• 25 Aprile 2022 23:35

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La bava di lumaca è davvero l’elisir contro l’invecchiamento della pelle?

Inizialmente diffusi nei paesi dell’estremo oriente, ad iniziare dalla Corea, i prodotti cosmetici a base di bava di lumaca si sono diffusi impetuosamente anche in Occidente. Sono prodotti di fascia medio-alta, generalmente acquistate da persone mature, con buona disponibilità finanziaria e che intendono vendere “cara la pelle” contro l’invecchiamento naturale e le conseguenze dovute ad un eccesso di radiazione solare e/o inquinamento.

Le creme alla bava di lumaca promettono diversi benefici per la pelle:

  • Migliorano l’aspetto delle rughe, smagliature e cicatrici;
  • Contrastano la comparsa di acne grazie alla presenza tra le sue componenti dell’acido glicolico che ha potere esfoliante e rigenerante;
  • Hanno proprietà antiossidanti in grado di proteggere la pelle dall’azione dei radicali liberi;
  • Hanno proprietà idratanti che permettono di ripristinare un buon grado di idratazione della pelle

Ma le cose da un punto di vista scientifico stanno davvero così?

Chimicamente parlando la bava di lumaca è una miscela complessa formata al 90% da acqua, con una grossa capacità umettante ed idratante conferita dai proteoglicani e glicosamminoglicani dell’acido ialuronico e del collagene. Queste molecole si comportano un po’ come le spugne: assorbono l’acqua e la trattengono. C’è una certa componente esfoliante rappresentata dall’acido glicolico ed una componente antimicrobica conferita da alcuni peptidi in grado di inibire la crescita dei batteri.

Queste sono le “qualità” sbandierate dal marketing che spinge per l’acquisto di questi prodotti cosmetici. In realtà esistono molti studi in vitro su queste molecole e pochissimo in vivo. Questi ultimi sono quelli che vengono effettuati su esseri viventi, animali o uomo e sono indispensabili perché sono gli unici che possono prevedere con un alto tasso di probabilità quello che accadrà sugli effetti che una sostanza avrà su un organismo umano.

Fra gli studi in vitro più citati , ovvero quelli realizzati sulle cellule in coltura in un laboratorio, vi è quello che afferma che la bava di lumaca ha un certo potere anti ossidante e di produzione del collagene. Tra i pochi studi in vivo merita un segnalazione quello condotto in California nel 2013 finanziato da un’azienda che produce prodotti a base di bava di lumaca.

Ad un gruppo di 25 persone con segni di foto invecchiamento (pelle danneggiata da un’eccessiva esposizione solare) è stata somministrata su metà del volto, per 12 settimane, una crema a base di bava di lumaca e sull’altra metà un placebo. I risultati hanno indicato un modesto e temporaneo miglioramento delle rughette intorno agli occhi per la parte del volto trattata con bava di lumaca. Un risultato ampiamente inferiore alle attese dovuto alle proprietà delle molecole presenti nella bava delle lumache che avevano prodotto una sorta di “effetto lifting” sulla pelle intorno agli occhi.

In conclusione non soltanto non c’è da aspettarsi niente di miracoloso da questi prodotti ma il consumatore deve riflettere attentamente se vale la pena spendere di più per risultati così labili che non giustificano il maggior costo a cui vanno incontro.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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