• 17 Agosto 2022 6:11

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La mattina del 2 maggio 1945, presso il confine austro-bavarese un uomo in bicicletta si ferma al posto di controllo della XLIV divisione di fanteria statunitense e ad un ufficiale comunica che su, a Oberjoch, c’erano gli inventori del missile V2, che chiedevano di parlare con il generale Dwight D. Eisenhower!

Quell’uomo che parlava un inglese fluente si chiamava Magnus Braun ed era il fratello di Wernher von Braun, uno dei padri del programma missilistico tedesco. Dopo un lungo interrogatorio gli fu concesso un lasciapassare per far ritorno al confortevole Sporthotel Ingeburg, dove negli ultimi giorni di aprile era stato trasferito il team di scienziati del centro di ricerca militare (Heeresversuchsanstalt, Hva) di Peenemünde con a capo Walter Dornberger e Wernher von Braun. Gli scienziati tedeschi avevano appreso della morte di Hitler attraverso la radio il giorno prima, il 1 maggio.

Dornberger e von Braun avevano deciso di consegnarsi agli americani certi che il loro know-how avrebbe rappresentato una preziosa “merce di scambio”. Alle 14 di quel due maggio, dopo che il fratello aveva riportato le condizioni degli americani, i due caricarono dei bagagli su una vettura e scesero a valle. I soldati americani li trasferirono in una villa a Reutte dove cenarono frugalmente.

Il mattino dopo il team di scienziati tedeschi, con Dornberger e von Braun in testa, quest’ultimo ancora con un braccio ingessato a causa di una frattura subita qualche settimana prima, furono presentati ai giornalisti che scattarono numerose foto.

Von Braun si mise subito a disposizione degli americani per trasferire i segreti delle sue V2. Per molto tempo interpretò il personaggio dello scienziato apolitico costretto alla collaborazione con i militari di Hitler. In realtà la sua vicenda umana, professionale e politica era tutt’altro che limpida. Nato nel 1912 a Wirsitz, nella provincia di Poznań, Wernher von Braun era cresciuto nell’ambiente nazionalista di una famiglia aristocratica della Pomerania.

Suo padre, il barone Magnus era stato Ministro nel governo di Van Papen, predecessore di Hitler che aveva dato il colpo di grazia alla Repubblica di Weimar. Appassionato di missili fin dalla più tenera età, Wernher a soli 20 anni, diventa collaboratore di un programma missilistico dello Heereswaffenamt, l’agenzia per gli armamenti dell’esercito tedesco.

I laboratori erano situati nella periferia sud di Berlino ma nel 1936 furono trasferiti a Peenemünde, sull’isola di Usedom, nel Mar Baltico. Brillante tecnico ed ottimo manager nel 1937 von Braun viene nominato direttore tecnico del centro di ricerca militare di Peenemünde. Lo stesso anno fece domanda per diventare membro della Nsdap. Nel 1940 entrò nelle Ss; tre anni dopo, Himmler lo promosse a Sturmbannführer. Fra i suoi compiti più importanti, lo sviluppo di un missile balistico.

Nel 1942 avviene il primo test dei razzi V2, la cosiddetta arma di rappresaglia da usare contro la Gran Bretagna. Nel luglio 1943 von Braun viene ricevuto da Hitler in persona nella Tana del Lupo, il suo quartier generale, insieme al Direttore del centro di ricerca di Peenemünde, Walter Dornberger. Hitler era entusiasta dei progressi compiuti e conferì il titolo di “professore” a von Braun, che il nostro utilizzò senza pudore per tutti gli anni Cinquanta.

Nella notte fra il 17 e il 18 agosto 1943, la Royal Air Force britannica bombardò Peenemünde, causando notevoli distruzioni. Di conseguenza la produzione di serie fu trasferita in una galleria del Kohnstein, presso Nordhausen, nel Südharz. La scarsezza di manodopera che rallentava il programma missilistico fu risolta utilizzando i prigionieri del campo di concentramento Mittelbau-Dora, che furono costretti a montare i missili V2 in condizioni inumane.

Quando nel 1945 fu interrogato dagli americani in proposito negò di sapere in quali condizioni e circostanze fossero impiegati questi veri e propri schiavi dai nazisti. Fu una colossale menzogna perché von Braun partecipò attivamente a diverse riunioni per “risolvere” la mancanza di manodopera attraverso gli internati di Mittelbau-Dora. Gli americani però non erano interessati a “bruciare” il prezioso scienziato che adesso lavorava per loro.

Secondo le stime più prudenti, nel lager Mittelbau-Dora persero la vita fra i 16.000 e i 20.000 prigionieri. Qui furono costruiti circa 6000 missili V2, quasi la metà vennero lanciati, per lo più su Londra e sulla città portuale di Anversa. In Inghilterra i V2 uccisero circa 3000 persone ed un numero pressocchè uguale in Belgio. Nel settembre del 1945, von Braun e il suo staff furono trasferiti a Fort Bliss, in Texas. Per tutti gli anni Cinquanta von Braun lavorò come direttore tecnico del centro missilistico americano a Huntsville, in Alabama. Nel 1960 collaborò con l’agenzia per la ricerca spaziale Nasa ricoprendo cariche direttive e per la quale collaborò attivamente nello sviluppo del gigantesco razzo Saturn V.

Von Braun con John F. Kennedy

Questo  razzo multistadio a propellente liquido, non riutilizzabile, usato dalla NASA nei programmi Apollo porterà gli americani nel 1969 sulla Luna segnando l’apice della carriera di von Braun. La sua fama di geniale inventore di razzi e missili, e capostipite del programma spaziale statunitense iniziò a declinare soltanto dopo la sua morte, avvenuta ad Alexandria il 16 giugno 1977, all’età di 65 anni a causa di un tumore al pancreas, quando alcuni storici “riesumarono” gli stretti rapporti che von Braun aveva avuto con il Partito Nazista e con Hitler.

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Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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