• 17 Agosto 2022 9:45

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La curcuma (Curcuma longa e rotunda) è una pianta originaria del Sud e del Sudest dell’Asia, appartiene al genere delle Zingiberaceae. Le piante appartenenti a questo genere sono utilizzate a scopo alimentare e officinale. La spezia più utile è la Curcuma longazafferano delle indie (molto spesso indicata come curcuma senz’altre specificazioni). Il vivace colore giallo della radice polverizzata viene utilizzato come colorante alimentare del tutto innocuo; se ne segnala l’uso anche per i tessuti, ma sbiadisce rapidamente.

La curcuma nella storia

Questa pianta è già citata nella letteratura sanscrita, IV secolo a.C. esplicitando gli effetti terapeutici della curcuma contro le malattie cardiache. Per gli indiani la spezia ricavata da questa pianta era ed è un formidabile coadiuvante come agente colorante, medicinale, conservante e insaporitore del cibo.

La curcuma appare anche nel Kamasutra e ha anche un uso cosmetico: le indiane la usano per le maschere per il viso e le giovani tamil si tingono con questa polvere giallo ocra il giorno del fidanzamento. Sembra che la Curcuma longa sia stata scoperta in Cina fin dal 659 a.C.

I Romani la usavano soprattutto come medicamento, per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, ma furono le Crociate a favorirne un’ampia diffusione in Europa. Il nome curcuma ha origine dall’arabo è significa….zafferano. Le Compagnie delle Indie orientali (inglese e olandese) trassero grande profitto dalle enormi quantità che importarono.

Associata al blu di Prussia, la curcuma dà sfumature vivaci ai prodotti alimentari e viene usata per la colorazione di balsami e unguenti curativi. I mercanti ne incoraggiarono la coltivazione nelle regioni tropicali dell’America Latina e questa nuova produzione fece abbassare il prezzo della materia prima. Il colore giallo naturale è progressivamente sostituito da una colorazione ottenuta in modo artificiale con processi chimici, come il giallo di Napoli (antimoniato di piombo), già noto al mondo egizio e in Mesopotamia.

La curcuma fu usata come colorante da grandi pittori come Caravaggio, Vermeer e gran parte degli impressionisti. Oggi l’utilizzo della curcuma è prevalentemente alimentare, come condimento e colorante dei cibi. Dal 2009 il costo di questa spezia è tornato a salire in concomitanza dell’aumento della domanda mondiale a cui non è proporzionalmente seguito un incremento dell’offerta per cause ambientali e metereologiche.

Le proprietà officinali della curcuma

Ma le proprietà officinali della curcuma sono scientificamente fondate? Uno studio pubblicato sul Nutrition Journal mette in luce risultati interessanti sia sulla salute fisica che su quella mentale delle persone. Il campione di volontari al centro della ricerca era costituito da 90 soggetti con un’età tra i 50 e i 69 anni in sovrappeso. A 45 partecipanti venivano fatte assumere due capsule contenenti un mix fatto da un estratto acquoso nonché da un estratto di anidride carbonica supercritica di Curcuma longa. Agli altri 45 venivano invece fornite due capsule di sostanza placebo. I partecipanti dovevano ingerire le capsule contenenti gli estratti della curcuma ogni giorno per 12 settimane.

Al termine del periodo di osservazione, monitorato sia attraverso test clinici che specifici questionari, il gruppo che aveva assunto la curcuma longa mostrava un peso ed una massa corporea significativamente più bassi del gruppo che aveva assunto il placebo. Inoltre mostravano livelli nettamente più bassi della proteina C-reattiva, un marcatore degli stati infiammatori dell’organismo.

I “benefici” del gruppo alimentato con la curcuma però non terminavano qui. Attraverso la compilazione e l’analisi di specifici questionari emergeva una migliore salute mentale di questi volontari, raggiunta attraverso il controllo dei disturbi dell’umore. D’altra parte era già noto che bassi livelli di infiammazione sistemica hanno una positiva ricaduta sul benessere psichico degli individui, come per altro avvalorato in precedenza da studi condotti sugli animali.

La curcuma in cucina

Molto usata nella cucina nordafricana e orientale, la curcuma è sempre più amata anche in occidente. Nota anche come zafferano delle Indie o zenzero giallo, viene ottenuta dalla riduzione in polvere della radice. È l’ingrediente fondamentale del curry e dà a questo mix di spezie il tipico colore giallo. Consumata pura, ha un lievissimo aroma di terra mischiato a un profumo intenso, che si stempera in cottura. Si tratta di un ingrediente versatile, adatto per i piatti di carne, pesce, verdura, ma anche per preparare paste fresche e secche, biscotti e mix a base di yogurt.

Per esaltare le proprietà della curcuma in cucina è bene abbinarla sistematicamente ad altri due ingredienti, il pepe nero e l’olio extra vergine d’oliva. Attenzione al dosaggio del calore, infatti dopo 10-15 minuti di esposizione al calore, quasi l’80% della curcumina viene distrutto. Per questo, quando la si aggiunge a pietanze calde come carni o zuppe, la curcuma va messa quasi a fine cottura.

Curcuma e zenzero, in radici e non in polvere, sono anche eccellenti basi per tisane rinfrescanti e salutari. In questo caso le radici vanno sbucciate. grattugiate e fatte bollire con dell’acqua in un pentolino per una decina di minuti. Quindi filtrate e aggiunta qualche goccia di succo di limone e un cucchiaio di miele e la vostra tisana è pronta.

Fonti:

alcune voci di Wikipedia

saleepepe.it

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Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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