• 20 Maggio 2022 12:19

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Uno scarabeo indistruttibile

Vive nelle zone desertiche tra il Sud degli Stati Uniti ed il Messico, è lungo circa 2,5 cm e pesa “molto” per gli standard di altri scarabei, ma non è in grado di volare. È il  Nosoderma diabolicum, soprannominato anche “scarabeo corazzato diabolico” un coleottero appartenente alla famiglia delle Zopheridae.

Questo esemplare bruttino di scarabeo ha un’incredibile capacità di sopravvivenza che fondamentalmente dipende da due fattori: la sua straordinaria capacità di “fingersi morto” e soprattutto un indistruttibile esoscheletro. Questo vantaggio evolutivo dipende proprio dall’habitat dello scarabeo corazzato diabolico, territori aride e desertici che costringono questo insetto a rifugiarsi.  compresso, sotto le rocce e la corteccia degli alberi.

La corazza dello scarabeo è formata da chitina immersa in una matrice proteica. La caratteristica che rende durissima questa sorta di corazza è l’uso delle elitre, strutture anatomiche che gli insetti volatori hanno per coprire le ali, per proteggerle da batteri, essiccazione e altre fonti di danno. Nel Nosoderma diabolicum sono invece parte essenziale della sua armatura.

Queste elitre sono poi collegate ad una complessa struttura di supporto che permette a questi insetti di sopportare forze che possono essere 39.000 volte più grandi del suo peso corporeo. Un recente studio, pubblicato su Nature, rivela aspetti sorprendenti di questo scarabeo, ad iniziare dalla capacità di sostenere circa 40mila volte il suo peso. Più o meno come se un essere umano riuscisse a sopravvivere al peso di 600 elefanti impilati uno sopra l’altro.

Attraverso sofisticate analisi i ricercatori hanno stabilito che che nei coleotteri i punti di incastro delle elitre, in caso di sforzo estremo, non si spaccano di netto ma si delaminano. Quanto appreso dallo studio dell’anatomia dello scarabeo diabolico corazzato sta avendo ripercussioni concrete nella produzioni di materiali super resistenti.

Il team di ricercatori ha imitato i pezzi ellittici e ad incastro dell’esoscheletro del coleottero diabolico corazzato utilizzando della plastica rinforzata con fibra di carbonio. Successivamente ha unito il materiale composito biomimetico con un accoppiamento in alluminio. Risultato una struttura più resistenti rispetto a materiali costruiti con tecniche ingegneristiche tradizionali.

Dallo studio di questo straordinario animale si aprono prospettive molto interessanti in campo biologico, fisico, meccanico e della scienza dei materiali.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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