• 6 Gennaio 2022 0:56

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Storia di una canzone: Suzanne di Leonard Cohen

Leonard Cohen ha trentadue anni nel 1966 ed attraversa un momento di crisi. Ha trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita a studiare, scrivere e girare per il mondo. Autore di poesie e due romanzi che hanno avuto un modesto successo commerciale in Canada e negli Stati Uniti si ritrova adesso, alle soglie della completa maturità senza una professione in grado di fargli vivere una vita decorosa.

Sente in se una profonda vocazione artistica e decide allora di darsi alla musica e per la precisione da buon autore di poesie al cantautorato, un po’ sulla falsa riga di Bob Dylan. Leonard di musica però ci capisce poco, suona in modo piuttosto maldestro la chitarra ed il pensiero di cantare in pubblico gli produce veri e propri attacchi di panico.

Nonostante questo si applica verso questo nuovo obiettivo e scrive alcune canzoni, una di queste la illustra alla madre che vive in una bella casa a Montreal, Canada dove Leonard è nato il 21 settembre 1934. La canzone si chiama Suzanne e si ispira liberamente ad una ballerina Suzanne Verdal, compagna di un amico scultore, conosciuta qualche tempo prima.

La canzone immagina una visita a casa sua sul fiume St. Lawrence, e le fantasie scatenate da una visita a una piccola chiesa dei marinai sempre a Montréal, la Chapelle de Bonsecours. Si tratta di un brano criptico, sfuggente che mescola visioni e realtà, accompagnate da sofisticati arpeggi di chitarra. A chi proporre questo piccolo gioiello? Qualcuno gli ha suggerito di contattare una cantante canadese molto in voga in quel periodo Judy Collins ed è quello che Leonard decide di fare in casa della mamma.

Di più. Con un coraggio che non pensa di avere canta al telefono Suzanne. La Collins apprezza a tal punto che né farà il brano di punta di uno dei suoi migliori LP, “In my life”. La vena d’autore di Cohen è così apprezzata dalla pop star canadese che canterà altre sue canzoni. Questo successo come autore di brani spinge Leonard a fare il passo successivo, nell’agosto del 1967, a New York, registra il suo primo album, che oltre alla sua versione inconfondibile di Suzanne, contiene brani quali Sisters Of Mercy, So Long Marianne e altre canzoni che faranno epoca.

Nel frattempo ha conosciuto di persona Judy Collins che lo convince a cantare in pubblico durante un benefit pacifista contro la guerra in Viet Nam alla Town Hall, 30 aprile 1967. Un conto è la scelta razionale ed un conto è però domare le emozioni una volta calcato il palcoscenico. Leonard ha appena attaccato Suzanne che si interrompe bloccato dal panico ed abbandona il palco.

Convinto da applausi ed incoraggiamenti ritornerà sui suoi passi e canterà per intero la sua canzone più famosa. Sarà un trionfo. Leonard non dimenticherà mai questa prima volta, anche dopo cinquant’anni di carriera durante la quale canterà Suzanne centinaia di volte.

Leonard Cohen muore a Los Angeles il 7 novembre 2016, all’età di 82 anni.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

2 commenti su “Storia di una canzone: Suzanne di Leonard Cohen”
  1. Che dire che non sia già stato detto e scritto riguardo a Cohen? Se non che Il nostro grande De Andrè ha interpretato da par suo le più belle canzoni (ma forse è riduttivo chiamarle canzoni) del poeta canadese.

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