• 17 Agosto 2022 8:37

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Da quando esistono i vaccini, questi formidabili strumenti per la prevenzione di malattie altamente contagiose e in alcuni casi particolarmente letali, ci sono sempre stati individui che si sono opposti alla loro somministrazione. In momenti differenti, da paese a paese, accanto all’opposizione di tipo individuale emerse anche una contrarietà collettiva alla vaccinazione, sia pure fortunatamente minoritaria.

Nel nostro paese questo momento storico si può collocare verso la fine degli anni Sessanta, protagonista involontario è il vaccino messo a punto da pochi anni per contrastare la poliomielite, una delle malattie dalle conseguenze sanitarie più impressionanti e per la quale, a tutt’oggi, non esiste una cura.

Il casus belli, se così vogliamo dire, parte da Verona ed esattamente dalla famiglia di Giorgio Tremante, morto nel 2017 all’età di 76 anni. Tremante, geometra di Porto San Pancrazio nel 1966 è padre di quattro figli. Al suo primogenito Marco, quell’anno viene somministrato il vaccino Sabin contro la poliomielite.

Giorgio Tremante

Poco dopo il bambino iniziò a manifestare difficoltà di movimento sempre più gravi, fino all’incapacità di camminare, e una progressiva debilitazione che lo portò a morire di broncopolmonite a sei anni, nel 1971. Tremante aveva collegato fin da subito l’insorgere dei problemi di Marco con la vaccinazione anti polio e quando nel 1977, i gemelli Andrea e Alberto, giunsero all’età in cui dovevano essere vaccinati, era estremamente preoccupato e tutt’altro che convinto di sottoporre i due figli alla vaccinazione contro la poliomielite diventata obbligatoria con la Legge 4 febbraio 1966, n. 51.

Spinto dalle pressioni della moglie e dei medici Tremante acconsentì alla fine a vaccinare i due bambini che presto svilupparono sintomi molto simili a quelli di Marco: tremori, difficoltà nel movimento e nel pronunciare le parole. Per i genitori disperati iniziò una vera e propria via crucis sanitaria, alcuni dei medici che visitarono i due bambini ipotizzarono un collegamento con il vaccino antipolio soprattutto quando si scoprì che i due gemelli erano affetti da una immunodepressione congenita (come probabilmente lo era stato Marco, il loro sfortunato fratello maggiore).

L’idea era tutt’altro che peregrina. Il vaccino Sabin, prodotto con virus attenuato aveva soppiantato in gran parte del mondo il vaccino Salk, realizzato con virus inattivato (in altri termini morto). Le ragioni di questa scelta erano diverse, maggiore efficacia del preparato, anche in termini di favorire l’immunità di comunità, risposta anticorpale più celere, facilità nella somministrazione (la famosa zolletta di zucchero al posto dell’iniezione).

Come recita il detto però il diavolo sta nei dettagli, il vaccino Sabin per la sua modalità di attenuazione del virus poteva prestarsi, in casi rarissimi, ad una mutazione all’interno dell’organismo umano, tale da rendere il virus di nuovo virulento e aggressivo e provocare quella che poi fu chiamata “poliomielite da vaccino”. I bambini immunodepressi non avrebbero dovuto assumere quindi un vaccino a virus attenuato ma uno basato su virus inattivato. Purtroppo nessuno conosceva al momento della vaccinazione le reali condizioni cliniche dei tre bambini Tremante.

Andrea, sempre più debilitato, morì nel settembre del 1980 per una crisi respiratoria. Il fratello Alberto venne salvato da una sorte analoga, ma rimase dipendente da respiratore e sedia a rotelle per tutta la vita. Questi lutti segnarono profondamente Giorgio Tremante che decise di dedicare la sua vita ad una battaglia politica e legale contro l’obbligo vaccinale.

Nel 1985 Tremante fondò e presiedette la Lega per la Libertà delle Vaccinazioni (sulle spoglie della quale, nel 1993, nacque COMILVA, (tuttora la più famosa associazione nazionale contro le vaccinazioni obbligatorie), e nel 1996 l’Associazione Lesi dalle Vaccinazioni. Tremante divenne il punto di riferimento più carismatico dell’universo no-vax e anche per il suo instancabile impulso, nel 1989, vennero per la prima volta avanzati dubbi sulla legittimità costituzionale della legge 51/1966: quella che dettava l’obbligo per il vaccino antipolio Sabin.

Il punto su cui si concentrava la battaglia giuridica era che, a fronte dell’obbligo vaccinale, la legge non prevedeva «un sistema di indennizzo e/o provvidenze precauzionali e/o assistenziali per i danni all’integrità fisica conseguenti alla vaccinazione»

Il 14 giugno 1990 la Corte Costituzionale emise una sentenza storica che pur ammettendo che «in nome [dell’interesse della collettività], e quindi della solidarietà verso gli altri, ciascuno possa essere obbligato, restando così legittimamente limitata la sua autodeterminazione, a un dato trattamento sanitario, anche se questo importi [sic] un rischio specifico» precisava come questa limitazione della libertà individuale dovesse essere in qualche modo contro bilanciata da un sistema di indennizzi nel malaugurato caso che fosse acclarata la responsabilità di un trattamento sanitario sullo stato di salute della persona.

In conclusione di quest’articolo non possiamo che sottolineare, ancora una volta, che al netto di rarissime tragedie individuali, l’importanza dei vaccini è confermata ogni anno di più. Soltanto per rimanere nell’ambito della poliomielite, malattia dall’alta letalità e dalle conseguenze drammatiche, grazie alle campagne di vaccinazione l’ultimo caso di polio da virus “selvaggio” risale negli Stati Uniti al 1979 e in Italia nel 1982. Gli unici casi di polio segnalati in Italia dopo quella data sono quelli collegati al virus vaccinale, dal 1992 al 2002, nel nostro paese sono stati segnalati 9 casi di paralisi associata al vaccino antipolio, meno di una all’anno a fronte di centinaia di migliaia di somministrazioni.

L’Italia, come il resto d’Europa, grazie al vaccino è stata dichiarata polio free e presto l’OMS potrebbe annunciare che anche la poliomielite come è accaduto per il vaiolo è stata eradicata da tutto il pianeta.

n.b. nell’immagine in evidenza Sabin che somministra il suo vaccino ad un bambino


Fonti:

alcune voci di Wikipedia

La malattia da 10 centesimi di A. Collino

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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