• 8 Giugno 2022 15:21

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Il misterioso esagono di Saturno, una formazione prodotta da sette strati di fitta nebbia, nel polo Nord del pianeta. La formazione, dalla curiosa forma a esagono, è stata osservata per la prima volta negli anni ’80. Oggi sappiamo che questa particolare struttura è il risultato di un complesso sistema di stratificazioni.

A scoprire la natura della formazione è stato il telescopio spaziale Hubble, della NASA e dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), e della della missione Cassini, una collaborazione fra NASA, ESA e Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Secondo le ricerche svolte il movimento della struttura a esagono nel polo Nord di Saturno accompagna la rotazione del pianeta.

La sonda Cassini

La sonda Cassini arrivata vicino a Saturno nel 2004 ha potuto osservare l’emisfero australe del pianeta durante la stagione estiva, mentre l’emisfero nord era in pieno inverno.

Fu proprio qui che la sonda Cassini è riuscita a vedere un ampio vortice, caldo e ad alta quota, presente al polo sud di Saturno. La sonda non osservò niente di analogo al polo nord del pianeta. I vari livelli delle nubi di Saturno sono caratterizzati dalla maggior parte delle condizioni meteorologiche del pianeta, tra cui l’esagono del polo nord preesistente.

Le proprietà del vortice esagonale sono state rivelate in dettaglio da Cassini, che la osservò a più lunghezze d’onda, dall’ultravioletto all’infrarosso, usando strumenti come il suo spettrometro a infrarossi (Cirs).

La sonda Cassini ha studiato il sistema di Saturno in un periodo compreso tra il 2004 e il 2017, fino ad effettuare il suo tuffo finale nel pianeta. Cassini nel 2015 ha catturato immagini ad alte risoluzione dell’atmosfera del pianeta, poco al di sopra dell’orizzonte. Quest’ultime hanno permesso di “osservare gli strati di nubi al di sopra dell’esagono, distinguendo quelli che possedevano uno spessore di solo uno o due chilometri”, secondo quanto spiegato dai ricercatori.

La struttura

Il vortice presente al polo nord di Saturno si è formato nella parte alta dell’atmosfera, mentre nell’emisfero settentrionale si stava avvicinando l’estate. Il vortice caldo è situato a centinaia di chilometri al di sopra delle nuvole, in uno strato di atmosfera conosciuto come stratosfera. Questo sembra molto simile al famoso esagono sottostante, come se in realtà fosse un’unica struttura che si sviluppa in altezza.

Secondo i ricercatori la struttura a esagono nel polo Nord di Saturno risulta essere un sistema di almeno sette strati di nebbia, che si estende dalle nubi del pianeta fino a più di 300 chilometri di altitudine”. Ogni strato della formazione possiede uno spessore compreso fra 7 e 18 chilometri.

La formazione è probabilmente formata da particelle ghiacciate di idrocarburi, come acetilene, propano o butano. I ricercatori spiegano che: “L’esagono è una struttura di onde atmosferiche che sembra rimanere statica, ruotando insieme al pianeta senza mai scomporsi”.

I ricercatori hanno inoltre notato che il riscaldamento è stato accelerato da uno strano processo in atto nell’atmosfera di Saturno. Infatti, quando l’aria è affondata al polo nord, l’esagono superiore si è riscaldato sempre più rapidamente, e il trasporto dell’aria verso il basso ha reso più concentrata l’abbondanza di diverse specie minori. L’aumento della temperatura ha permesso ai ricercatori di studiare il vortice polare nella luce infrarossa. 

Conclusioni

I risultati ottenuti hanno indicato che i due poli di Saturno si comportano in modo molto diverso. Infatti, quando il polo sud venne osservato durante l’estate meridionale da Cassini all’inizio della missione, non c’era alcun esagono, né sulla sommità delle nuvole né al di sopra delle stesse.

Il vortice settentrionale non assomiglia al vortice meridionale, poiché è più freddo e mostra dinamiche molto diverse. Questo potrebbe significare che esiste un’asimmetria fondamentale tra i poli di Saturno da comprendere, oppure potrebbe significare che il vortice al polo nord si doveva ancora sviluppare e sta continuando a farlo dopo il termine della missione Cassini. La missione Cassini si è conclusa a settembre del 2017.

La regione al polo nord di Saturno dovrebbe continuare a svilupparsi nei prossimi anni. L’emisfero nord ha superato il solstizio d’estate a maggio del 2017, e va verso il suo equinozio d’autunno previsto nel 2024. La sonda Cassini ci ha regalato tante nuove scoperte fino alla fine della sua missione, senza di essa questi misteri sarebbero, ad oggi, rimasti inesplorati.

FONTI:

https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2020/05/12/risolto-il-mistero-dellesagono-di-saturno-_c7dd4550-c75e-4272-8580-eb64635d4bd0.html

https://www.media.inaf.it/2018/09/05/una-torre-esagonale-nel-cielo-di-saturno/

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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