• 16 Giugno 2022 6:21

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La cottura della pasta a fuoco spento. Di cosa si tratta ma soprattutto, potrebbe farti risparmiare? Questo tipo di cottura della pasta, definita anche cottura passiva, è una tecnica di cui si discute da tempo, perché è correlata alla possibilità di ridurre i costi di gas o elettricità.

Ecco qualche informazione sul procedimento, ma soprattutto se esiste realmente un risparmio energetico, e quindi di costi. La cottura della pasta a fuoco spento è un metodo alternativo di cucinare la pastasciutta. Non è sicuramente un modo innovativo di cuocerla, visto che è da molti anni che si conosce e che si utilizza. Infatti, già nel 2010 è stato sperimentato dallo chef Elio Sironi.

Il metodo della cottura della pasta a fuoco spento torna spesso alla ribalta, perché è correlato al tema del risparmio domestico di gas o di elettricità, a seconda che si usino i fornelli o le piastre per l’induzione.

Il periodo attuale, in cui si sta vivendo un’incertezza economica e di materie prime, ha riaperto la discussione sull’effettivo risparmio di questo metodo di cottura. La questione centrale e quindi quella di capire se la cottura a fuoco spento, ossia la cottura passiva, fa risparmiare o meno sulla bolletta.

Procedimento della pasta cotta a fuoco spento

Innanzitutto, cerchiamo di comprendere qual è il procedimento corretto per poter cuocere la pasta a fuoco spento. L’operazione è molto semplice.

1) Si fa bollire l’acqua nella pentola, si aggiunge il sale, quantità a piacere, e si butta la pasta. Si tiene accesa la fiamma per 3 minuti, periodo in cui avremo la ripresa del bollore, e poi si spegne il fuoco. La pentola dev’essere coperta con un coperchio lasciando “cuocere” la pasta per un paio di minuti in più rispetto al tempo indicato sulla confezione.

2) La pasta, passato il relativo tempo, appare “cotta” così come siamo abituati a mangiarla. Fatto ciò si scola e si condisce a piacimento.

Il termine “cotta” o “cuocere” non è proprio corretto. Sarebbe infatti più giusto parlare di reidratazione, con un processo chimico in cui l’acqua penetra nella pasta, viene assorbita da parte dei granuli di amido che si gonfiano e la rendono molle, con un processo di gelatinizzazione, e infine si rassoda nuovamente grazie alla coagulazione del glutine.

Questa trasformazione chimico-fisica avviene a delle determinate temperature, ma non grazie all’ebollizione. Tutti siamo abituati a lasciare bollire la pasta con il fuoco acceso, ma in realtà non è necessario. Infatti, basterebbe mantenere la temperatura a non meno di 80°, proprio come avviene con la cottura passiva, per permettere al glutine di coagularsi.

Con l’abbassamento della temperatura dell’acqua, rispetto a quella di ebollizione corrispondenti a 100° in condizioni normali, si allunga il tempo di cottura della pasta. Per questo la pasta preparata con il metodo della cottura senza fuoco necessita di circa due minuti in più rispetto a quelli indicati sulla confezione. 

Ulteriori informazioni

La pasta preparata con questo metodo non perde le sue proprietà organolettiche e neppure di carattere. Bisogna utilizzare una materia prima di buona qualità, una tipologia che si dovrebbe sempre prediligere, per poter avere un risultato ottimale, dato che anche con la classica cottura una pasta non di prima scelta scuoce facilmente e diventa collosa.

Una cosa fondamentale per la cottura a fuoco spento è non togliere mai il coperchio, garantendo così che la temperatura dell’acqua scenda in maniera graduale e senza sbalzi. Un materiale ideale, che mantiene bene la temperatura, aspetto impiotante per questa cottura, è l’acciaio. Quest’ultimo è un buon conduttore di calore, un materiale che assicura un mantenimento della temperatura non sotto gli 80°, e quindi che la pasta non rimanga cruda. Un altro aspetto molto importante è che la pasta non si è incollata non girandola, persino gli spaghetti.

Esiste il risparmio?

In media ci vogliono 15 minuti per far bollire l’acqua e poi circa altri 10/15 per cuocere la pasta. Con la cottura passiva, che elimina il secondo step di utilizzo del fuoco o calore, un risparmio di utilizzo del gas o della corrente c’è ed è provato. Ovviamente non si può esattamente quantificare quanto risparmio.

La cottura della pasta a fuoco spento, a lungo andare, potrebbe produrre molti vantaggi, soprattutto se questo viene unito insieme a dei condimenti che non devono essere cotti, e che richiedono doppi fornelli. È possibile utilizzare molti metodi per cuocere la pasta. Infatti, oltre a quello tradizionale, e quello spiegato nell’articolo, ne possiamo elencare almeno altri due che hanno a che fare anche con il risparmio.

Il primo è quello per reidratazione in acqua fredda, in cui l’alimento viene messo in una ciotola di acqua fredda per il tempo necessario alla sua reidratazione. Questo metodo può richiedere 20 minuti per uno spaghetto, così come 2 ore per un pacchero, un periodo che dipende da molti fattori.

Una volta idratata la pasta si tuffa in acqua bollente salata e si fa cuocere per 3 minuti. Il risparmio di gas qui è molto evidente, come lo sono anche la poca praticità e il pericolo che la pasta perda le proprietà organolettiche restando troppo tempo a bagno. 

Il secondo è la cottura one pot, un metodo in cui la cottura della pasta avviene con il condimento. Il procedimento è quello di mettere in una padella tre dita d’acqua, aggiungere la pasta quando bolle e subito dopo il condimento. La pasta cuocerà insieme al sugo scelto, elevandone molto il gusto. Il metodo, anche sta volta, mostra un notevole risparmio, ma è molto poco versatile, questo perché un buon piatto di pasta al ragù o con il pesto, per esempio, non si potrebbe mai cucinare in questo modo.

Conclusioni

In conclusione, la cottura a fuoco spento è un’alternativa che non si discosta poi molto da quella tradizionale e che unisce insieme praticità, gusto, e una maggiore attenzione, nel lungo periodo, al portafoglio. 

FONTE:

https://www.cucchiaio.it/sostenibilita/cottura-pasta-fuoco-spento-risparmio-gas/?fbclid=IwAR1inEcBsdqzK76iCuzOQG3-uuusQ-6jDZwuqziWh7J0i2WMsLgSg–RhYU

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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