• 1 Giugno 2022 13:18

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Scoperto per quale motivo Nettuno è più blu di Urano. I telescopi sono riusciti a rilevare per quale ragione Nettuno è più blu di Urano. La sonda spaziale Voyager 2, della NASA, ha immortalato delle vedute di Urano e Nettuno durante i suoi sorvoli effettuati su entrambi i pianeti durante gli anni ’80.

Nettuno e Urano sono due pianeti molto simili, talmente tanto che gli scienziati a volte si riferiscono a loro come dei gemelli planetari ghiacciati. Ma i due giganti di ghiaccio posseggono una notevole differenza, ossia il loro colore. La ricerca, che descrive in dettaglio i risultati pubblicati, è stata pubblicata sul Journal of Geophysical Research: Planets.

La scoperta

Le nuove osservazioni, sia spaziali che con i telescopi da terra, hanno rivelato cosa c’è dietro questa differenza di colorazione. Nettuno e Urano, i due pianeti situati più distanti dal Sole nel sistema solare, posseggono dimensioni, massa e condizioni atmosferiche molto simili.

Le osservazioni dei due pianeti fianco a fianco catturate dalla sonda spaziale Voyager 2 della NASA, che li ha sorvolati negli anni ’80, hanno fatto notare ai ricercatati che Nettuno ha un aspetto blu brillante, mentre Urano possiede una tonalità più chiara di blu, ossia color ciano.

Gli astronomi, per aver ulteriori dati, hanno utilizzato il telescopio Gemini North e la NASA Infrared Telescope Facility, entrambi situati alle Hawaii, e il telescopio spaziale Hubble, per poter ricreare un modello che potesse abbinare insieme le osservazioni di Nettuno e di Urano.

Il colore di Urano e Nettuno

I ricercatori sono riusciti a scoprire che un eccesso di foschia si accumula nell’atmosfera di Urano, una formazione che gli conferisce un aspetto molto più chiaro. La foschia presente è molto più spessa su Urano rispetto allo strato atmosferico presente su Nettuno. In altre parole la formazione schiarisce l’aspetto di Urano dalla nostra prospettiva.

I ricercatori ritengono che entrambi i pianeti, se non fosse presente la foschia nelle atmosfere planetarie, sarebbero quasi dello stesso blu. I tentativi precedenti, effettuati per comprendere il motivo di questa differenza di colorazione, si erano concentrati sulle atmosfere planetarie superiori a delle specifiche lunghezze d’onda della luce.

I dettagli della ricerca

L’autore principale dello studio Patrick Irwin, professore di fisica planetaria all’Università di Oxford, ha dichiarato che: “Questo è il primo modello che adatta simultaneamente le osservazioni della luce solare riflessa dalle lunghezze d’onda ultraviolette a quelle del vicino infrarosso. È anche il primo a fornire una spiegazione sulla differenza di colore visibile tra Urano e Nettuno”.

Il modello ha inoltre sondato gli strati atmosferici più profondi, che includono particelle di foschia, oltre a nubi di metano e ghiacci di idrogeno solforato. Le nuove osservazioni catturate dal telescopio Gemini North, situato vicino alla vetta del Mauna Kea alle Hawaii, sono state abbinate ad altri dati d’archivio.

Il team di ricerca ha analizzato i tre strati di aerosol a diverse altitudini sia su Urano che su Nettuno. In questo modo hanno scoperto che lo strato intermedio di particelle di foschia è quello che influisce maggiormente sul colore dei pianeti. Lo strato intermedio, su entrambi i pianeti, è il punto in cui il ghiaccio di metano si trasforma in nevicate di metano.

Nettuno possiede un’atmosfera turbolenta che è molto più attiva di quella di Urano, che risulta essere invece molto lenta. Quindi, le particelle di metano e i rovesci di neve impediscono la formazione di foschia su Nettuno.

Conclusioni

I ricercatori ritengono che questo modello potrebbe anche aiutare a spiegare per quale motivo le macchie scure appaiono su Nettuno, ma sono invece meno comuni su Urano. Molto probabilmente la differenza è dovuta dal fatto che lo strato atmosferico più profondo si oscura, cosa che invece sarebbe più visibile su Nettuno.

Il coautore dello studio Mike Wong, astronomo dell’Università della California, a Berkeley, termina dichiarando che: “Speravamo che lo sviluppo di questo modello ci aiutasse a comprendere sia le nuvole che le foschie presenti nelle atmosfere dei giganti di ghiaccio. Riuscire a spiegare la differenza di colore tra Urano e Nettuno è stato un informazione inaspettata!”.

Le informazioni raccolte su questi mondi misteriosi, che sono stati visitati da Voyager 2, sono state raccolte durante dei rapidi passaggi ravvicinati. I ricercatori ritengono quindi di poter scoprire molte altre informazioni con le prossime missioni.

L’indagine decennale planetaria, pubblicata ad aprile, ha reso noto il primo Uranus Orbiter and Probe, come prossima grande missione della NASA. Il team di ricerca ritiene che la Uranus Orbiter e Probe, diverrà una missione in grado di rivoluzionare la conoscenza che gli astronomi hanno dei giganti di ghiaccio.

VIDEO:

FONTE:

https://edition.cnn.com/2022/05/31/world/uranus-neptune-colors-scn/index.html

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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