivoluzione e che il suo colore era differente da qualsiasi altra cosa presente nel sistema solare.

Conclusioni

Man-To Hui, che attualmente è assistente professore presso l’Università di Scienza e Tecnologia di Macao, ha spiegato che: “Sono necessarie osservazioni di ulteriori oggetti vicini al Sole, per poter vedere se condividono alcuni tratti. Non avremmo potuto fare questa scoperta senza le osservazioni dei telescopi di Maunakea, rese possibili dall’Università delle Hawaii”. 

Man-To Hui, conclude affermando che: “Le osservazioni del telescopio Subaru sono state quelle di partenza, delle immagini che hanno permesso di ridurre le incertezze dell’orbita e hanno reso possibili le osservazioni di follow-up. CFHT ha poi fornito i migliori dati di copertura mentre Gemini invece ha reso noti i punti più densi”.

Questi oggetti passando molto vicino al Sole sono molto difficili da individuare e analizzare. La maggior parte di essi è stata scoperta per caso durante le osservazioni del telescopio solare. Secondo Man-To Hui, il team di ricerca non sapeva esattamente dove guardare, questo perché l’orbita era vincolata.

Fortunatamente però l’ampio campo visivo del Subaru ha permesso loro di “avere un’ampia visibilità” e individuare la cometa mentre si avvicinava al Sole. I ricercatori, attraverso nuovi dati, sono stati in grado di riposizionare altri telescopi quando la cometa ha iniziato ad allontanarsi dal Sole.

Todd Burdullis, specialista in operazioni di Queued Service Observing presso CFHT, ha dichiarato che: “Lavoriamo a stretto contatto con i nostri utenti dell’Università delle Hawaii, inclusi David Tholen e Man-to Hui, per poter ottimizzare le loro immagini, seguendo rapidamente le osservazioni fatte in altre strutture e utilizzando MEGACam per recuperare oggetti interessanti, esattamente come 323P/SOHO”.

Todd Burdullis, termina spiegando che: “Lavorare con gli astronomi UH, che studiano i mattoni del nostro sistema solare, non smette mai di fornire incredibili scoperte”.

FONTE:

https://www.hawaii.edu/news/2022/06/14/maunakea-telescopes-near-sun-comet-death/

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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