• 9 Giugno 2022 15:17

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Webb è stato colpito da un micrometeorite. Uno dei segmenti di cui è composto il telescopio è stato colpito da un micrometeoroite lo scorso maggio. Questo secondo quanto riportato dalla NASA.

Fortunatamente, l’osservatorio spaziale non ha subito danni e sia avvia verso la strada per poter condividere le sue prime immagini a colori ad alta risoluzione, un evento che avverrà il prossimo 12 luglio.

Un micrometeoroite non è altro che una particella che si aggira nello spazio, più piccola di un granello di sabbia. L’atmosfera terrestre viene colpita di continuo da milioni di meteoroiti e micrometeoroiti, di cui la maggior parte viene vaporizzata quando colpisce l’atmosfera. Gli strumenti spaziali, purtroppo, non posseggono una protezione intorno a loro simile all’atmosfera, di conseguenza è molto difficile evitare gli impatti diretti.

L’impatto

Il telescopio Webb ha subito l’impatto in un periodo compreso tra il 23 e il 25 maggio. Nonostante l’impatto, il “telescopio sta continuando a funzionare ad un livello che supera tutti i requisiti della missione, con un effetto marginalmente rilevabile nei dati”, secondo quanto dichiarato dal team di Webb.

Il team di ricerca sta continuando ad analizzare e valutare l’accaduto e come l’evento potrebbe influenzare le prestazioni del telescopio. Questa, ovviamente sarà la prima di una lunga serie di avvenimenti che Webb affronterà nello spazio durante la sua missione.

Gli ingegneri, quando hanno costruito il telescopio e il suo enorme specchio, lo hanno testato sulla Terra, assicurandosi così che lo specchio potesse sopravvivere all’ambiente e ad un eventuale scontro con un micrometeoroite, un oggetto che potrebbe capitare nella sua orbita, situata a circa un milione di miglia dalla Terra in un punto chiamato L2, luogo in cui le particelle di polvere sono accelerate a delle velocità estreme.

Il team ha messo alla prova Webb mentre era ancora sulla Terra utilizzando sia delle simulazioni che impatti di test su campioni di specchi, per comprendere cosa avrebbe dovuto affrontare. L’impatto vissuto a maggio dal telescopio è stato più forte di qualsiasi cosa il team abbia testato o sarebbe stato in grado di modellare mentre Webb era ancora a terra.

Paul Geithner, vice direttore tecnico del progetto presso il Goddard Space Flight Center della NASA, ha spiegato che: “Abbiamo sempre saputo che Webb avrebbe dovuto resistere all’ambiente spaziale, in cui sono presenti la luce ultravioletta dura e le particelle cariche del Sole, i raggi cosmici provenienti da sorgenti esotiche nella galassia e gli attacchi occasionali di micrometeoroiti presenti all’interno del nostro sistema solare”.

Paul Geithner, continua spiegando che: “Abbiamo progettato e costruito Webb con un margine di prestazione, ottico, termico, elettrico e meccanico, per poter garantire che possa svolgere la sua ambiziosa missione scientifica anche dopo molti anni nello spazio”.

Gli ingegneri hanno progettato il telescopio in modo da poter regolare il segmento interessato dall’impatto per ridurre parte della distorsione, un modo per evitare eventuali segni di degrado nell’ambiente spaziale.

Il team di ricerca ha già allontanato lo specchio del telescopio da eventi noti, come piogge di meteoriti, per proteggere l’ottica del telescopio. Ma l’impatto avvenuto non faceva parte di una pioggia di meteoriti, e quindi stato del tutto imprevisto, secondo la NASA “un evento casuale inevitabile”.

Conclusioni

Il team Webb lavorerà a stretto contatto con esperti di previsione di micrometeoroiti presso il Marshall Space Flight Center della NASA. Questo consentirà di conoscere l’ambiente polveroso del sistema solare in questo punto dell’orbita, informazioni che agevoleranno le missioni future.

Lee Feinberg, responsabile degli elementi del telescopio ottico Webb presso la NASA, ha dichiarato che: “Con gli specchi di Webb esposti allo spazio, ci aspettavamo che impatti occasionali di micrometeoroiti avrebbero degradato le prestazioni del telescopio nel tempo. Dal lancio, abbiamo avuto quattro micrometeoroiti misurabili più piccoli che erano coerenti con le aspettative. Il più recente però è più grande di quanto ipotizzato dalle nostre previsioni di degrado”.

Lee Feinberg, termina spiegando che: “Utilizzeremo questi dati per aggiornare la nostra analisi delle prestazioni nel tempo e anche sviluppare approcci operativi per assicurarci di massimizzare le prestazioni di imaging di Webb nella migliore misura possibile per molti anni a venire”.

Il telescopio Webb ha già superato molte aspettative, cominciando dal lancio avvenuto a dicembre. Webb adesso si sta preparando per l’inizio delle operazioni scientifiche, durante il quale potrà scrutare all’interno delle atmosfere degli esopianeti e osservare alcune delle prime galassie create dopo l’inizio dell’universo attraverso la luce infrarossa invisibile all’occhio umano.

FONTE:

https://edition.cnn.com/2022/06/08/world/webb-telescope-mirror-impact-scn/index.html?fbclid=IwAR3E1HWgNiI0zPNMdSBqCJe4iAnvef2NLt_yk9GuZe-IszfIUgKCflTIkcU

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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