• 7 Giugno 2022 15:26

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La sonda della NASA in grado di sopravvivere ad una discesa infernale su Venere

La sonda della NASA in grado di sopravvivere ad una discesa infernale su Venere. La missione che rilascerà la sonda è la DAVINCI della NASA. Lo strumento è capace di resistere a delle temperature torride e ad un’immensa pressione, capacità che gli consentiranno di scendere attraverso l’atmosfera di Venere, raggiungendo così la sua superficie.

La NASA invierà una missione che sorvolerà Venere e che scenderà attraverso la sua atmosfera nel 2029. La missione Deep Atmosphere Venus Investigation of Noble Gas, Chemistry and Imaging, definita più semplicemente DAVINCI, sarà la prima ad analizzare Venere sia attraverso dei passaggi ravvicinati che durante la discesa.

La missione prevede che la sonda esplorerà l’atmosfera venusiana stratificata e raggiungerà la sua superficie entro giugno del 2031. La DAVINCI avrà come obiettivo quello di acquisire dati su Venere, informazioni che i ricercatori attendono dall’inizio degli anni ’80.

Le missioni

Sono soltanto due le missioni della NASA che in precedenza hanno esplorato Venere. Queste sono la Pioneer nel 1978 e Magellan nei primi anni ’90. La sonda DAVINCI sarà essenzialmente un laboratorio di chimica capace di misurare diversi aspetti dell’atmosfera e del clima di Venere e in grado di acquisire le prime immagini di discesa degli altopiani del pianeta. 

Gli strumenti di cui è dotata la missione sono anche in grado di mappare la superficie venusiana e di rilevarne la composizione degli altopiani montuosi. Le caratteristiche presenti su Venere, le cosiddette “tessere”, potrebbero somigliare ai continenti presenti sulla Terra. Questo significherebbe che Venere potrebbe avere una tettonica a placche, secondo quanto riportato dai ricercatori della NASA.

Le indagini

Jim Garvin, direttore DAVINCI ricercatore del Goddard Space Flight Center della NASA, ha dichiarato che: “ Questo insieme di dati di imaging chimico, ambientale e di discesa dipingerà un quadro dell’atmosfera stratificata di Venere, e di come interagisce con la superficie nelle montagne di Alpha Regio, una formazione pari al il doppio del Texas”.

Jim Garvin, continua spiegando che: “Queste misurazioni ci consentiranno di valutare gli aspetti storici dell’atmosfera e di rilevare speciali tipi di roccia in superficie, come ad esempio i graniti. Inoltre, ricercheremo anche caratteristiche paesaggistiche rivelatrici, che potrebbero parlarci dell’erosione o di altri processi di formazione”.

La missione prevede di indagare la possibile presenza di un oceano nel passato di Venere, attraverso la misurazione di gas e componenti dell’acqua nella parte più profonda dell’atmosfera. I ricercatori ritengono che Venere sia stato il primo mondo abitabile, nel nostro sistema solare, in cui era presente un oceano e un clima molto simile alla Terra. Purtroppo però è accaduto qualcosa che lo ha reso un pianeta con temperature talmente calde da fondere il piombo.

Venere, molto probabilmente, è riuscita a mantenere delle temperature stabili, ospitando così acqua liquida per miliardi di anni, prima che un evento innescasse cambiamenti drastici nel pianeta. Questo secondo uno studio risalente al 2019. L’autore dello studio, lo scienziato fisico Michael Way presso il Goddard Institute for Space Science della NASA, è anche coautore di uno studio del 2016 sul clima e gli oceani presenti su Venere nel suo passato.

Venere, attualmente, è un pianeta con un’atmosfera tossica 90 volte più spessa di quella della Terra, con delle temperature di superficie che raggiungono gli 864 gradi Fahrenheit, equivalenti a 462 gradi Celsius.

La missione in dettaglio

La sonda DAVINCI effettuerà diversi fly-by su Venere, durante il quale utilizzerà due strumenti per poter analizzare le nuvole e mappare gli altopiani dall’orbita. Successivamente, rilascerà una sonda di discesa che porterà con se cinque strumenti, che dovranno giungere fino alla superficie.

La discesa durerà circa un’ora, durante il quale sarà utilizzato uno scudo termico per riuscire a proteggere la sonda fino a quando non sarà a circa 67 chilometri sopra la superficie. A questo punto rilascerà lo scudo per campionare e analizzare i gas atmosferici. La sonda di discesa, inoltre, immortalerà centinaia di immagini una volta che avrà oltrepassato le nuvole di Venere, ad un altitudine di 30.500 metri sopra la superficie.

Stephanie Getty, vice ricercatrice principale di Goddard, termina spiegando che: “La sonda atterrerà sulle montagne dell’Alpha Regio ma non sarà necessario un suo funzionamento sulla superficie, visto che tutti i dati scientifici richiesti verranno acquisiti prima di raggiungerla. Se sopravvivrà all’atterraggio ad una velocità di discesa di circa 11 metri/secondo, potremmo riuscire a avere fino a 17-18 minuti di operazioni in superficie, questo in condizioni ideali”.

FONTE:

https://edition.cnn.com/2022/06/06/world/nasa-davinci-venus-launch-date-scn/index.html?fbclid=IwAR08oypv7IBBRYD4WLmHlworkzIuxxqrKzm_FQ-PjPSZpF9xgQMkzZJ_iCA

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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