• 3 Agosto 2022 5:29

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Entro la fine del secolo esploreremo la fascia principale degli asteroidi

Secondo un recente articolo proposto da Jonathan Jiang del laboratorio Jet Propulsion di Pasadena e colleghi, un uomo arriverà a toccare con i propri piedi il suolo degli asteroidi della fascia principale entro 2073, per poi continuare verso il sistema solare esterno nella prima metà del XXII secolo.

L’inventiva umana ci ha portato dal primo volo con un aeroplano a mettere piede sulla Luna in poco più di 60 anni. Il 17 settembre 1903 a Kitty Hawk, nella Carolina del Nord, i fratelli Wilbur ed Oliver Wright fecero volare per la prima volta un aeroplano più pesante dell’aria (quindi non dobbiamo considerare aerostati o dirigibili) con successo.

Negli anni a venire, il mezzo aereo, ebbe un incredibile successo. Le due guerre mondiali apportarono ingenti investimenti militari che ne velocizzarono lo sviluppo. A guerre concluse l’aviazione civile conobbe il suo momento più florido. Quando le compagnie aeree chiedevano aeroplani sempre più grandi, i produttori rispondevano mettendo sul mercato dei veri colossi come il Boeing 747.

L’esplorazione spaziale ha avuto uno sviluppo ancora più veloce. La corsa allo spazio, spinta dalla rivalità USA-URSS, ci ha portati dal primo volo in orbita di Jurij Gagarin il 12 dicembre 1961, all’allunaggio del 20 luglio 1969. Nemmeno 8 anni pieni!

Ma dalle missioni Apollo in poi sembra quasi che l’entusiasmo per l’esplorazione umana dello spazio in prima persona si sia affievolito.

Jurij Gagarin, il primo uomo nello spazio in una foto del 1960

Le cause sono da ricercare nella volontà politica dei governi di allocare risorse economiche alla ricerca scientifica, dal ritorno sugli investimenti a cui mira il settore privato ed anche dalla tecnologia di cui disponiamo poiché missioni nello spazio profondo si basano sulla progettazione, produzione e funzionamento di hardware complessi e sistemi di supporto vitale.

Per cercare di capire come e con quali tempi l’uomo ritornerà ad esplorare lo spazio in prima persona, un gruppo di ricerca guidato da Jonathan Jiang del laboratorio Jet Propulsion di Pasadena ha recentemente pubblicato un articolo che ne descrive una road map verosimile.

Per primo, hanno studiato l’andamento del budget allocato alla NASA dal governo degli Stati Uniti a partire dal 1958 fino ad oggi, aggiustato per l’inflazione e comparato con i risultati ottenuti dalle missioni spaziali anno per anno. Il risultato che si ottiene è una crescita regolare e costante che si piò rappresentare graficamente con una curva che presenta diversi picchi in corrispondenza delle missioni Apollo degli anni ’60 quando il budget della NASA rappresentava circa l’1% del prodotto nazionale lordo degli Stati Uniti agli anni ’90 quando l’agenzia decise di collaborare con il settore privato per sviluppare un sostituto dello Space Shuttle.

Se studiare l’evolversi del budget è relativamente semplice grazie a bilanci affidabili pubblicati ogni anno, calcolare il tasso di crescita del livello di tecnologia a supporto dell’esplorazione spaziale non è altrettanto semplice. Il team ha preso come riferimento il numero delle pubblicazioni scientifiche tra il 1960 ed il 2021. Anche in questo caso possiamo identificare una curva crescente anno per anno.

Le tappe

Prendendo in considerazione tutte queste tendenze, Jiang e colleghi hanno ipotizzato un impegno sempre più ambizioso che culminerà con l’esplorazione umana del sistema solare esterno.

La prima mossa prevede il tanto agognato ritorno dell’uomo sulla Luna e il rimanerci in pianta stabile, attraverso la costruzione di una stazione lunare orbitante (Gateway) che fungerà poi da trampolino verso le prossime tappe dell’esplorazione. Entro il 2037 – 2039 sarà la volta di Marte, il pianeta rosso che da secoli affascina l’umanità. Questo sarà il baluardo della conquista umana del sistema solare.

Rappresentazione del confine della fascia principale degli asteroidi che segna il confine tra sistema solare interno ed esterno

Se tutto andrà secondo i piani e Marte verrà raggiunto in questa finestra temporale, allora è possibile che le principali agenzie spaziali internazionali, raggiungano la fascia principale degli asteroidi con una missione munita di equipaggio entro il 2073.

Conquistare la fascia principale degli asteroidi avrebbe un immenso valore strategico per l’ulteriore tappa verso il sistema solare esterno ed i suoi tesori come le lune di Giove e di Saturno, raggiungibili rispettivamente nel 2103 e nel 2132.

Conclusioni

Naturalmente, previsioni di questo tipo sono tormentate dall’incertezza. Alcuni fattori, come il cambiamento climatico improvviso, potrebbero rendere più urgenti le missioni nello spazio profondo, mentre altri, ad esempio malattie come il Covid-19, potrebbero rallentarne drasticamente i progressi. In definitiva, saranno come sempre le condizioni economiche e le priorità nazionali a determinare quanto in fretta ci spingeremo lontano.

Fonte: https://astronomy.com/news/2022/05/first-human-landing-on-an-asteroid-by-2073

Luca Garbin

Laurea magistrale in economia e finanze internazionale, per anni ho lavorato nel settore assicurativo, coltivando in parallelo la passione per le scienze naturali e sociali oltre che per la scrittura. Nei miei articoli cerco di far avvicinare i neofiti agli argomenti  ed intrigare gli esperti, coadiuvando uno stimolante accrescimento personale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.