• 4 Maggio 2022 12:36

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La vita dei berlinesi nel maggio del 1945

Due giorni dopo la capitolazione di Berlino tutte le tracce della furiosa battaglia che aveva investito la capitale del Terzo Reich erano ancora presenti: le strade erano disseminate da carcasse bruciate di automobili e carri armati, macerie, pezzi di artiglieria ed ancora moltissimi cadaveri.

Sui muri apparvero i primi ordini della forza di occupazione sovietica che instaurava per i civili un rigido coprifuoco dalle 22 di sera alle 8 del mattino. Era obbligatorio consegnare oltre ad ogni tipologia di arma, anche macchine fotografiche ed apparecchi radiofonici. Il 4 maggio, circa mille cittadini tedeschi si incolonnarono verso l’asse est-ovest della città, nel tratto fra la Porta di Brandeburgo e la Colonna della vittoria, e cominciarono a rimuovere le macerie e riempire i crateri provocati dallo scoppio di bombe e granate. Tutto doveva essere pronto per la parata vittoriosa dell’Armata Rossa.

La preoccupazione principale per i berlinesi era quella di procurarsi il cibo che scarseggiava. Molti negozi erano stati saccheggiati ed i pochi risparmiati dalle violenze erano chiusi. Le forniture di acqua, gas e corrente erano interrotte ed ogni giorno si formavano lunghe file davanti alle poche pompe di acqua potabile disponibili. Questo compito era riservato prevalentemente alla donne che riempivano svariati secchi che poi dovevano trasportare, attraverso una faticosa gimcana tra le macerie, verso le abitazioni di fortuna dove sopravviveva gran parte della popolazione.

Per cucinare poi il poco cibo che si riusciva a procurare era necessario racimolare del combustibile. Si scavava allora nelle macerie alla ricerca di legno da bruciare: porte, infissi di legno, mobili tutto veniva “cannibalizzato” per poter accendere un fuoco o una cucina economica e preparare il cibo. Come per la raccolta dell’acqua si trattava di un lavoro massacrante e l’insieme di queste attività occupava gran parte della giornata dei berlinesi.

Il numero di case distrutte o gravemente lesionate era impressionante. Gran parte dei berlinesi abitava in alloggi di fortuna, nelle cantine di edifici semi distrutti, nei rifugi anti aerei, nelle capanne degli orti urbani. Altri erano costretti a dormire all’addiaccio, in tende improvvisate, soprattutto nel Tiergarten. Anche coloro, una minoranza, che aveva la fortuna di un’abitazione risparmiata dalla furia dei combattimenti non dormivano sonni tranquilli.

I soldati russi potevano entrare in qualunque momento in casa, perquisirla e se trovavano qualunque oggetto di loro gradimento arraffarlo sotto gli occhi impotenti del nucleo familiare. In particolare le biciclette erano tra gli oggetti più desiderati dai soldati dell’Armata Rossa. I russi però non erano gli unici a rubare e saccheggiare, ogni sistema di ordine pubblico era saltato e molti berlinesi non si facevano scrupoli di appropriarsi dei beni altrui. Vigeva di fatto la legge del più forte.

Il trasporto pubblico non esisteva più: niente autobus, treni o metropolitano. Di fatto i berlinesi si spostavano soltanto a piedi ed i più fortunati in bicicletta. Una parte della popolazione poi soffriva dell’assoluta mancanza di informazioni. I giornali non uscivano, il telefono e il servizio postale non erano stati ancora ripristinati, e per molti non esisteva neppure la radio. Questo alimentava le dicerie che si scambiavano soprattutto intorno ai pozzi dove la gente si assiepava per riempire i secchi di acqua che serviva per lavarsi, per bere e cuocere il cibo. Mezze verità e notizie fasulle si mescolavano in un “pastone” che nutriva il bisogno di sapere delle persone.

La grande maggioranza della popolazione però aveva pensieri soltanto per procurarsi il cibo e trovare un riparo per la notte. Il 15 maggio 1945 a esce un nuovo giornale: la “Tägliche Rundschau”, autorizzata dalle forze d’occupazione sovietiche, andò in stampa con un messaggio di Stalin in prima pagina. Due giorni dopo tornò per la prima volta l’acqua corrente e l’8 giugno fu ripristinata invece l’elettricità. Gradualmente iniziò anche ad essere rispristinato il trasporto pubblico anche se condizionato dallo stato delle strade e dalla scarsità di mezzi che faceva si che si formassero lunghe code di attesa alle fermate.

La lunga strada verso la normalità dei berlinesi stava faticosamente iniziando.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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