• 17 Maggio 2022 12:36

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Una vista da “falco”? Bevi qualche tazzina di caffè….

Una delle più importanti abilità del sistema visivo umano (ed anche di moltissimi animali) è l’acutezza visiva o acuità visiva o visus, definita come la capacità dell’occhio di percepire e quindi di risolvere anche i dettagli più fini degli oggetti osservati, in specie quelli in movimento.

Si tratta della capacità che ha il nostro apparato visivo di distinguere due punti vicini come separati: con quanto più si percepiscono distinti, maggiore sarà l’acuità visiva. Complicando un po’ le cose possiamo dire che l’acuità visiva è la misurazione dell’angolo minimo sotto cui devono essere visti due punti separati. Come è facile intuire questa capacità è stata fondamentale per l’evoluzione umana, soprattutto nel lontano passato quando individuare oggetti in movimento poteva rappresentare una questione di vita o di morte per i nostri antenati.

Non dobbiamo però fare l’errore che oggi l’acuità visiva sia meno importante. Ad esempio attraversare un incrocio trafficato richiede una notevole capacità di osservare i dettagli degli oggetti in movimento e un certo livello di acuità visiva, abilità che diamo per scontata.

Per la prima volta uno studio ha focalizzato l’influenza della caffeina sull’acuità visiva ed i risultati sono interessanti e non scontati. I ricercatori hanno svolto lo studio su 21 persone con un’età media di 22,5 anni che erano consumatori di bassi livelli di caffeina. Alcuni dei soggetti dovevano assumere, per due giorni, 4 mg per ogni kilogrammo di peso corporeo di caffeina.

Si procedeva quindi ad una doppia misurazione della loro acutezza visiva, un’ora prima dell’assunzione della caffeina e un’ora dopo. Lo studio constata che l’assunzione della caffeina portava ad una precisione maggiore per quanto riguarda l’intercettazione dei percorsi di movimento e una velocità più grande nell’intercettare stimoli in movimento più piccoli.

Inoltre si riscontravano miglioramenti nella velocità del movimento oculare e sul contrasto delle immagini, che incrementavano la capacità di definizione, oltre ad altre caratteristiche correlate all’acutezza visiva dinamica. Probabilmente però il risultato più significativo che lo studio sottolinea è che la caffeina ha un’influenza positiva non soltanto sugli stimoli visivi ma anche nella prontezza con il quale il nostro cervello li elabora alfine di assumere una decisione coerente e tempestiva.

Il booster che la caffeina produce nel migliorare la vigilanza e le sensazioni di prontezza nonché la capacità di rilevare con rapidità e precisione i bersagli in movimento è particolarmente utile quando guidiamo, pratichiamo sport o andiamo in bicicletta.

Sia pure in dosi minori la caffeina non è presente soltanto nell’amato caffè ma la possiamo riscontrare in dosi variabili anche in:

-the, tisane, integratori alimentari
-bevande analcoliche (anche la Lemonsoda!)
-bevande al malto e cioccolato
-cereali per la colazione
-gelati, caramelle e dolci
-prodotti da forno
-bevande energetiche

L’assunzione maggiore avviene però attraverso il consumo di caffè. Quante tazzine di caffè dovremmo prendere per raggiungere la dose utilizzata nello studio che abbiamo citato e quindi ottenere quegli effetti migliorativi dell’acutezza visiva? Ai volontari venivano somministrati 4mg di caffeina per ogni chilogrammo di peso corporeo. Immaginiamo quindi un uomo di circa 70 kg di peso, la quantità da somministrare è ricavabile da una banale moltiplicazione 4×70=280mg.

E veniamo alla tazzina di caffè. Tra un espresso al bar ed un caffè con la moka quest’ultimo contiene un po’ più di caffeina. Una tazzina di caffè fatto con la moka contiene circa 120 mg di caffeina. Quindi per giungere al livello di caffeina somministrata nello studio occorrono circa due tazzine e mezzo di caffè fatto con la moka.

Fonti:

alcune voci di Wikipedia

fattiuncaffè.it

notiziescientifiche.it

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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