• 17 Giugno 2022 14:17

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Marte, rintracciate tracce di molecole organiche. Forse sta volta è stata individuata la prova di una vita? Secondo i ricercatori le tracce di molecole individuate potrebbero non essere di origine geologica, bensì di una vita che era presente nel passato del pianeta. La scoperta è in parte frutto di un caso fortuito.

Il trapano di Curiosity, mentre il rover era situato alla base del Monte Sharp, ha smesso di funzionare. I ricercatori, a causa di ciò, hanno deciso di testare la nuova tecnica di chimica umida. Questa consiste nel versare la terra, che era stata raccolta, in un recipiente già riempito con una miscela chimica.

Le molecole rilasciate sono state intrappolate e successivamente analizzate, rilevando così che erano di origine organica, una scoperta che mai nessuna agenzia spaziale aveva svolto fino ad ora su Marte. La scoperta è stata pubblicata, in maniera dettagliata, in un articolo su Nature Astronomy..

Il rover Curiosity aveva già precedentemente rilevato delle molecole organiche sepolte nei sedimenti marziani, un composto ritenuto fin da subito appartenente a dei processi biologici. Per quelli individuati ora, secondo i ricercatori, potrebbe esserci una diversa lettura, visto che sono state individuate in un luogo in cui, in ere precedente, era presente l’acqua.

Sample Analysis at Mars

La ricerca

Gli esperimenti di chimica umida, da poter svolgere attraverso il Sample Analysis at Mars, presente sul rover Curiosity della NASA, sono stati appositamente ideati per poter facilitare le analisi gascromatografiche di spettrometria di massa di molecole polari, come nel caso di amminoacidi e di acidi carbossilici. 

Sam è dotato di ben 74 “tazze” che possono contenere ed esaminare i campioni. Di questi 65 sono vuote e mantengono riscaldato il materiale per studiarlo, e altre 9 invece includono solventi per analizzare i campioni in maniera differente, come avvenuto in questo caso.

Il metodo utilizzato, basato sulla chimica umida, si serve quindi di una particolare miscela chimica. Una volta prelevato il campione viene inserito in questa miscela, che consente di rilevare vari componenti fra cui le nuove molecole organiche.

L’esperimento svolto non ha individuato derivati ​​degli amminoacidici, le unità base che compongono le proteine. Nonostante ciò, sono stati rilevati l’acido benzoico chimicamente derivatizzato e l’ammoniaca. Inoltre, sono stati rintracciati spettri di massa corrispondenti all’acido fosforico derivatizzato e al fenolo, così come diverse molecole contenenti azoto e composti ad alto peso molecolare non ancora identificati.

Maëva Millan, ricercatrice al Goddard Spaceflight Center della NASA, ha spiegato che: “Questo esperimento è certamente di successo, anche se non abbiamo trovato quello che cercavamo, cioè le firme biologiche, abbiamo dimostrato che questa tecnica è davvero promettente”.

Dune di Bagnold, nel cratere di Gale

Il rover Curiosity e la “chimica umida”

Curiosity ha identificato le molecole utilizzando la nuova tecnica, basata appunto sulla “chimica umida”. Il rover, dopo aver prelevato un campione di suolo dalle Dune di Bagnold, nel cratere di Gale, ha analizzato il materiale con il nuovo metodo. I ricercatori ritengono che queste prove probabilmente non sarebbero state scoperte con un’analisi più tradizionale.

La scoperta non è ancora una prova certa di vita su Marte, ma potrebbe comunque aiutarci a comprendere ulteriori informazioni. Curiosity, mentre testava questa nuova tecnica per riuscire a trovare tracce di vita su Marte, si è imbattuto in questi elementi che potrebbero fornire un primo indizio.

Conclusioni

I ricercatori stanno attualmente esaminando l’origine di questi composti, compresi quelli che potrebbero essere interni all’analisi del campione raccolto su Marte. L’esperimento di derivatizzazione svolto su Marte ha notevolmente ampliato la conoscenza delle molecole presenti nei campioni marziani. Inoltre, ha dimostrato le potenzialità dello strumento, che potrebbe consentire un’ulteriore ricerca di molecole organiche polari di natura biotica o prebiotica. L’obiettivo finale è quindi quello di analizzare e trovare delle biofirme, che sono indicatori di possibili forme di vita passata su Marte.

Il team di ricercatori, che ha condotto lo studio, dovrà attendere il lancio della missione ExoMars, dell’Agenzia spaziale europea, che avverrà nel 2022, per poter raccogliere ulteriori campioni. La missione avrà come obiettivo quello di scavare fino ad una profondità di 2 metri sulla superficie del pianeta rosso.

FONTE:

https://www-esquire-com.cdn.ampproject.org/v/s/www.esquire.com/it/lifestyle/tecnologia/amp38134803/molecole-marte/?amp_js_v=a6&amp_gsa=1&usqp=mq331AQIKAGwASCAAgM%3D&fbclid=IwAR284veCYPIc7S9_ljorXDjQvV0nYydR8at3gK58_-yeGLiZdPMj96vXqFo#aoh=16359364339667&csi=0&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Fwww.esquire.com%2Fit%2Flifestyle%2Ftecnologia%2Fa38134803%2Fmolecole-marte%2F

https://www.nature.com/articles/s41550-021-01507-9?utm_medium=affiliate&utm_source=commission_junction&utm_campaign=3_nsn6445_deeplink_PID100039164&utm_content=deeplink

https://www.wired.it/article/marte-curiosity-molecole-organiche/

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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