• 25 Settembre 2022 15:54

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Secondo l’ONU circa 1,6 miliardi di persone nel mondo hanno seri problemi abitativi ed una parte consistente di questa significativa fetta della popolazione mondiale vive in aree rurali, aride o periferiche del pianeta. In un prossimo futuro l’evoluzione della scienza dei materiali potrebbe fornire soluzioni poco costose e facili per fornire una dignitosa abitazione a queste persone.

Una di queste soluzioni è rappresentata dalla costruzione di case attraverso stampanti 3D. Si tratta di un concetto già esplorato che ha soltanto bisogno di essere messo a punto. Diverse imprese statunitensi hanno realizzato a New York e ad Austin, nel Texas, case realizzate attraverso questa tecnologia. In autocarro si portano al cantiere materiali come il calcestruzzo e varie miscele di plastica, sabbia e leganti per poi estruderli con un’enorme stampante 3D.

Uno dei problemi che attualmente né limita una diffusione su larga scala è la carenza di infrastrutture adatte al trasporto di questi materiali. Per ovviare a questo limite si è pensato di ispirarci alla colonizzazione spaziale e specificatamente a quella marziana dove l’unica possibilità di sopravvivenza di una lunga missione umana consiste nel poter sfruttare i materiali del posto.

In Emilia Romagna un’azienda italiana ha pensato di utilizzare il terreno argilloso locale per stampare i componenti dell’abitazione riducendo sensibilmente la complessità, i costi e l’energia necessarie alla costruzione. L’uso dei materiali locali elimina circa il 95% della massa che altrimenti dovrebbe essere trasportata nei cantieri. Un altro metodo dimostrato dall’azienda italiana 3D WASP, in collaborazione con un’altra impresa, si ispira all’utilizzo secolare dei mattoni di fango.

Il processo consiste nel miscelare la materia fangosa con un legante che può essere una fibra di origine naturale, come la canapa. Si pompa il materiale ottenuto in una stampate 3D per costruire una casa in tempi drasticamente più brevi di quelli necessari per edificare una casa in modo tradizionale. Queste strutture abitative arrivate alla fine della loro “vita utile” possono essere riciclate generando un modello circolare, senza sprechi e rifiuti, che risale a decine di secoli fa.

Ma se in Italia siamo ancora nella fase prototipale di questa tecnologia, in Olanda è stata costruita, su impulso di un’amministrazione locale, la prima casa europea abitata realizzata con la tecnica della stampa in 3D. È la casa di Harrie ed Elise Dekkers  a forma di masso gigante, realizzata con una stampante 3D per calcestruzzo. È una casa indipendente, costruita su un piano solo, di 94 metri quadrati di superficie abitabile e si trova nel quartiere di Bosrijk ad  Eindhoven, nel sud dei Paesi Bassi

Con questo metodo di costruzione più sostenibile e decisamente più veloce, l’obbiettivo del governo locale è risolvere il problema della carenza di alloggi in quella zona.

N.B. nella foto la casa dei coniugi Dekkers.

Fonte:

Le Scienze, gennaio 2022, ed. cartacea

Trend-online.com

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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