• 1 Maggio 2022 15:01

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Rilevate molecole di ossigeno su un pianeta extrasolare. La scoperta è stata effettuata da un gruppo internazionale guidato dall‘Inaf. La presenza di molecole di ossigeno è stata rilevata, per la prima volta con sicurezza, nell’atmosfera di un pianeta esterno al sistema solare.

Il pianeta in questione è Kelt-9b, un mondo che presenta delle temperature roventi, il più caldo tra quelli osservati fino ad ora. Kelt-9b, un gigante inospitale per le forme di vita, possiede delle temperature diurne che superano i 4.000 gradi, in grado di fondere il ferro.

La scoperta risulta essere molto importante, poiché agevolerà la ricerca di ossigeno nell’atmosfera di pianeti più temperati, e quindi, più simili alla Terra. La ricerca eseguita è stata pubblicata su Nature Astronomy da un gruppo internazionale guidato da Francesco Borsa, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) a Milano.

Il pianeta Kelt-9b

Kelt-9b è situato a 650 anni luce da noi, verso la costellazione del Cigno. Il pianeta è caratterizzato da una massa 2,8 volte maggiore di quella di Giove, ma con una densità due volte più bassa. I ricercatori, per riuscire a caratterizzare il pianeta, hanno rilevato le impronte digitali dell’ossigeno atomico nello spettro del pianeta.

Le sue temperature così alte sono causate dalla sua orbita, situata molto vicino alla sua stella madre. Il pianeta, infatti, completa un giro in appena 36 ore. Il team di ricerca, fin dalla sua scoperta, ha cercato di comprendere la natura di un oggetto così caldo, nonché il motivo per cui non si disintegra essendo così vicino alla sua stella.

Il rilevamento delle molecole di ossigeno è stato eseguito attraverso delle simulazioni della sua atmosfera. Queste sono state condotte da Luca Fossati, dell’Accademia austriaca delle scienze. Il team di ricerca ha quindi creato uno dei modelli informatici più avanzati, in grado di simulare le atmosfere presenti negli esopianeti caldi.

Il modello prodotto ha permesso di ricreare una simulazione delle principali proprietà dell’atmosfera, permettendo così di prevedere la struttura, la composizione e la temperatura con una precisione senza precedenti.

Le simulazioni effettuate sul pianeta Kelt-9b corrispondevano alle precedenti osservazioni effettuate su altre tipologie chimiche, come nel caso dell’idrogeno, nella sua atmosfera. Queste hanno indicato la possibile rilevazione di atomi di ossigeno.

Altre informazioni

I ricercatori, per poter analizzare le atmosfere di questi pianeti utilizzano il metodo dei transiti, ossia delle piccole eclissi prodotte quando il pianeta passa davanti alla sua stella. La luce della stella madre, durante il transito, attraversa l’atmosfera del pianeta, questo consente di studiarne le caratteristiche fisiche e la composizione.

Francesco Borsa, ricercatore dell’Osservatorio Astronomico di Brera (INAF), che sta portando avanti la ricerca, ha affermato che: “Il nostro team ha rilevato tracce di ossigeno atomico nello spettro del pianeta. Poiché KELT-9b è un pianeta gigante gassoso molto caldo, questo rilevamento non è un’indicazione della presenza di vita, ma è il primo rilevamento definitivo di atomi di ossigeno. atmosfera di un esopianeta”.

Denis Shulyak, ricercatore presso l’Istituto di Astrofisica dell’Andalusia (IAA-CSIC) che sta partecipando alla ricerca, ha spiegato che: “L’accordo tra il modello e le osservazioni è una pietra miliare nella nostra esplorazione di pianeti al di fuori del sistema solare. Questo dimostra che ora possiamo creare modelli realistici di esopianeti, migliorando così in maniera significativa, la nostra capacità di comprendere le atmosfere di quelli più caldi”.

Denis Shulyak, conclude affermando che: “Un giorno magari riusciremo anche ad effettuare osservazioni simili delle atmosfere possedute da pianeti più piccoli e più freddi”.

Conclusioni

Il team di ricerca, riprendendo in esame le osservazioni precedenti di Kelt-9b, realizzate con il telescopio dell’osservatorio di Calar Alto insieme allo spettrografo Carmenes, ha potuto confermare la previsione del modello teorico.

Le tracce di molecole di ossigeno sono state sempre presenti sul pianeta, ma non erano state rilevate nelle precedenti analisi. I dati hanno infatti dimostrato che, nonostante il pianeta perda con il tempo una certa quantità di ossigeno dalla sua calda atmosfera, questa non è sufficiente per farla completamente finire nel breve periodo. La vicinanza con la sua stella non aiuta. Questa infatti crea forti turbolenze e tempeste con venti impetuosi nell’atmosfera, che possono anche raggiungere i 40.000 chilometri orari.

FONTI:

https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2021/12/23/ce-ossigeno-sul-piu-rovente-dei-pianeti-alieni-_6b2235f5-8224-41a6-b3b0-339883401428.html?fbclid=IwAR2wMDIXeGmL0Ra4JM6iIqwEPxHExsn6Duq8nyOWtW4_m1aIBiSlmnsSMdk

https://www.heraldo.es/noticias/internacional/2021/12/22/hallan-oxigeno-atmosfera-planeta-extrasolar-mas-caliente-conocido-1542254.html

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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