• 27 Giugno 2022 15:34

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

L’evoluzione del diritto nell’Alto Medioevo

Con la fine dell’Impero Romano d’Occidente l’Italia si frammenterà progressivamente in dominazioni ed entità statali differenti e quindi è impossibile trovare un percorso unitario dell’ordinamento giudiziario e del diritto valido per tutta la penisola.

Tuttavia il diritto Romano rimane il “substrato” giuridico su cui si innerveranno le successive articolazioni giuridiche barbariche. Bisanzio rimane l’erede romanarum legum come attestano il Codex Theodosianus del 438-439 e, nel secolo successivo, il grande Codex di Giustiniano. Il  Codice teodosiano  è una raccolta ufficiale di costituzioni imperiali voluta dall’imperatore romano d’oriente Teodosio II (408-450). Venne pubblicata, dopo una fase di gestazione lunga 9 anni, il 15 febbraio 438, ed entrò in vigore, sia nell’Impero romano d’Oriente sia in quello d’Occidente, il 1º gennaio 439, poco meno di 40 anni della data in cui per convenzione viene sancita la fine dell’Impero d’Occidente.

Il grande imperatore Giustiniano sarà invece promotore del cosiddetto “codice giustinianeo“, che faceva parte della raccolta di leggi e massime di diritto nota come Corpus iuris civilis. Di esso furono redatte due edizioni: la prima, il Codex Iustinianus primus o vetus del 529, è andata perduta, mentre la seconda, il Codex Iustinianus repetitae praelectionis del 534, ci è pervenuta integralmente.

L’introduzione del codice giustinianeo in Italia fu un’operazione complessa e non priva di intoppi. Si deve aspettare la Prammatica Sanzione del 13 agosto 554 con cui su richiesta di papa Vigilio la penisola, riconquistata per breve tempo dai Bizantini, accoglie nella sua accezione più attuale il corpus giuridico promulgato da Giustiniano.

Con la discesa dei Longobardi nel 568 e la conseguente “espulsione” bizantina inizierà un periodo molto difficile per la giurisdizione romana. I vari invasori introdurranno il loro impianto giuridico come nel caso della “lex romana Wisigothorum” e la “lex romana Burgundionum“. Teoderico con il suo Edictum tenderà a differenziarsi dagli altri dominatori barbari, presentando il suo corpo giuridico come la naturale prosecuzione del diritto dell’Impero romano d’Oriente, di cui si considera “Magistratus“.

Il tentativo di Teodorico è nobile, cercare di fondere barbari e romani sotto un unico impianto giuridico come premessa per una coesione sociale e politica, indispensabile per la stabilità del regno. Settanta anni dopo però la promulgazione della più famosa e completa raccolta legislativa barbarica, l’Editto di Rotari, promulgato il 22 novembre 643, sebbene redatta da romani ed ecclesiastici, rappresenterà una rottura della precedente impostazione, facendo riferimento quasi esclusivamente alla cultura e alla civiltà germanica.

I Longobardi però ammiravano sinceramente la cultura romana tanto che utilizzarono per le loro comunicazioni pubbliche, ad iniziare dalle leggi, la lingua latina. Con la fondazione del Sacro Romano Impero e la sua breve unità politica, allorché nel Natale dell’800, il pontefice Leone III posa una corona aurea sulla testa di Carlo Magno si apre la stagione di una serie di Capitolari o Capitula legibus addenda ovvero da aggiungere alle leggi popolari di questo o quel regno, alla cui osservanza saranno obbligati i sudditi dell’Impero.

Per l’Italia Carlo Magno promulgò il Capitolare Italicum, questo sistema cercava di tutelare le consuetudini giuridiche locali facendo entrare in conflitto le numerose leggi legali con il complesso legislativo imperiale. Agobardo, vescovo di Lione, uomo di grande acume giuridico oltre evidenziò con grande lucidità il vivo contrasto generatosi fra unità imperiale e particolarismo.

Con il Secondo Millennio, oltre al fiorire del diritto civile si registrerà lo sviluppo e l’ordinamento del diritto ecclesiastico, di cui importanti tasselli sono la Lex romana canonice compta, la Anselmo dedicata, il Decretum di Burcardo. Si porranno così le basi del Diritto Canonico.

Fonti:

alcune voci di Wikipedia

Il Medioevo giorno per giorno di A. Gatto

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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