• 5 Gennaio 2022 14:07

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Tra le spiegazioni sulla natura della materia oscura una delle più accreditate è che essa sia costituta da speciali particelle chiamate WIMP (acronimo di Weakly Interacting Massive Particles, ovvero “particelle massive debolmente interagenti”. Debolmente interagenti al punto tale che, se si avesse a disposizione un cubo di piombo con gli spigoli lunghi 200 anni luce, cioè enorme, una singola particella di materia oscura avrebbe il 50% di probabilità di passarvi attraverso senza interagire con nulla. 

La caccia a queste sfuggenti particelle è stato l’obiettivo dell’esperimento DAMA installato a centinaia di metri sotto la superficie terrestre presso i  Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, in Italia. DAMA è stato progettato e realizzato per investigare la presenza di particelle di materia oscura nell’alone galattico utilizzando la marcatura indipendente da modelli detta della modulazione annuale. Infatti, a seguito del suo moto di rivoluzione intorno al Sole, che, a sua volta, si muove nella Galassia, è atteso che la Terra sia attraversata da un flusso maggiore di particelle di materia oscura intorno circa al 2 giugno (quando la sua velocità si somma a quella del sistema solare nel riferimento della Galassia) e da un flusso minore intorno circa al 2 dicembre (quando le due velocità si sottraggono).

Ebbene questa collaborazione internazionale da diverso tempo sostiene attraverso una serie osservazioni e studi, frutto dell’analisi dei dati di DAMA, di essere certi di essere riusciti a individuare la materia oscura, e in particolare di aver osservato particelle di materia oscura che collidono con nuclei atomici di materia ordinaria all’interno del loro rivelatore.

Adesso però dopo oltre un anno e mezzo di osservazioni sono stati pubblicati i risultati dell’esperimento sudcoreano COSINE-100 che replicava il protocollo di DAMA. L’articolo apparso su <<Science Advance>> purtroppo, smentisce i risultati dichiarati da DAMA. Realizzato proprio per verificare le osservazioni di materia oscura di DAMA, l’esperimento COSINE-100, collocato sotto uno strato di 700 metri di roccia nel laboratorio sotterraneo di Yangyang, impiega come materiale di rilevazione oltre 100 chilogrammi di ioduro di sodio drogato con tallio, la stessa “miscela” usata da DAMA. Delle WIMP però nessuna traccia. COSINE-100 non ha confermato le osservazioni italiane andando ad aggiungersi ad altri esperimenti tesi alla caccia alla materia oscura che però al momento non hanno avuto solide ed affidabili evidenze.

C’è di più: uno studio teorico pubblicato nel 2020 aveva già suggerito che i segnali osservati da Dama potrebbero non essere dovuti all’osservazione della materia oscura, ma ad altri fenomeni. In Italia lo studio coreano non è stato preso bene, Rita Bernabei, che coordina l’esperimento DAMA ha scritto a <<Science>> affermando di “aver già dimostrato che le ipotesi riportate [dagli altri ricercatori, nda] sono insostenibili e che le loro conclusioni non hanno valore”.

Al di la delle diatribe tra scienziati e ricercatori, l’unico fatto certo è che la materia oscura rimane tale, nessuna luce (vera) per adesso si intravede all’orizzonte.

Fonti:

Le Scienze, gennaio 2022, ed. cartacea

Galileonet.it

alcune voci di Wikipedia

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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