• 21 Gennaio 2022 6:36

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Caratterizzate da foglie con estremità appuntite, dal latino “acer”, esistono più di 200 specie di aceri, appartenenti alla famiglia delle Sapindacee, piante a foglie caduche, che hanno origine in Europa, Estremo Oriente e Nord America. Da noi si trova l’acero campestre, che non supera i 15 metri di altezza, dal tronco piccolo, ma ramificato, tortuoso e con  chioma densa, dotato di corteccia liscia grigio-marrone, e radici profonde. Usato in lavori di intaglio, il suo legno, duro eppure facile da lavorare, già nel ‘600 veniva adoperato da Stradivari per costruire violini.

Le foreste settentrionali canadesi in autunno si rivestono di bellissimi colori, che vanno dal giallo oro all’arancione, dal cremisi allo scarlatto, dovuti ai  pigmenti di vari colori contenuti nelle foglie, caroteni (arancione), xantofille (giallo), antocianine (viola e rosso), prima occultati dal verde intenso della clorofilla. L’acero da zucchero (A. saccarum), che può arrivare ad altezze considerevoli, comprese tra i 30 e i 40 metri, possiede larghe foglie lobate, tanto comuni da diventare simbolo stesso del Canadà, riportato nella bandiera nazionale.

I fiori sono invece piccoli, fino a mezzo cm, di colore giallo-verde, raccolti in corimbi; i frutti, samare di 2,5 cm, con ali divergenti, capaci di arrivare a notevoli distanze portatati dal vento, diventano bruni in autunno. Lo squisito sciroppo si ottiene dalla linfa zuccherina, che contiene una quantità di saccarosio che varia dall’uno al 4 %. In primavera è l’alternarsi tra gelo notturno e disgelo di giorno a creare un flusso della linfa, prima solida poi liquida, verso l’esterno, da un piccolo    foro praticato nella corteccia.

Viene quindi raccolta in recipienti, portata in vasca, dove è bollita, fino a diventare concentrata di zucchero al 67%.Occorrono 40 litri di linfa per avere un solo litro di sciroppo, che è largamente consumato sui plumcake, ma anche su carni di maiale e insalate. Dalla linfa si ricavano anche creme e burro, oltre che zucchero granulare, meno calorico di altri più usati. Oltre ad essere buonissimo, lo sciroppo è ricco di sali minerali e vitamine, e possiede anche proprietà energetiche e depurative.

Il legno abbastanza resistente è invece adoperato per vari oggetti commerciali, in particolare  tavole di skateboard, con multistrati di 7 o 9 mm.

Probabilmente per il colore rosso sangue delle sue foglie autunnali, l’acero era ritenuto l’albero della paura e per questo veniva piuttosto  evitato dagli antichi Romani. In alcune zone di Francia e Germania, si pensava addirittura che le cicogne portassero rametti di acero nei loro nidi per allontanare i pipistrelli, evitando che danneggiassero le proprie uova.

Secondo una suggestiva leggenda nordamericana, nella prima creazione divina del mondo, il succo degli aceri scorreva sempre e gli abitanti di un villaggio ne bevevano spesso, trascurando il lavoro dei campi, che quindi si ricoprirono di erbacce. Allora il dio Glooskap, adirato, bloccò la linfa, e rivelò alle persone che se avessero voluto una bevanda migliore, avrebbero dovuto tornare al lavoro e insegnò anche come trasformare la linfa in sciroppo, più dolce e denso.

Testo di riferimento: “Il giro del mondo in 80 alberi” di Jonathan Drori, (ed. ippocampo).

Crediti fotografici: girovagate.it/ simplyeducation.it/ it.freepik.com

 VIDEO su Sciroppo d’acero:

Dante Iagrossi

LAUREATO IN FISICA, DOCENTE DI MATEMATICA E SCIENZE ALLE MEDIE, ORA IN PENSIONE, SI E' APPASSIONATO SOPRATTUTTO ALLA BIOLOGIA E PROBLEMATICHE AMBIENTALI. HA SCRITTO VARI ARTICOLI DIVULGATIVI, ALCUNI PUBBLICATI IN RETE, DOPO LA LETTURA DI SAGGI E RICERCHE SCIENTIFICHE.  IL RACCORDO TRA SCUOLA E RICERCA NON E' FACILE, MA SI PUO' TENTARE

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