• 2 Giugno 2022 12:11

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Viaggiare nello spazio interstellare con i pianeti fluttuanti. L’idea rivoluzionaria, proposta dalla ricercatrice dello Houston Community College Irina, è stata pubblicata in un articolo sull‘International Journal of Astrobiology.

La proposta di Irina Romanovskaya è quella di utilizzare i pianeti fluttuanti come mezzo di trasporto per un viaggio interstellare per grandi gruppi e popolazioni di specie biologiche e post-biologiche intelligenti, nonché per le loro tecnologie.

La ricercatrice ritiene possibile che tecnofirme e artefatti potrebbero essere prodotti da civiltà extraterrestri, utilizzando i pianeti fluttuanti per la migrazione interstellare e la colonizzazione interstellare.

I pianeti fluttuanti

I pianeti fluttuanti sono oggetti di massa planetaria che non sono legati gravitazionalmente alle loro stelle. Questi corpi sono noti anche come pianeti canaglia o nomadi, delle formazioni che possono avere un oceano liquido sotto un’atmosfera densa o uno strato di ghiaccio. Quindi, alcuni di essi potrebbero ospitare forme di vita semplici, soprattutto negli ambienti sotterranei.

I pianeti fluttuanti possono slegarsi dalle loro stelle secondo vari processi. Uno di questi è il processo di espulsione di frammenti da un disco protoplanetario, quando questo risulta essere perturbato. Questi corpi possono anche essere espulsi dalle interazioni con un’altra stella o dalle interazioni di dispersione in un sistema multi-pianeta.

Irina Romanovskaya, nel suo articolo, descrive il modo in cui una civiltà extraterrestri possa fare l‘autostop sui pianeti fluttuanti, che stanno sconfinando nei loro sistemi planetari di origine, impossessandosi di oggetti simili a pianeti espulsi dai loro sistemi planetari dalle stelle ospiti ormai morenti.

Le civiltà extraterrestri, in alternativa, potrebbero utilizzare sistemi di propulsione ed eventi di assistenza gravitazionale, per convertire gli oggetti della nuvola di Oort di tipo Sedna dei loro sistemi planetari in pianeti fluttuanti.

Irina Romanovskaya, ha precisato che: “Gli extraterrestri, con poca luce stellare che raggiunge i pianeti fluttuanti, potrebbero utilizzare la fusione nucleare controllata come fonte di energia e potrebbero abitare gli habitat del sottosuolo e gli oceani dei pianeti fluttuanti per essere protetti dalle radiazioni spaziali. Tutto ciò li preparerebbe anche alla colonizzazione degli oceani nei sistemi planetari”.

Gli extraterrestri utilizzerebbero i pianeti fluttuanti per raggiungere e colonizzare i pianeti in orbita attorno ad altre stelle. I pianeti fluttuanti non sono oggetti in grado di sostenere i loro oceani per sempre, ma offrono opportunità di esplorazione nei sistemi planetari.

Come localizzare le civiltà extraterrestri

Irina Romanovskaya, per poter individuare gli extraterrestri, propone di cercare alcune firme tecnologiche e, in alcuni casi, segni corrispondenti di terraformazione in alcuni sistemi planetari, un indizio che potrebbe indicare che una civiltà ha colonizzato i pianeti fluttuanti.

Se gli astronomi riuscissero a rilevare le firme tecnologiche prodotte su un pianeta fluttuante, senza rilevare il pianeta fluttuante stesso, potrebbero interpretare erroneamente l’origine delle firme tecnologiche.

Un esempio è il segnale arrivato dalla costellazione del Sagittario rilevato dagli astronomi il 15 agosto del 1977. Dopo esser passati 45 anni i ricercatori continuano ancora ad ipotizzare per quale ragione il segnale sia stato rilevato solamente una volta.

Irina Romanovskaya, ha spiegato che: “Se gli extraterrestri mandassero il Wow!, come segnale da un pianeta fluttuante non rilevato e il pianeta si fosse allontanato dalla linea di osservazione, il segnale non sarebbe stato rilevato più lungo quella linea di osservazione. Gli astronomi, di conseguenza, dovrebbero cercare pianeti fluttuanti lungo le linee delle osservazioni di segnali insoliti e potenzialmente artificiali provenienti dallo spazio”.

Irina Romanovskaya, conclude spiegando che: “Potrebbe esserci una minima possibilità che negli ultimi miliardi di anni pianeti fluttuanti, con specie intelligenti extraterrestri, possano aver viaggiato nel nostro vicinato stellare. Raccomando che la ricerca di tali viaggiatori spaziali e dell’intelligenza extraterrestre migrante (SMETI), faccia parte della nostra ricerca di vita intelligente nell’Universo”.

FONTE:

http://www.sci-news.com/astronomy/cosmic-hitchhikers-10856.html

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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