• 5 Agosto 2022 2:15

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Termiti: alte cattedrali nel deserto

Con le loro varie sagome si stagliano nettamente, tra i cespugli bassi e i pochi alberi, costruzioni elevate e compatte che resistono nel tempo al torrido caldo africano e agli abbassamenti notturni di temperature. Opere colossali, alte anche molti metri, di minuscoli ma numerosissimi animali, veri muratori ed esperti  in lavori di squadra

Le Termiti (Isotteri, dalle ali uguali), dell’ordine Blattoidea, parenti stretti degli scarafaggi, sono insetti sociali, le cui colonie, da un minimo di circa 60.000, superano anche il milione di componenti. Se ne conoscono finora circa 2750 specie diverse, dislocate soprattutto in zone tropicali, ma che non disdegnano le nostre zone temperate,  costruendo nidi sviluppati anche in profondità nel terreno di qualche metro.
In generale, il colore del corpo è chiaro, (per cui sono chiamate anche “formiche bianche”), di consistenza piuttosto molle,  con piccole antenne e apparato boccale masticatore. Le dimensioni del corpo sono molto diverse, a seconda dei tre tipi di individui della colonia: operaie piccole, soldati con testa e mandibole grandi, regina molto maggiore, con addome ripieno di uova. La più lunga, fino a 10 cm, è la regina della specie Macrotermes bellicosus.

Una regina può arrivare a deporre 34.000 uova al giorno, per un totale annuo di ben 12 milioni! Al contrario di altre società di insetti, nella loro esiste una coppia di re e regina, unici fecondi, che si accoppiano spesso. Mentre le formiche maschi sono aploidi, con la metà delle informazioni genetiche, i re sono diploidi, cioè hanno la stessa quantità di corredo cromosomico degli altri individui della colonia.  La metamorfosi è incompleta: i piccoli già nascono simili ad adulti. La regina è molto longeva, potendo arrivare a quasi cent’anni di vita.

Alle termiti soldati spetta la difesa dei nidi; non hanno ali, ma il loro capo è come un casco duro contro gli invasori. Le loro mandibole, pur grandi, non sono adatte a sbriciolare il legno. Le operaie, senza ali e senza occhi, si occupano oltre che di scavi, costruzione, mantenimento del nido, anche di raccolta e trasporto di cibo, che consiste in legno, vegetali, ma anche di funghi coltivati in piccoli orti sottoterra. Si preoccupano soprattutto dell’alimentazione dei reali, agli altri forniscono cibo rigurgitato per bocca o ano.
Quindi, se da un lato sono efficienti riciclatori di nutrienti nelle catene alimentari, dall’altro possono provocare danni enormi ad oggetti e costruzioni in legno, senza essere visibili all’esterno. Quindi si sono sviluppate varie tecniche per annientarli. Tra i loro maggiori nemici, gli ortitteri, con zampe robuste e dita forti, che riescono ad abbattere la parete esterna dei nidi, poi con le lingue lunghe prendono molte operaie. Allo stesso modo agiscono anche il formichiere e il pangolino, dal corpo corazzato di squame. Nella fase alare possono essere attaccati da vari uccelli e pappagalli. Molto accanite anche le battaglie contro l’invasione delle formiche tagliatrici e stridulenti. In prima linea appaiono maschi e femmine di maggiore età, mentre i più giovani si trovano nella parte centrale, in modo da sopravvivere di più, assicurando una vita più duratura alla colonia.

I termitai sono veri e propri gioielli architettonici e confortevoli ambienti di vita, sormontati da una massiccia parte aerea di detriti vegetali, terreno,  impastati con feci e saliva, che, seccata, diventa molto dura. Internamente essa contiene, collegate da gallerie, varie camere riservate superiormente a riserve di cibo, poi quelle di coltivazione dei funghi, le stanze con uova e larve ed infine, nella zona più profonda, la stanza del re e della regina. Vero ed unico esempio di coppia duratura al contrario del ruolo solo riproduttivo riservato ai maschi tra api, vespe e formiche.

 

Le forme dei termitai sono svariate: a fungo, ad una sola oppure a più cuspidi, a cilindro e a grappolo. L’orientamento è evidente, con i  lati stretti diretti a Nord e a Sud, mentre i larghi ad Est ed Ovest: così solo una piccolissima parte è esposta al torrido calore del sole a mezzogiorno. Inoltre la disposizione di gallerie e fori esterni assicura una notevole ventilazione, con uscita di aria calda ed entrata di quella più fresca, ricca di ossigeno.

In Brasile, è stata scoperta una megalopoli di termiti, che copre circa 230.000 chilometri quadrati, uguale alle dimensioni della Gran Bretagna. L’altezza più grande di un termitaio può sfiorare i sette metri.

Con noi questi insetti hanno ingaggiato una lotta di lunga data: soltanto negli USA, essi causano una perdita di ben 5 miliardi di dollari all’anno, installandosi in pareti divisorie, mobili e travi di legno.

Accanto alla loro pericolosità e ai grossi danni procurati alle costruzioni in legno, dalle termiti negli ultimi tempi si stanno ottenendo varie idee di applicazioni utili:

  • si potrebbero sfruttare i loro enzimi intestinali, per individuarvi quei geni che trasformano il legno in zuccheri
  • dal legno trattato da esse, si potrebbero ricavare biocombustibili, (come dalle piante di mais e da zucchero)
  • possono essere una buona fonte alimentare, ricca di Ferro e proteine
  • il loro organizzato ed efficiente lavoro di gruppo è stato studiato per ricavarne informazioni utili per i robot
  • Il loro efficiente sistema di areazione già è stato seguito nella costruzione di grandi palazzi, che normalmente richiederebbero costi molto alti per essere refrigerati in modo elettrico.

Crediti fotografici:

disinfestazioni.it/ scienzefapage.it/architetturaecosostenilbile.it)

VIDEO molto interessante e completo  sulle Termiti:

BACHECA su TERMITI:

http://linoit.com/users/dante1955iagrossi/canvases/TERMITI%2Cpalazzi%20di%20savana

Dante Iagrossi

LAUREATO IN FISICA, DOCENTE DI MATEMATICA E SCIENZE ALLE MEDIE, ORA IN PENSIONE, SI E' APPASSIONATO SOPRATTUTTO ALLA BIOLOGIA E PROBLEMATICHE AMBIENTALI. HA SCRITTO VARI ARTICOLI DIVULGATIVI, ALCUNI PUBBLICATI IN RETE, DOPO LA LETTURA DI SAGGI E RICERCHE SCIENTIFICHE.  IL RACCORDO TRA SCUOLA E RICERCA NON E' FACILE, MA SI PUO' TENTARE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.