• 20 Gennaio 2022 13:32

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Sale: uno studio rivela, per la prima volta, come agisce sui neuroni del cervello

Un nuovo studio rivela, per la prima volta, in quale modo il sale agisce sui neuroni del cervello. Il recente studio, svolto da un team di ricercatori dell’Università Statale della Georgia, ha evidenziato in quale modo il consumo eccessivo di sale riesce ad influire su determinare aree del nostro cervello.

Lo studio in questione, il primo nel suo genere, ha rivelato delle nuove sorprendenti informazioni per quanto riguarda la relazione che esiste tra l’attività dei neuroni, il flusso sanguigno nel cervello e su come il nostro cervello viene influenzato dal consumo di sale.

I neuroni, nel momento in cui si attivano, generalmente innescano un rapido aumento del flusso sanguigno. Questa condizione è nota con il nome di accoppiamento neurovascolare o iperemia funzionale, e avviene attraverso la dilatazione dei vasi sanguigni nel cervello, le cosiddette arteriole.

Le ricerche precedenti, riguardanti l’accoppiamento neurovascolare, si sono concentrate sulle aree superficiali del cervello, come ad esempio la corteccia cerebrale. I ricercatori hanno soprattutto esaminato in quale modo si modifica il flusso sanguigno in risposta agli stimoli sensoriali provenienti dall’ambiente, come quelli visivi e uditivi.

Gli scienziati, al momento sanno ben poco se gli stessi principi si possono applicare alle regioni cerebrali più profonde, sempre in correlazione con gli stimoli prodotti dal corpo stesso. Questi sono noti come i segnali interocettivi.

La ricerca

Il team internazionale guidato da Javier Stern, professore neuroscienze alla Georgia State University per approfondire questo aspetto, ossia la relazione tra il sale ed il cervello che influisce nelle regioni profonde del cervello, ha creato un nuovo approccio. Questo combina insieme le tecniche chirurgiche e neuroimaging all’avanguardia.

Il team di ricerca si è soprattutto concentrato sull’ipotalamo, una regione cerebrale profonda che viene coinvolta in funzioni corporee critiche, tra cui il bere, il mangiare, il regolare la temperatura corporea e la riproduzione. La ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista Cell Reports, ha analizzato attentamente in quale modo il flusso sanguigno all’ipotalamo è mutato con l’assunzione di sale. 

Ma perché proprio il sale? Perché il nostro corpo deve necessariamente equilibrare, in maniera molto attenta, i livelli di sodio nell’organismo. Come spiega Jevier Stern, il cervello, quando si assume del cibo salato, lo percepisce, e di conseguenza, mette in moto una serie di meccanismi compensatori per riuscire a ristabilire a dei valori normali i livelli di sodio.

Questo meccanismo in parte viene attivato dai neuroni, che innescano il rilascio di vasopressina, un ormone antidiuretico che ha un ruolo fondamentale nel mantenere la corretta concentrazione di sale nell’organismo. 

I ricercatori hanno notato un aumento tra l’attività di neuroni e una diminuzione del flusso sanguigno nell’area dopo l’assunzione di sale. Una condizione sorprendente, visto che la vasocostrizione, secondo quanto dichiarato da Jevier Stern “è l’opposto di ciò che la maggior parte delle persone ha descritto nella corteccia in risposta ad uno stimolo sensoriale”. L’abbassamento del flusso sanguigno, solitamente, è collegato a determinate malattie, come l’ictus, l’ischemia o l’Alzheimer.

Conclusioni

I nostri livelli di sodio, nel momento in cui assumiamo molto sale, restano alti per molto tempo. I risultati ottenuti dalla nuova ricerca producono molti quesiti interessanti su come l’ipertensione possa in realtà influenzare il nostro cervello. Inoltre, è stato scoperto che il 60% dell’ipertensione dipende dal sale che assumiamo in maniera eccessiva. 

Chi assume molto sale rischia un’iperattivazione dei neuroni della vasopressina, un meccanismo che può provocare un’eccessiva ipossia, che a sua volta può comportare dei danni ai tessuti nel cervello. I ricercatori sperano che con il nuovo studio si possa utilizzare lo stesso approccio per poter analizzare altre regioni e malattie del cervello, tra cui la depressione, l’obesità e le condizioni neuro-degenerative.

La ricerca ha prodotto dei risultati molto importanti che potrebbero essere usati per contrastare l’ipertensione provocata dal sale. Il team prima dovrà effettuare altri studi ed esperimenti, anche su modelli animali, per comprendere di più il collegamento che esiste tra questo fenomeno specifico e l’ipertensione provocata dall’assunzione di sale.

FONTE:

https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/sale-come-agisce-sui-neuroni-del-cervello/

https://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(21)01398-X

https://notiziescientifiche.it/assunzione-di-sale-ecco-cosa-accade-nel-cervello/

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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